La fortuna e il futuro dell’Hip Hop italiano sta in due cantieri di sperimentazione e crescita, due fulcri importantissimi per lo sviluppo della cultura nel nostro paese: gli emergenti e le mine ancora inesplose. E’ proprio tra queste ultime che troviamo gli artisti più oliati e pronti, rapper freschi sempre attenti alle novità. Oggi parliamo con un artista del Sud, Agrigento precisamente, un luogo non facile e che traspare nei testi di questo rapper. Tornato dopo un periodo di pausa con “Curriculum Vitae” in esclusiva per HipHopTender, ecco a voi l’HHT x 5: Blvnt Sinatra.

  • Ciao Sinatra, parlaci del concetto di trap, cosa deve sapere la gente a riguardo?

Ciao, intanto vi ringrazio per lo spazio che mi state concedendo. Io credo che in Italia il concetto di trap sin dall’inizio è stato inteso male, ormai la gente sente 2 hit-hat buttati così su una base e la definisce Trap ma in realtà tutto questo è qualcosa di più complesso. La Trap muzik quando è nata non aveva nulla di tutto ciò e stiamo parlando di 10 anni fa, la sonorità era ben diversa, era l’argomento ed il concetto portato sul pezzo a renderlo Trap, in realtà tutta la musica che esce dal ghetto e parla di determinate situazioni è Trap ora non voglio dilungarmi troppo sulla questione ma invito il 90% degli italiani ad informarsi bene prima di parlare, perché dal 2015 a questa parte (il dopo Sfera Ebbasta) ho sentito cose assurde a riguardo (ride). In America hanno usato il music business per immetterci i soldi sporchi della strada. Ecco cos’è la TRAP MUZIK.

  • Raccontaci le dinamiche della pausa musicale che hai avuto.

Io ho iniziato seriamente col rap a 18 anni anche se ho cominciato a scrivere verso i 14.
Ho registrato il primo EP e pochi mesi dopo ho chiuso uno street album con Geloterzo, un mese dopo ho iniziato a lavorare ad un altro street album da solista. In poche parole ho fatto uscire 3 album in meno di 2 anni, avevo troppa voglia di fare ma fortunatamente ho capito (anche se in ritardo) che le ultime robe che facevo stavano finendo per suonare molto simili tra loro inoltre sono un tipo che a prescindere non è mai soddisfatto di quello che fa, specialmente negli ultimi tempi. Prima di “Curriculum Vitae” l’ultimo video pubblicato è stato “IBRAHIMOVIC” un freestyle fatto tanto per farlo come si suol dire, solo per cacciare roba fuori. Questa pausa mi è servita un sacco e la differenza con le uscite precedenti (quasi di un anno prima) è innegabile e posso dire che quest’ultimo mi è piaciuto parecchio anche se non è da me apprezzare le mie stesse cose.

  • Cosa ne pensi delle controversie che stanno nascendo tra Old e New School?

Tutto questo accanimento tra le due fazioni sinceramente non l’ho mai capito, io ho iniziato ad ascoltare rap a 12 anni, si parla quasi di 10 anni fa, quindi sono cresciuto con roba ben diversa rispetto a quella che si sente oggi e continuo ad apprezzarla. Non può non piacermi la musica con la quale sono cresciuto, a differenza di altri che da 2-3 anni a questa parte hanno “rinnegato” tutto arrivando a dire che tutta la musica antecedente al 2014-2015 è solo schifo o roba da sfigati quindi non so se mi fanno più ridere loro o i tardoni che stanno dall’altra parte e non riescono a capire che ad un certo punto la musica deve pur evolversi. Se vedi in America coesiste tutto ed è così che bisogna ragionare ma purtroppo qui non sarà mai così, mi spiace dirlo ma l’Italia è indietro proprio mentalmente, l’italiano ha bisogno di etichettare tutto e di prendere una posizione come se fosse qualcosa di personale.

  • Cosa ascolti di recente?

Nell’ultimo periodo sto sotto con Dave East un rapper newyorkese che rappa come si deve, ha le barre ed ha saputo tenere quel tocco di New York pur rappando su beat abbastanza moderni. Mi ci rivedo molto in lui per il suo modo di approcciarsi alla musica. Poi per quanto riguarda il resto mi piace molto 21 Savage, I Migos penso che abbiamo spaccato tutto con il nuovo disco, immancabile ASAP Rocky poi per quanto riguarda la scena Francese (che preferisco rispetto a quella americana) ascolto Kalash Criminel, Sofiane Gradur,Niska e altre realtà un po’ più piccole che stanno pian piano uscendo.

  • Come vivi l’essere un rapper in una città come Agrigento?

A me non piace essere definito nè un rapper nè un artista anche se alla fine è quello che faccio, nella mia città stiamo molto indietro su molti punti di vista e devo dire che non te la vivi nel migliore dei modi, anche se Napoli è molto vicina come realtà, sull’argomento Rap li vedo molto aperti e presi bene, qua la situazione è ben diversa. Col tempo ho imparato a scindere il mio rapporto con la gente dalla musica. In giro mi chiamano Alessio, non sono il tipo che si atteggia a rapper e magari potrebbe anche essere una pecca ma alla fine la mia persona è questa. Sono nato e cresciuto in una zona in cui non è tutto rose e fiori, uno di quegli ambienti che ti portano a concentrarti su cose non molto sane ma le mie passioni mi hanno aiutato ad elevarmi, ho cambiato modo di vivere e chi mi conosce sa quanto sono cambiato (nel senso positivo della frase) ora vivo sulla costa e la situazione è molto più tranquilla. Io stesso me la vivo in modo più sciallo ma per quanto riguarda la musica non posso affermare di vivermela benissimo come chiunque altro che prova a fare qualcosa qui dove vivo io.