Se all’età di 16 anni sbanchi Youtube con un milione di visualizzazioni, quando il Rap in Italia era solo quei 5 nomi e qualche emergente, è indubbio che tu ci sappia fare. Se poi 2 anni dopo esci col il tuo primo album da indipendente e fai più di 1000 copie vendute girando con i tuoi instore mezza Italia, è chiaro come tu sia davvero forte. Se questo ti fa finire nel giro delle grandi case discografiche e firmi con Universal, allora sei un predestinato. Questa è la storia di Giaime, un giovane artista milanese che un po’ da sempre è sulla bocca di tutti e come potrebbe essere altrimenti con un esordio del genere. Eppure dopo la famigerata firma, il mondo di Giaime si ribalta e quello che doveva essere il salto tra i grandi appare agli occhi del pubblico come un grande buco nell’acqua. Già, perché la consacrazione del secondo album ufficiale, il primo in major, non arriva e a calmare l’attesa c’è solo un piccolo EP, che se pur di ottima fattura non sazia la fame degli ascoltatori. Così piano piano Giaime scompare dai radar, ogni tanto c’è qualche sussulto sui suoi canali o sul disco di qualche amico, ma il suo nome ha ormai  perso quel fascino e quell’interesse che fin dagli esordi lo avevano contraddistinto. Tuttavia quando l’ondata trap travolge l’Italia e spuntano nuovi nomi inediti, inspiegabilmente in molti si chiedono dove sia finito Giaime, chi per nostalgia dei suoi contenuti, chi per affetto, chi per curiosità, insomma c’è bisogno di un suo ritorno. Ed ecco allora che inizia la seconda parte di questa storia, la parte in cui subentra nel percorso del nostro protagonista un produttore emergente davvero forte, la parte in cui la fenice risorge dalle sue ceneri e torna in grande stile planando sulla scena.

Giaime
Un giovanissimo Giaime agli esordi

Torniamo però indietro negli anni. Gli esordi di Giaime risalgono addirittura ad un lontano Gennaio 2011, quando con la firma di Young Caesar pubblicò il brano “Batto sopra il beat”. Questo nome durò pochi singoli e già nell’Ottobre dello stesso anno, in occasione di una collaborazione con Lazza, aveva cominciato a farsi chiamare Giaime, che altro non è che il suo vero nome. Qualche mese dopo arriva “Sulla linea del limite” feat. Mastarais, quel video che come dicevamo in apertura raggiunse in poco tempo il milione su Youtube e proiettò subito Giaime tra gli emergenti più caldi. Certo, di quel milione una parte consistente non era fan del rap e un’altra buona parte aveva bocciato il brano, ma d’altra parte era pur sempre il 2011, quando ancora l’Hip Hop per molti era uno scimmiottato Yo Yo ed i professori del genere erano sempre in agguato. Chi però si dimostrò sveglio, notò fin da subito del talento nel ragazzo ed i singoli successivi lo dimostrarono. La hit che seguì fu “Minorenni coi trampoli”, un concentrato di tutta la spocchia giovanile e del rifiuto verso il perbenismo e le convezioni dettate dagli adulti, in poche parole pura energia. Tra l’altro al tempo venne fuori che anche Jovanotti si pompava questo pezzo, ma come poter resistere d’altra parte; eccone alcune barre:

E prendo l’autobus, non l’auto blu, sono come mamma m’ha fatto, a parte un po’ di autotune. Arrivo a scuola e penso che sia inutile, perché senza diploma c’è chi mangia crudité. È il solito stronzo, che fa lo sforzo, è ridotto a qualche soldo, senza sfarzo, stravolto. Se dormi non pigli pesci, ti risvegli dentro il ventre dello squalo e non esci. Cresci, che stai tra i watussi, ‘sti matusa non ci sanno fare, ma tu si. Mando a casa mezza scena, anche senza essere in vena, anche senza la catena

Arriva poi “Soulitudine” featuring Faser, l’ultimo brano prima di cominciare a pensare al disco ufficiale. Ancora una volta arriva a un milione di views ma, a differenza di “Sulla linea del limite”, in questo caso la critica è tutta positiva: le punchlines piene di rabbia di Giaime racchiudono al meglio tutte le ansie e le pare che un giovane può provare a quell’età e lo spettacolare video di Giorgio Deponti contribuisce alla realizzazione di un piccolo capolavoro. Guardare per credere.

