E’ uscito da pochi giorni “T. EST SLANG“, l’album di Faida. Il rapper ha una proposta nuova e un concept attorno a questo lavoro completamente inedito. Abbiamo parlato con lui di musica, del disco, dell’amico in comune OG Eastbull e molto altro.

Faida T. EST SLANG (shot by SIMONE BURECA)
Faida T. EST SLANG (shot by SIMONE BURECA)

1) Che cos’è lo Slang della T.Est? Che cosa hai voluto trasmettere con la Copertina? Qual’è il mood del progetto?

Faida: Lo Slang è il linguaggio, l’idioma. Il codice di cui il mio Matrix si compone. Le metafore, la strada. Non per forza devi essere di Roma per capire, ma forse se lo sei è più facile. L’idea della copertina mi è venuta con “Hardcore Henry” il film in P.O.V di Ilya Naishuller. Roma era tappezzata per un po’ da questa locandina e ho subito avuto l’idea. Un disco è un viaggio ed io voglio trasportare chi ascolta T.EST SLANG sulla mia moto, steso sul serbatoio, a 200 all’ora . Il mood è Sicuramente cupo, metallico, ma anche unico. Mio al 100%. Da subito con EDDY DEPHA nell’Intro abbiamo cercato questo sound; volevo che ti segnasse dentro, che lasciasse un sapore, un odore. Ne sono molto soddisfatto.

2) Abbiamo notato delle figure ricorrenti nei tuoi pezzi. Chi sono i piccoli bori, il bomber blu, e il cavallo d’acciaio?

Faida: I piccoli bori sono i ragazzi come me, un po’ sbandati ma con “grandi visioni”. Il Bomber Blu invece è l’armatura leggera che portiamo, la divisa. Il cavallo d’acciaio direi che è fin troppo palese no?

3) Parlaci dei tuoi esordi come è emergere in un ambiente come Roma?

Faida: Grandi pro e grandi contro. È davvero una giungla, almeno 10 anni fa quando io me ne innamorai perdutamente. A Roma è tutto estremo, io mi facevo tutte le serate possibili a 15 anni sempre con doppio taglio e casco in mano, ma a parte quei due, tre che rimangono davvero come amici ognuno si fa i cazzi suoi. Io poi sono sempre stato un randagio. Devo tanto a HUBE dei Brokenspeakers con cui ho stretto un forte legame sui campi da basket e che al tempo scrisse un disco che per me rimane un classico del Rap Italiano “Cuore Matto”. Poi Kallagun, il ragazzo che andava al liceo classico con me e con cui scrissi “Primero Mixtape” un fratello. Pochissimi altri vicino. Ma io non sono uno facile, eh.

4) Raccontaci del tuo mondo, il legame con la tua moto e l’immaginario che vuoi portare?

Faida: Il Basket è stato il mio primo amore. A 13 anni giravo tutti i campetti col pallone a spicchi, facevo sega a scuola per giocare. Poi la cosa si è fatta più seria, insomma doppi allenamenti, campionati, tanto cuore. Ma ho sempre vissuto la strada di traverso, sono sempre stato curioso di posti, persone. Smaniavo, bilanciavo più di tre vite in una. Sempre in viaggio, ho vissuto fuori dall’Italia, mio padre era argentino, parlo lo spagnolo e l’inglese forse pure meglio dell’Italiano. La moto è il mio cavallo davvero, sono sempre in giro e ho sempre sentito che nel gioco mancasse uno come me. A furia di voler ascoltare nel Rap Italiano uno che parlasse la mia lingua insomma, l’ho dovuta creare. È successo così.

5) Qual’è la tua formazione, il tuo team di lavoro.

Faida: Mi sto costruendo la mia squadra ora, sto lavorando molto con il producer Dogs Life, del No Face studio di Roma e per la parte foto/video Simone Bureca e Ludovico Canali De Rossi “Edit One” un vero piccolo visionario.

Faida T. EST SLANG (shot by SIMONE BURECA) 2
Faida T. EST SLANG (shot by SIMONE BURECA) 2

6) Perchè questi video Street Cinema?

Faida: Perchè questo voglio fare. Street Cinema, come diceva nei pezzi Guè. In ogni video cerco di proporre qualcosa di innovativo, un video mio vorrei ti fermassi a guardarlo proprio, come un film. Meglio se hai anche del pop-corn.

7) Cosa ne pensi di OG Eastbull e i BPR Squad? Come è nato il vostro rapporto?

Faida: EastBull è uno speciale. Lo conosco da tanti anni, me lo ricordo quando girava con Luke su di un motorino nero, capelli corti e bomber anche lui. Veniamo da posti diversi, ma sento di capirlo al volo. E rispetto molto la sua fame, anche uno come lui nel gioco non c’è mai stato. Quello che stanno facendo i BPR mi piace molto, sono internazionali. Sono andato così in fissa per “La Mossa” che ho fatto il remix.

8) Collaborazioni in cantiere?

Faida: Su questo non posso dire niente, top secret.

9) Cosa ne pensi dell’anno appena trascorso di hip hop italiano? 

Faida: Un anno di passaggio del testimone, c’è una nuova generazione che ha voglia di fare e ha fame. Bisogna vivere senza paraocchi, per me la chiave è nel pubblico: abbiamo bisogno che cresca con noi, si emozioni, si appassioni con noi. E anche a gente come voi di HipHopTender, che segua gli artisti e si interessi a chi vale, non solo a chi fa i numeri su YouTube.

10) Cosa succederà ora? Come si svolgerà la promozione di questo tuo nuovo progetto?

Faida: Oggi mi spediscono le copie fisiche e sto organizzando la presentazione di T. EST SLANG a Roma. Prima però, una mega cena con tutti quelli che mi hanno dato una mano a realizzare il mio disco: gliela devo.