Come ben sapete, dalla scorsa estate, Instagram ha introdotto le stories, una scelta che ha rivoluzionato totalmente il mondo dei social. Oltre a togliere dalla concorrenza Snapchat, questo strumento ha permesso a molte figure di emergere, diventando una vera e propria tendenza. Nel mondo della musica, in particolare in quello dell’Hip Hop, a noi più caro, alcuni personaggi spiccano in questo, ma uno più di tutti merita una menzione speciale. Stiamo parlando di OG Eastbull e del suo tormentone “Ah prepotè!”. Alcuni diranno: “Ehmbe?”. Verissimo, ma proviamo ad analizzare meglio questo particolare fenomeno, perché dietro una banale apparenza si celano insegnamenti di vita tutt’altro che indifferenti.

OG Eastbull sul set del video di "Tekken"
OG Eastbull sul set del video di “Tekken”

Conviene innanzi tutto dare giusto due informazioni su OG, così da percepire meglio il senso di questa nostra riflessione. Torneranno utili anche più avanti. Eastbull vive a Roma nel blocco Due Ponti, realtà non di certo semplice situata nella periferia Nord della capitale. Nonostante risieda in Italia, OG ha origini rumene ed in entrambi i paesi sta portando avanti una carriera musicale parallela. In Romania è parte del collettivo Golani, una realtà trap tra le più forti della nazione, tanto da collezionare milioni di views sul tubo. Mentre a Due Ponti capitaneggia il progetto BPR Sqvad, crew molto vicina alla No Face Agency, che come Golani si rifà ad un immaginario fortemente trap. Di seguito trovate il primo HHT Movie, il nostro vlog girato a Due Ponti dove ci siamo addentrati nella realtà di OG.

Prima del 2017, OG andava decisamente più forte in Romania con i Golani. Quando infatti furono inserite le stories, le sue erano per lo più in rumeno e spesso avevano come sfondo i locali della stessa Romania dove suonava con il suo collettivo. L’italiano, o meglio il dialetto romano, era poco presente e questo disorientava certamente i fan italiani. Poi però il cambio di rotta, il rumeno piano piano si attenuò per far spazio all’italiano, segno di una scelta che mirava a conquistare anche il pubblico del Belpaese. Ma la vera innovazione che OG inserì nelle sue stories fu l’ormai famoso “Ah prepotè!” e tutta la serie di espressioni e riflessioni che vi girano attorno. Ma vediamo alcuni esempi, così da capire meglio di cosa stiamo parlando.

In questo video ci sono alcune delle frasi più di tendenza delle stories di OG Eastbull: Il “prepotè”, figura che come lui stesso ribadisce non è un personaggio immaginario, ma una realtà che nella vita esiste e a cui lui si rivolge.
I classici “Ma stavo a pensà”“Famme sapè”, formule di inizio e fine di ogni suo pensiero espresso sui social.
Ovviamente non mancano i “Riflettice” e “Fai er bravo”, messaggi che invece invitano a non usare la violenza, bensì a riflettere sempre prima di agire.
E sempre legato a questo ultimo concetto OG ripete spesso “Solo amore”, frase che va a colpire tutte le forme di odio e di razzismo purtroppo ancora presenti nel mondo.
Una delle espressioni che poi lo ha reso più noto, vista anche la sua passione per le arti marziali, è il famosissimo “Fai quel petto”, un invito a prendersi cura di se stessi. Questo non implica per forza dover andare in palestra, ma vuole essere un incentivo a uscire di casa, a prendere in mano la propria vita ed a realizzarsi.
OG Eastbull in Metro a Milano con Menga
Magari qualcuno ci starà prendendo per pazzi, ma forse sta proprio in questo il genio di OG Eastbull. Ora, premettendo che comunque OG non è un complottista e che di certo non passa le sue giornate a programmare la prossima storia Instagram, ci sono secondo noi due aspetti davvero positivi di questo suo approccio ai social: innanzi tutto è chiaro come tutte queste espressioni dialettali che usa, come lo sbattere il telefono sul petto, siano tutti elementi che divertono l’utente; e questi stessi elementi, d’altra parte, non fanno altro che incentrare l’attenzione di chi guarda su alcune riflessioni ed insegnamenti di vita, un concentrato di good vibes che, se OG non rendesse appetibile con i suoi modi di fare scherzosi, di certo non susciterebbero la stessa attenzione.

Questo aspetto quasi paterno alla Dj Khaled è sicuramente da apprezzare e dimostra una sensibilità degna di nota dell’artista di Due Ponti. Ci voleva una figura così anche in Italia, come se tutti i suoi fans fossero piccoli Asahd da crescere con amore e rispetto.

Allo stesso modo, come dicevamo in apertura, diventare una tendenza sui social dà automaticamente più visibilità al proprio prodotto, in questo caso la musica. E qui subentra il secondo aspetto per noi rilevante: quando passi da una storia Instagram di OG ad un suo brano non puoi che rimanere sorpreso. Il ragazzo scherzoso che sbatte il telefono sul petto sparisce per fa spazio ad un flow ed un sound incredibili. Ciò non può che far onore a OG Eastbull, perché riuscire ad impressionare con la propria musica è sempre un pregio e, se a questo si aggiungono buoni insegnamenti come quelli dei brani “Fai er bravo pt. 1” e “Fai er bravo pt. 2”, allora tanto di cappello.

Riprendiamo adesso in mano quelle due informazioni che vi abbiamo dato su OG, a queste aggiungiamo quanto detto fin’ora e vi renderete subito conto che emerge un terzo aspetto molto importate di questa filosofia social, forse più fine, ma di netta importanza: se ci si basasse sui classici pregiudizi ignoranti, la provenienza Due Ponti ed un’estetica che intimorisce, bollerebbero subito OG come un gangsta rapper. Tuttavia questa sarebbe una definizione tutt’altro che adatta; certo il rapper le sue esperienze le ha fatte ed ha vissuto situazioni inimmaginabili, ma sarebbe comunque un nomignolo inappropriato. Vi spieghiamo meglio: OG Eastbull è si un duro, ma un duro schierato dalla parte dei deboli. La sua è più una figura alla Robin Hood, uno che forte della propria potenza ha fatto tesoro di ciò che ha visto per dare una mano ai buoni. È così che va inquadrato Eastbull, il suo modo di fare non va frainteso per prepotenza, ma anzi vuole essere un aiuto, un piccolo grande insegnamento ai ragazzi che tutti i giorni si trovano in difficoltà.

Siamo quindi davanti ad un nuovo modo di utilizzare le piattaforme social, ma soprattutto ad un nuovo concetto di artista: sia autore della propria arte che fratello maggiore dei propri fans. Questo è un approccio in cui il rischio di essere derisi è alto, ma anche la probabilità di diventare idoli. OG Eastbull, come del resto il suo collega e amico Boss Doms, è riuscito a mantenere un giusto equilibrio tra un fare scherzoso ed uno più serio ricco di insegnamenti e positività, tra il risultare un personaggio influente e l’essere un artista. Allora quand’è così ben venga l’innovazione, perché abbiamo bisogno tutti di ridere, di imparare e di ascoltare buona musica. Ed in questo OG ha dimostrato di non avere rivali.