Tra la scuola e le sessioni in studio, il primo album di Giaime prende forma e nell’estate del 2013 esce ufficialmente con una tracklist bella corposa di 19 tracce tra cui figurano anche alcuni vecchi brani. Il titolo è “Blue Magic”, a rappresentare un concept affascinante legato ad una particolare droga: la Blue Magic era infatti un’eroina che veniva smazzata negli anni ’70, era più pura e meno cara, proprio come il disco di Giaime, che al prezzo di circa 8€ si poneva nella scena come un prodotto più cristallino e veritiero degli altri. Al suo interno ci sono già le prime testimonianze del consenso ottenuto da alcuni big, la title track è infatti prodotta da Shablo, ma troviamo anche un featuring di Jack The Smoker in “Tic Toc” e una strumentale di Fritz Da Cat nel brano “La colazione dei Campioni”. Il modo di scrivere di Giaime è unico, i suoi testi catturano per la loro complessità, a tratti sembrano labirinti con più uscite e ogni uscita ha un suo significato, un giorno ti trasmette una vibrazione, il giorno seguente scopri altri mille umori che non pensavi quel brano potesse riservare. Tutto questo affascina il giovane pubblico che dimostra amore a Giaime nel suo instore tour, un viaggio in giro per l’Italia in cui l’artista milanese vende più di mille copie raggiungendo un ottimo traguardo. Paradossalmente con l’aumento di qualità portato da “Blue Magic” i numeri calano, ma finito questo ciclo Giaime ha la consapevolezza di aver creato un pubblico solido attorno a sè, cosa che quei milioni di views sul tubo non gli permettevano invece di pensare.

Parallelamente all’uscita degli ultimi video estratti da “Blue Magic”, Giaime pubblica ,insieme alla sua crew milanese Zero Due, un EP intitolato “Zero Due EP”; un progetto che ebbe un buon riscontro da parte del pubblico ma dal quale si percepiva già un calo di attenzione rispetto al suo disco solista. La Zero Due al tempo vedeva oltre a Giaime componenti come Roman, Mastarais e Tinez (proprio quello di Tobe & Tinez), che al tempo si firmava ancora Martinez. Prima di questo EP era parte del collettivo anche Lazza, che poi però decise di uscire per accettare l’offerta di Blocco Recordz, sempre mantenendo ottimi rapporti con i membri della crew. Non a caso il primo estratto di questo progetto fu prodotto dallo stesso Lazza, per una traccia esplosiva e ricca di contenuti dal titolo “Guarda noi”. Finito anche questo ciclo Giaime però cominciò ad avere una specie di rifiuto, lui stesso disse che “Blue  Magic” e tutto ciò che era seguito avevano svuotato il suo bagaglio di esperienze, provocando in lui un blocco e molta sfiducia. Decise così di partire per Londra, la meta adatta per fare mente locale e schiarirsi le idee, la meta che lo porterà alla sua prima grande scelta.

Giaime
Giaime a Londra durante le riprese del singolo “London Rain”

Tornato da Londra infatti Giaime firma per Universal, un passo importante che verrà da lui definito “Prima scelta”. Questo sarà anche il nome del primo progetto che lui pubblicherà per questa casa discografica, a rimarcare come questa sia la sua prima mossa nel mondo dei grandi, la sua prima scelta ma anche La prima scelta. Il progetto consiste in un EP di 7 tracce, un piccolo preludio al suo attesissimo secondo album ufficiale che, se pur breve, in quanto a producers porta diversi nomi altisonanti: Deleterio, Charlie Charles, Frenetik & Orang3, Zef, Effe e Yellow Rabbit. Tra le collaborazioni, oltre al solito Mastarais, compare poi un big come Tormento, per una traccia di tutto rispetto dal titolo “Coi giganti”. “Prima scelta EP” viene anticipato dagli estratti “London Rain” e “Più di tutto”, singoli che riportano alla luce il Giaime dai testi articolati e complessi, con un’innovazione in quanto a sonorità davvero ottima: in poco i numeri tornano a farsi grandi e Gimmi si riprende l’attenzione che meritava. Gli ultimi video estratti del progetto sono “Altro che” e “Di cosa parliamo”, la conferma di un Giaime ritrovato e un grande hype per quello che sarà il suo secondo album ufficiale.

