Alcune volte la musica non basta ad un artista per raccontare completamente se stesso, la propria storia, soprattutto quando la propria storia è un qualcosa di molto profondo e complesso. Tra gli artisti più sottovalutati ma più real della scena un nome viene spontaneo: Sonny Willa. Il ragazzo viene da Genova ed è il quarto coinquilino di una casa popolata da Rkomi, Tedua e Bresh. Ecco a voi l’intervista ad una persona che ne ha vissute di tutti i colori, prima ancora di fare il rapper: Sonny Willa.

1) Raccontaci le tue origini musicali.

Sonny Willa: Mio fratello più grande ascoltava Neffa e i Sottotono. Io mi appassionai al rap grazie ad un ragazzino delle nostre parti che si tolse la vita a 17 anni. Si chiamava “Spasmo“, Davide Femia. Cantava sempre i pezzi degli Articolo 31 insieme ad amici con basso chitarra e batteria. Lo conobbi un giorno che mi azzuffai con due zingari dietro agli autoscontri di Pra e mi regalò la cassetta di “Nessuno” che ascoltavo nel walkman di mia madre. Oggi se fosse vivo sarebbe il rapper più bravo d’Italia. Dal momento della sua morte iniziai a scrivere io.

2) Qual’è il tuo team di lavoro, i tuoi soci?

Sonny Willa: Non ho un team di lavoro definito ed è stato un grande punto a sfavore perché ho dovuto organizzare tutto quel mondo surreale da solo ed è stato difficile da riprodurre, ma ho tanti amici che credono in me e nelle mie idee. A seconda della loro disponibilità mi danno una mano perché per primi vogliono vedere della mia roba nuova. Lo fanno con piacere.

3) Come hai conosciuto Tedua, Rkomi, Bresh e gli altri?

Sonny WillaTedua da ragazzino quando faceva i primi avanti e indietro da Milano lo portai nel mio quartiere. Poi lo beccavo sempre nelle battle di freestyle di GenovaRkomi 3 anni fa con altri rappers a Milano e Bresh mi fece perdere 400 euro alla gara finale di un contest.

4) Com’è vivere a stretto contatto con amici che come te fanno musica?

Sonny WillaTedua non l’ho mai visto scrivere, ma ho assistito a pieno al concepimento di OC. E’ stata la prima persona a dire mi licenzio e da domani faccio il rapper. E l’ha fatto. Rkomi ha avuto una rinascita artistica incredibile, è spesso sulle sue con chi non conosce e abbiamo passato tante disavventure divertenti. Bresh può invece svelare un bel po’ di aneddoti assurdi su di me alla prossima intervista, quindi meglio non svegliare il can che dorme. In casa più che rappers siamo persone normali piene di impegni da dover rispettare nonostante i mille sbatti per poter far bene le cose. Ogni giorno c’è una nuova idea da dimenticarsi. Ce la viviamo con estrema umiltà e piedi per terra perché la fame è tanta e sappiamo che con le chiacchiere non si mangia e non si paga l’affitto. Ognuno è nel proprio viaggio musicale con le proprie idee e i propri gusti. Non ci influenziamo ma puntiamo a scoprire cose nuove e migliorarci.

5) Qual’è il pezzo a cui sei più legato e perché?

Sonny Willa: Il pezzo a cui sono più legato è “Fuckin London” ed è quello con meno visualizzazioni su Youtube. Non lo conosce nessuno. In quel periodo non scrivevo più niente perché abitavo in Inghilterra da qualche anno. L’ho scritto in cella a Londra. A mente senza usare la penna. Era già la terza volta che ci finivo, quella volta pensavo che non sarei più uscito e non avrei più rivisto mia madre. Avevo già fatto venti ore di isolamento e dovevo “evadere” da quella situazione. Così è nato il mood di Sonny Willa e questo pezzo ha sancito il mio “ritorno” alla scrittura.

6) Qual’è il sogno nel cassetto di Sonny Willa?

Sonny Willa: Il mio sogno nel cassetto e quello di poter lavorare e vivere come Sonny Willa. Molte volte salva la mia persona da situazioni e periodi di merda.

7) Spiegaci la tua proposta musicale, cosa vuoi portare di tuo alla musica?

Sonny Willa: Cerco sempre di cambiare l’umore della gente. La voglia di evadere non basta più nei pezzi, tanto si sa che non evade nessuno. Ci sono tanti modi per sdrammatizzare, io scelgo sempre i peggiori perché sono i migliori su cui lavorare. Cerco di trasmettere il senso di evasione mentale dei problemi. Come nella realtà. Poi sono un ragazzo spontaneo, si vedrà.

8) Come vivi l’ambiente genovese e come vedi la tua città nell’Hip Hop del 2017?

Sonny Willa: A Genova c’è sempre stato un forte spirito di competizione e la voglia di dover dimostrare per forza a qualcuno quanto spacchi. Questo meccanismo fa andare avanti il proprio ego. Lo fa migliorare e di conseguenza raggiungere un buon livello che determina un buon risultato. Essendoci tanta concorrenza dovevamo tutti per forza spaccare tanto per essere considerati dei nomi nella scena. Ora puntiamo a renderla la nuova capitale del rap italiano. Comunque bisogna farsi in primis conoscere fuori da Genova. Per esempio prima dell’avvento della “trap”, io Blnkay e Cromo per farci conoscere fuori Genova, ci siamo fatti il giro dell nord Italia facendo contest di freestyle ovunque.

9) Un artista italiano e uno straniero con cui vorresti assolutamente collaborare?

Sonny Willa: Uno Italiano Ghali. Uno straniero ti direi subito Sfera Ebbasta, ma anche Charlie Charles canta bene (ride ndr.)

10) Cosa hai in serbo per quest’anno?

Sonny Willa: Ho delle nuove hit sia in serbo che in croato.