Il panorama è sempre più ampio e variegato, l’Hip Hop italiano si sta ramificando in centinaia di sfumature. Stanno nascendo, infatti, correnti di rapper che riescono a fondere l’Hip Hop con una morbidezza melodica creando così quella Trap Soul di cui ha tanto bisogno l’Italia. Un “genere” capace di trattare gli argomenti più street ma con tonalità diverse dal solito, un PartyNextDoor, un Bryson Tiller, un NAV è questo che serve adesso. Oggi vi presentiamo uno degli artisti candidati a ricoprire questo ruolo nella nostra scena. Ecco a voi l’HHT x 5: Remi.

  • Qual’è il percorso che ti ha avvicinato al rap? Da dove nasce questa passione?

Ho iniziato ad ascoltare rap più o meno dieci anni fa, grazie a mio fratello che si ascoltava in macchina dei cd masterizzati che avevano tracce tipo “Gangster’s Paradise“, brani di 50, Eminem, Snoop e così via. Anni dopo iniziai ad ascoltare gli Articolo 31 per poi passare a Marracash con “Badabum Cha Cha“. Quando mia madre mi comprò un mp3, mi feci mettere da un mio amico un botto di canzoni rap con cui poi iniziai a scrivere le prime rime per poi creare alle scuola medie il primo gruppo.

  • La tua crescita musicale un pezzo dopo l’altro è palese, a cosa devi questo?

É da un po’ di anni che scrivo, dunque una crescita a livello di scrittura è ovvia altrimenti avrei smesso già anni fa. In questi anni ho approfondito un senso del suono delle melodie, cercando di essere sempre il più originale possibile.

  • Cosa c’è dietro un grande video come “Bentley”?

Dietro “Bentley” in realtà, anche se sembra che ci sia un lavoro grosso, è stato tutto molto spontaneo. Il regista di Team$oul e Gioffrè, che ormai fa parte del gruppo, mi ha contattato e, dopo aver fatto “160“, abbiamo deciso di collaborare di nuovo. Sono convinto che sia venuto fuori un bel lavoro, sicuramente non ci fermeremo qui.

  • Com’è lavorare in coppia con un produttore come Haru?

Con Haru, che è un fratello, mi trovo benissimo. Riesce a catturare i miei stati d’animo a distanza, anche se purtroppo abitiamo in due regioni diverse riusciamo a vederci più di quanto si pensa. Penso che Haru sia il futuro, la trap soul italiana, non c’è nulla da dire. Il tutto sarà ancora più chiaro con il prossimo singolo.

  • Progetti, pezzi in cantiere?

Come ti ripeto, abbiamo questo pezzo da far uscire e dato che a noi piace tantissimo creeremo un video galattico. Progetti in cantiere ne abbiamo tanti, sicuramente abbiamo un feat inaspettato che uscirà in seguito, a cui tengo particolarmente. Sicuramente vorremo fare uscire un EP, che sarà composto da quattro/cinque tracce, di cui gran parte saranno inedite. Spero di poter caricare le tracce sui portali digitali il prima possibile. Il tutto dipende anche dalla risposta del pubblico e di chi segue il viaggio creatosi attorno al progetto.