Ancora una volta
l’Artista da copiare è  Achille Lauro

Così si è espresso Alessandro Borgia, organizzatore milanese di eventi e stretto frequentatore dello stesso rapper. Come dargli torto del resto, con la Samba Trap di “Amore Mi” l’artista capitolino ha di nuovo rimescolato le carte in gioco, per l’ennesima volta ha seminato la concorrenza con una sperimentazione azzardata che fin da subito ha dato i suoi frutti. Achille dal canto suo non è la prima volta che opta per scelte coraggiose come queste, sempre con la convinzione di essere sulla buona strada. Ecco perché abbiamo deciso di ripercorrere alcuni attimi decisivi della carriera di questo artista fino ad oggi, dall’esordio con “Barabba Mixtape” fino alla Samba Trap di “Amore Mi”.

 

Già agli esordi con i mixtape “Barabba” e “Harvard”, Achille Lauro ha sempre fatto di testa sua. Ascoltare un pezzo di questi due progetti è un po’ come avere una pistola puntata in fronte e vedersi passare davanti agli occhi tutti gli attimi di una vita che però non è la nostra, ma proprio quella di Achille. I suoi flussi di parole e le sue punchlines riescono ad evocare immagini ben precise, crude, esplicite e senza filtri. La scelta di ripetere più volte una frase, una parola o un suono è poi uno dei punti fermi della sua musica, una tecnica che oggi si dà per scontata, ma che forse è stato proprio lui a portare più in alto di tutti.


“Barabba”
e “Harvard” gli permettono di farsi notare da Marracash e dalla sua Roccia Music, una proposta che Achille non può di certo rifiutare e che gli punta fin da subito i riflettori addosso. Già al tempo di “Genesi”, la prima posse track con tutti i rapper dell’etichetta, Achille divide la critica: chi lo vede come il futuro del rap italiano, chi invece come la sua morte. Del resto in una traccia dove tecnicismi e incastri fanno da padrone, il flow quasi sussurrato di Achille ed il suo essere così profetico e psichedelico gli costano subito molti fischi, ma del resto anche molti applausi, gli applausi di chi alla fine di questa storia potrà dire di averci davvero visto giusto.

Il suo primo progetto ad uscire per Roccia Music è “Achille Idol Immortale”, un disco di pura sperimentazione, un album ancora oggi unico nel panorama del rap italiano. La scelta di terminare ogni singolo con un paragrafo di un vangelo immaginario e creato da lui è poesia e le collaborazioni con Gemitaiz, Noyz Narcos e Coez già dimostrano la credibilità che Achille è riuscito a guadagnarsi nella scena. “Young Crazy Ep” anticipa poi l’album “Dio c’è”, un disco per lo più trap quando questo genere era ancora fantascienza in Italia, ben prima che sdoganasse e diventasse un must. Hits come la title track “Bonnie & Clyde” sono tutt’ora pezzi cult dell’artista che faticano ad invecchiare vista la loro freschezza già al tempo.

Poi l’ennesimo cambio di rotta. Le carte si mescolano di nuovo e Achille abbandona Roccia Music per formare la propria etichetta indipendente “No Face Agency” assieme a vari produttori per lo più non proprio attinenti al rap, vedi Boss Doms proveniente dal mondo dell’elettronica. In molti lo danno per spacciato, la scena ha dei nuovi big e con una propria etichetta indipendente competere con quei numeri è quasi impossibile. Eppure “Ragazzi Madre” ci riesce. Il primo disco di Achille firmato No Face ha infatti il consenso di tutti, i suoi molteplici concept affascinano l’intero pubblico e la sua hit “Ulalala” sbanca su Youtube. Le date in giro per l’Italia sono piene e Achille, come spesso ripete nei suoi live, diventa la voce della follia giovanile, un po’ come se fosse un’icona rock all’interno della scena.

Achille Lauro
Foto tratta dal “Ragazzi Madre Tour”, Boss Doms si getta sul pubblico

Ma questo come ben sapete non è tutto. Già, perché la voglia di reinventarsi di Achille non è mai sazia e finito il ciclo “Ragazzi Madre” è tempo di fare le valigie e trasferirsi lontano da tutto e tutti, lontani dai telefoni e dalle varie influenze mediatiche, con un popolo straniero come unico riferimento. Il frutto di questa esperienza è sbalorditivo: “Amore mi”. L’era della Samba Trap ha inizio: Boss Doms si supera con un beat dai ritmi tribali, mentre Achille trasforma la periferia romana in una giungla, dando vita per l’ennesima volta ad un prodotto unico. Youtube prova anche a fermarli bloccando il video ai minori, ma il buon senso prevale e la cavalcata a ritmo di samba prosegue a gonfie vele, con un milione di views fresco fresco in tasca.

Se non fosse ancora chiaro, tra qualche mese saremo di nuovo qua a parlare dell’ennesimo azzardo da parte di questo artista, un artista che come avete appena letto è da sempre stato un innovatore, uno che le mode le fa e non le segue. Tra qualche mese forse è anche dir troppo, perché il secondo episodio della Samba Trap è alle porte ed allora lì sì che sarà chiaro: ancora una volta l’artista da copiare è Achille Lauro.