Ma l’album non arriva, escono alcuni singoli tra cui “After” e “Jay Z & Beyonce” che passano anche in rotazione su MTV, ma non è ciò che il pubblico vuole nonostante apprezzi le qualità del ragazzo. Nel frattempo dal caldo Luglio 2015 di quella prima scelta, siamo passati al freddo inverno del 2016. Il ricambio generazionale della scena è alle porte e Giaime sembra aver perso anche l’occasione Universal, con il suo nome che sta piano piano finendo nel dimenticatoio: è uno dei momenti più bui della sua carriera. Eppure, nonostante la nuova scena sembri una macchina da guerra, tra numeri impressionanti e uno stile del tutto inedito, ciò che più la contraddistingue è la parola unione e l’amicizia ed il rispetto di artisti come Tedua e Lazza riportano velocemente il nome di Giaime in voga. Tutti sono curiosi di sentire il suo ritorno, in nome delle skills mostrate negli anni precedenti ed ecco allora che per Giaime arriva la rivincita su se stesso. Alla sua porta bussa Andry The Hitmaker, producer Dogozilla Empire tra i più forti al momento, i lori stili si fondono, il risultato è un nuovo concetto di musica, un nuovo modo di autopromuoversi, il risultato porta il nome di entrambi: Gimmi Andryx.

Giaime
Scatto durante le riprese del primo capitolo di Gimmi Andryx

Gimmi Andryx non è un album, bensì una season, come fosse una serie di pezzi (in questo caso chiamati “prove”) tra di loro collegati. La parte visiva è curata da Simone Mariano, la cui regia ha dato vita ad un vero e proprio film, al momento volutamente non del tutto chiaro, ma spesso molti personaggi da un video all’altro ricorrono e danno l’idea che dietro ci sia un unico filo conduttore. Proprio nei video Giaime ha messo in mostra la sua bravura nel recitare, dando quel tocco di unicità al progetto con spezzoni come quello in prova 2, dove assieme a Tedua si diletta nel rifare una delle scene più famose del film Goodfellas. Ma questa è solo una delle tante innovazioni introdotte da questa accoppiata, tra le altre vi è anche quella di dividere ogni prova in due parti tra di loro musicalmente opposte. Così facendo entrambi gli artisti hanno modo di mostrare più facce, dando prova di saperci fare sia quando i toni si fanno più duri e carichi di rabbia, sia quando il tutto verte su un piano più chill e rilassante. Giaime dal suo canto ha saputo mantenere intatta l’identità che in questi anni lo ha contraddistinto, trovando in Andry the Hitmaker la figura perfetta per fare anche un salto a livello di sonorità. Tra un basso e l’altro, Gimmi riesce a comporre le proprie storie alla perfezione, mentre il giovane producer Dogozilla può sbizzarrirsi con tutti i trucchi del mestiere, dando prova di tutto il proprio potenziale.

Il risultato fino a prova 3 è stato sbalorditivo ed ha convinto tutti, riportando finalmente Giaime ai livelli che merita e concentrando anche i riflettori su Andry The Hitmaker. L’accoppiata adesso è pronta a rilasciare il quarto capitolo e consacrarsi definitivamente come la realtà più interessante di questo 2017. Giaime del resto è tornato finalmente ai livelli che gli competono, i livelli che in questo articolo abbiamo cercato di raccontarvi, dall’esordio con la firma di Young Caesar, fino alla rinascita nelle vesti di Gimmi Andryx. Dalla rabbia giovanile di “Minorenni coi trampoli”, alla sete di riscatto con la quale sta bruciando la concorrenza, come fosse la Sua chitarra, su quel palco di Monterey del ’67, quando davanti a tutti decise di darle fuoco.