Cerbero Grosz è uno dei profili più interessanti della scena hip hop genovese. Come vi avevamo promesso, la nostra intenzione è quella di farvi conoscere tutti i migliori prospetti italiani e Cerbero fa sicuramente parte di questa cerchia. L’album e il nuovo video usciranno il 30 gennaio. Presto sarà fuori il suo nuovo video e l’album, abbiamo deciso quindi di fare due chiacchiere col rapper.

  • Parlaci delle tue origini, i tuoi inizi.

Ciao a tutti di HipHopTender, innanzi tutto ringrazio ancora per lo spazio dedicato! Sono Cerbero Grosz, un rapper di Genova, faccio parte del collettivo Blazers Crue nato nel 2010. Il nostro progetto è quello di ottenere l’indipendenza, a partire dalla musica e dall’organizzazione di eventi, fino alla parte visiva, o meglio grafica e video. Il mio primo prodotto ufficiale che potete ascoltare è su Youtube e si intitola “Wakizashi Mixtape“, è uscito nel 2015; sullo stesso canale potete trovare alcune collaborazioni con altri artisti con cui ho creato un legame nel mio percorso musicale. A breve, il 30 Gennaio per l’esattezza, uscirà il mio primo disco “Kanji” interamente prodotto e registrato da Demo Studio Ostile.

  • Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo progetto? Che sonorità proporrai?

Kanji” è un disco molto particolare, da un punto di vista oggettivo ho cercato di prendere una via un po’ più personale, ho provato a mischiare contenuto e musicalità accostando un sound più attuale. Il mio obbiettivo è far vedere a chi mi ascolta che ogni volta che propongo qualcosa si noti un’evoluzione, un cambiamento e un miglioramento. Si potrebbe dire che, in questo disco, ho cercato di fondere la Trap con l’R&B; tuttavia sono parole grosse da dire, diciamo che spetterà agli ascoltatori giudicare, io faccio musica e mi esprimo per quello che sento, l’importante è questo.

  • Cosa vuoi dare di tuo alla musica?

Quello che voglio dare alla musica è quello che non riesco a dare personalmente, non sono una persona di tante parole e a volte con la musica riesco a tirare fuori pensieri che non so spiegare a voce. Siamo in un periodo in cui il successo è alla base della soddisfazione personale, e non dico che è sbagliato, anche io son della stessa idea, ma vorrei che oltre a questo ci sia anche qualcosa di più da dare all’ascoltatore, sono dell’idea che le canzoni che hanno fatto la storia sono quelle che raccontano qualcosa della vita dell’artista.

  • Parlaci della scena musicale genovese.

Penso che, con il passare degli anni, la scena genovese stia parlando da sola. Abbiamo artisti fortissimi che si stanno già facendo vedere fuori dalla Liguria, qua a Genova abbiamo sempre saputo del potenziale di questa regione. Ci sono ancora un sacco di artisti emergenti che secondo me meritano di salire, abbiamo ancora tutti tanto da dare e le sorprese non stanno finendo, la Liguria può andare più su di dove già è ora. Cromo della Million Clique è il prossimo a mostrare le Sklillz Genovesi a livello nazionale, vedo anche uno Young Slash bello tonico pronto ad esplodere; altri artisti che posso consigliarvi, così su due piedi, sono: mio fratello Jack Out, G Pillola, Met, Albe Ok, i ragazzi della Million Clique, quelli della Flavor Gang, Albert Eames, Sfera & Serenase, Demian, Braccio 16100, quelli di Radical Click, Sangue e Zero, gli UBR (Franky Sosa e John Cega) e chi più ne ha più ne metta! Questi sono i primi nomi che mi vengono in mente ma la scena ligure, per quanto sia piccola, è piena di talenti.

  • Se potessi scegliere, con chi vorresti collaborare ? E perchè?

Parto dal presupposto che a me piace collaborare soprattutto quando si crea un rapporto con l’artista, perchè si crea quell’empatia che amplifica la forza del pezzo. Se dovessi sbilanciarmi posso darti 3 nomi, così su due piedi: mi piacerebbe cimentarmi in una collaborazione con un personaggio come Mecna, mi ritrovo molto in quello che dice e il modo in cui si espone, mentre anche con uno come Rkomi concettualmente sarebbe un piacere. Se dovessi invece andare su qualcosa di assurdo, una persona con cui mi sballerei a collaborare sarebbe Samuel Heron, per quanto riguarda l’eccentricità e allo stesso tempo la ricerca musicale.