BITTTSM acronimo di Birds In The Trap Sing McKnight esce il 2 settembre 2016, dopo aver lasciato per molto i fan sulle spine, ed è il nuovo progetto di Travi$ Scott che succede al suo precedente lavoro del 2015, Rodeo.

Cerchiamo di addentrarci nel profondo di Birds In The Trap Sing McKnight: innanzitutto apriamo una parentesi riguardo al titolo che letteralmente vuol dire “Gli uccelli in trappola cantano McKnight” e fa riferimento appunto a McKnight, cantante soul molto in voga negli anni ’90. Come lo stesso Travi$ spiega, ci vuole raccontare di lui e gli amici con cui ha vissuto a Missouri city in una sorta di trappola, cercando di andare avanti grazie proprio all’appoggio degli stessi. Dunque tutto ciò viene riportato nel titolo in una breve frase che apparentemente non vuol dire niente ma ci racconta qualcosa in più del giovane artista.

Le produzioni sono affidate a nomi noti come Mike Dean, TM88, Murda Beatz, Hit-Boy e lo stesso Travi$ ScottIl progetto in tutta la sua integrità è un trip di suoni psichedelici, molto alterati, robotici; ovviamente in tutto questo, come già negli altri lavori, l’autotune rappresenta una costante, pompato a mille. E proprio su questo che vogliamo soffermarci: un abuso uso di mille effetti, il suono sfocato, l’autotune, gli echi, i suoni metallici e robotici che fanno da padrone rischiano di rendere un album una vera e propria catastrofe. Travi$ ne fa invece il suo punto di forza e punta tutto su questo, un uso magistrale dei suoni che scatena nell’interlocutore un trippy domino di sensazioni.

Anche questa volta La Flame ci propone le sonorità fresche a cui ci ha abituato nei precedenti lavori, puntando tutto sulla musicalità delle parole. Non possiamo purtroppo dire lo stesso dei contenuti e dell’originalità che lasciano un po’ a desiderare, pur non condannando completamente BITTSM, ma rendendolo decisamente nè migliore nè innovativo rispetto a Rodeo e Days Before Rodeo.

I temi principali sono infatti la droga, le donne e la città usati in un accozzaglia di parole che puntano solo a rendere musicali le tracce e non hanno il minimo intento di comunicare qualcosa di senso compiuto. Se quindi da un lato Scott ha puntato tanto dal punto di vista musicale ottenendo un ottimo prodotto, non si può dire altrettanto dal punto di vista lirico. Per quanto riguarda i toni: sono molto malinconici e imposti con forza, tanto da rendere ardua l’impresa di ascoltare l’album tutto di un fiato senza rischiare di cadere in uno stato di trip depressivo (sarcasmo editoriale).

travis scott birds in the trap sing mcknightPassando all’originalità abbiamo notato molti elementi che ci è parso chiaramente di aver già sentito in precedenza, ma di cui sicuramente non è stato reso alcun credito da Travi$ sia ufficialmente che non. Se vi chiedete di cosa stiamo parlando vi facciamo qualche esempio, tanto per non essere troppo puntigliosi ed elencarli tutti.

Partiamo con Sweet Sweet: sembrerebbe proprio che nella riga “Why all you wanna do is the coco, Hangin’ out with you is a no-go” il giovane artista abbia riciclato sia il flow che la melodia della celeberrima Hotline Bling di Drake. Per continuare sempre con Drake, il beat nella parte finale di The Ends non vi ricorda, e ricorda è un eufemismo, 10 Bands?

Per non parlare dell’inconfondibile ad-lib di cui Desiigner ha fatto il suo marchio di fabbrica e che La Flame ripropone in modo inconfondibile, senza neanche preoccuparsi di modificarlo o renderne i giusti credits, nella penultima traccia del disco Guidance.

Ora, non abbiamo nulla in contrario al fatto che vengano riproposte melodie e sample già sentiti, nè tanto meno questo rappresenta una novità nel mondo dell’ hip hop, ma sicuramente tutto ciò verrebbe molto più apprezzato se elaborato in modo da renderlo un qualcosa di fresco e dargli quindi nuova vita. O quanto meno tutto ciò sarebbe potuto essere sottolineato nei ringraziamenti finali. Caso a parte è invece il pezzo di Day n’ Night ripreso in Through The Late Night che rappresenta un chiaro tributo a Kid Cudi, l’artista preferito del giovane rapper come più volte affermato dallo stesso.

Kid Cudi non è l’unico featuring che La Flame ha inserito e in effetti sono davvero tanti: ritroviamo infatti Andre 3000, pezzo da 90 della scena hip hop americana e componente degli Outkast, nella prima traccia The Ends che ci propone un nuovo flow che calza perfettamente con il tappeto sonoro trap. 21 Savage in Outside sposa il tono malinconico di Travi$ aggiungendo molta street credibility al pezzo. Kendrick Lamar in Goosebumps si esibisce in una delle sue lezioni di tecnica evidenziando la netta differenza con il giovane rapper (non che ce ne fosse il bisogno, anzi ci chiediamo se ciò sia davvero convenuto a La Flame).

Bryson Tiller in Fist Take dona leggerezza e soavità, a cui ci aveva già abituato in Trap Soul, mantenendo comunque un suono forte. Quavo e Young Thug in Pick Up The Phone inseriscono un fattore hit che sicuramente porta la traccia, rilasciata già il 3 giugno 2016 come singolo, tra le bombe di Birds In The Trap Sing Mcknight. E per finire questa carrellata di featuring, di cui ne abbiamo omesso qualcuno, troviamo anche The Weeknd nella final track Wonderful, in cui l’artista con il suo suono delicato costituisce il collante di una traccia di fondo molto frammentata.

Per concludere Birds In The Trap Sing McKnight, è un lavoro ben riuscito che dopo il secondo ascolto diventa virale grazie a un uso dei suoni e una modellazione delle sonorità super. Hit indiscusse del disco sono sicuramente Coordinate, Outside e Pick Up The Phone per non parlare del motivetto in Way Back che non riuscirete più a togliervi dalla testa. Le attese erano altissime e sono state parzialmente rispettate. #It’sLit

Cosa dicono gli autori...

73%

Buon disco, niente più

Sinceramente ho ascoltato quello che mi ha aspettavo. Ad ora il mio lavoro preferito del rapper è Days Before Rodeo, da quel momento non è più riuscito a stupirmi. Continua l’esercizio di stile nelle produzioni ma non ci sono passi avanti. Si salva per qualche hit.

69%

Un ottimo lavoro ma mi aspetto di più dal prossimo album "Astroworld"

Inutile negarlo, Travi$ è uno dei più talentuosi della scena e non ha bisogno di dimostralo. Non è sicuramente nè uno dei lavori meglio riusciti, nè tra i più sperimentali ma anche questa volta non mi ha deluso con un sound coinvolgente. Peccato per i contenuti e l’originalità, può sicuramente fare meglio.

77%

Un buon seguito a Rodeo ma...

L’album ha molti pezzi forti come The Ends, Coordinate e Goosebumps, però mi aspettavo un po’ di più da Travi$ visto che ora nella scena hip hop è un major. Le sonorità sono simili a quelle psico trap di Rodeo. Comunque a mio parere è molto più caldo del lavoro precedente.