La cultura Hip Hop italiana ha visto spesso grandi interpreti che venivano dal Sud, da sempre cantautori notevoli. Sono moltissimi gli artisti pieni di talento che dalle zone meridionali dimostrano di saperci fare eccome col rap e troppo spesso, a causa del dialetto e della concorrenza milanese, faticano ad avere il riconoscimento che gli spetta. Le cose, però, stanno cambiando ed ogni giorno che passa si sente parlare di nuovi rapper originai di ogni parte d’Italia. Il web ha fatto il suo e l’informazione sta aumentando, finalmente gli artisti iniziano ad avere una vetrina mediatica. Oggi parleremo con un rapper originario di Palermo, giovane, vero e con molte cose da dire. Si sta facendo notare con la sua serie di “freestyle” e in questi giorni è uscito il nuovo pezzo. Ecco a voi l’HHT x 5: Kilo KG.

  • Ciao Kilo, raccontaci le tue origini, cosa si prova ad affermarsi come rapper a Palermo?

Partiamoci dal presupposto che se non ci fai i soldi con questa cosa non sei affermato. Mettici che affermarsi non deve significare sentirsi affermato, perché fino a quando non vivi coi soldi provenienti dalla tua musica non puoi sentirti affermato. Mi piace pensare invece che sia Palermo a sentire la necessità di affermarsi, e lo dimostrano tutte le persone che stanno spendendo il loro tempo e le loro forze per riuscirci, e tra questi mi ci metto anche. Io penso che in un momento in cui un genere musicale che per anni in tutta Italia è stato sottovalutato a livello sociale, arrivare alla gente della tua stessa zona e voler rappresentare le persone di una città come Palermo sia una affermazione stessa.

  • Spiegaci la concezione dei pezzi “freestyle” che stai pubblicando?

Ma guarda questa cosa di fare uscire pezzi tuoi singoli non ricollegabili a un progetto concreto è una cosa che ha preso campo sopratutto in Europa e chi ha riguardo verso tutto ciò che succede al di fuori del posto dove vivi lo sa. Il motivo della parola freestyle è proprio questo ma non voglio che si identifichi #NEXTLEVEL come un freestyle vero e proprio, la concezione è quella ma la cura no, la stessa cosa vale per #CAMOUFLAGE che è il primo di questi pezzi che ho fatto uscire. Puoi intenderla anche come una preparazione a qualcos’altro, in ogni caso è la musica a parlare.

  • Come nasce #NEXTLEVEL, qual’è stato il processo creativo?

Ultimamente sto lavorando molto con un producer giovanissimo anche lui di Palermo che si chiama None Relevant. Ha 17 anni ma nonostante l’età tratta la produzione con una serietà allucinante. Avremo si e no una cartella piena di provini di questo pezzo ognuno diverso dall’altro, ma non eravamo soddisfatti. In qualche modo volevamo fare il passo successivo a Camouflage sia a livello di suono che a livello di immagine della cosa e nonostante anche Next sia un freestyle non volevamo dargli questa immagine, volevamo passare al Next Level. Voglio ringraziare per questo anche Giorgio Pellerito che ha curato tutta la parte video del pezzo perché senza di lui non saremmo riusciti a dargli l’immagine giusta.

  • Cos’è “Young Legendz“ e come nasce?

YL è la mia famiglia. Nasce tutto da un disco che ho fatto insieme a Lugin che si chiamava proprio Young Legendz, poi sono subentrati a rappare Pino Haze e Manubrito. In poche parole si sono uniti i pochi superstiti dopo anni e anni di vita, di amici persi strada facendo. YL non è solo un team di persone che fanno musica, ci sono Toti, Mazinga, Gabrielone, il Provenza ci sono tutti i nostri amici di zona e non, tutti i nostri amici che sentono di farne parte, Leggende per sempre.

  • Come credi che le tue caratteristiche possano darti una marcia in più nella scena italiana?

Questa è una di quelle domande a cui per fortuna non so darti una risposta, non credo che nessuno possa avere tanto la faccia coi calli per dire una cosa del genere e chi lo fa è un senza rispetto. Quello che posso dirti è che dietro quello che io e chi con me facciamo ci sono sacrifici e c’è la voglia di portare avanti questa cosa. Poi sarà la musica a parlare.