Avete presente quelle storie da film dove cinque amici passano insieme tutta la vita e coltivano la loro passione trasformandola in lavoro? Una storia dove il posto che li ha cullati da piccoli è lo stesso che li opprime nell’adolescenza, facendoli iniziare a pensare ad una fuga.
Non è un film quello che trattiamo oggi, al massimo una serie televisiva di serie A trasmessa in prima serata, con stagioni ben definite e Spin-off, dove i protagonisti spaccano e diventano famosi rimanendo legati con la stessa intensità della prima puntata.
Oggi vi presentiamo Wild Bandana, un “telefilm” dove emerge la forza di un gruppo che si sta facendo valere in tutto lo stivale: umiltà, coscienza ed una energia senza eguali. Tedua, Izi, Guesan, Vaz Tè ed Ill Rave sono i protagonisti della scenografia, con storie incastrate tra loro come le barre che ci propongono da anni.

 

PROLOGO

Quando si parla di Wild Bandana si pensa ad una crew giovane, un piccolo seme dal quale ancora deve nascere il frutto, ma non è così “in erba” come si crede. Era il 2008 e due ragazzini, di circa 13 anni, si incontrano tra i banchi di una scuola media. Riccardo (Ill Rave) e Mario (Tedua) “come due che non si conoscono ma prendono confidenza subito” – citando Tedua nel verso di apertura di “Amici Miei” – iniziano così a parlarsi, trovando come punto in comune una vita fatta di vestiti larghi e di Hip Hop. Il terzo ad aggiungersi al gruppo fu Vaz Tè, che fin dai primi pezzi risultò un pazzo (un “capo” in dialetto ligure) con una buona penna ed un flow accattivante. Infine Sangue ed Izi, adolescenti con alle spalle passati di trasferimenti, genitori separati e situazioni tutt’altro che agiate, che li hanno formati come uomini e come artisti. I cinque ragazzi iniziano a rappare assieme, ritrovandosi nelle varie zone di quella “Genova Ovest che non li tradirebbe mai”. Palmaro e Voltri, che rispettivamente ospitavano Vaz e Sangue; Cogoleto, quella “C.O.G.O” citata in “Lingerie” di Tedua che da sempre li ha cullati e fatti crescere, oltre tutti i vari agglomerati di zone popolari che hanno ospitato durante il corso i giovani talenti.

I PRIMI LAVORI

I cinque, rappers alle prime armi, decidono che le loro rime non potevano rimanere incatenate alla panchina di un parco in provincia, ma dovevano essere caricate su YouTube per spiccare il volo in tutta la penisola. “Duate Rap” ed “Eazy Rap” sono canali che in pochissimi ricordano, all’interno dei quali si potevano trovare pezzi dedicati a contest o canzoni con una piccola dose di autotune, perchè è bene ricordare i meriti di ragazzi che ci hanno visto lungo, credendoci fin dagli inizi. I talenti passarono dunque sotto le mani, o meglio, sotto le macchine di Demo all’interno di Studio Ostile, luogo che tutt’oggi è una fucina per i nuovi talenti del territorio ligure. Demo è da poco entrato nel roster di Dogozilla Emipire, assieme a Slash e Cromo, due giovanissimi (sui quali Tedua puntò ad inizio anno), che hanno iniziato a rappare allo Studio Ostile proprio come i talenti della Bandana.
“Macchie di Rorschach” e “Singapore Mixtape” sono i primi lavori che inaugurano la tortuosa e ripida ascesa del gruppo. Il primo è un mixtape nel quale Sangue ed Izi uniscono le forze per dare vita ad un progetto grezzo, sporco, cattivo e ricolmo di gradevoli collaborazioni (tra queste anche un giovanissimo Rkomi). Il secondo, invece, è il viaggio di Vaz Tè nel mondo dell’Oriente: in “Singapore Mixtape” possiamo trovare i tecnicismi nei mille sapori delle spezie thailandesi e la durezza delle barre, come armi da fuoco, vendute al mercato nero in Cina. La tecnica di Vaz Tè si riconosce fin da subito, con una tenacia che dura per tutto il tape. Uno dei pezzi più forti è “Kamikaze Del Flow” (feat. Tedua), dove un’esplosione di incastri metrici ed un flow molto maturo, seppur agli esordi, dimostra le potenzialità di questi ragazzi.

Fatto curioso è che mentre Izi, Sangue e Vaz Tè cantavano, il loro amico Tedua partecipava come host all’interno di entrambi i lavori, intrattenendo l’ascoltatore tra un pezzo e l’altro.

L’ARRIVO DELLA PROFESSIONALITÀ

Il gruppo non era più composto da sbarbatelli che dovevano farsi un nome nelle loro province e l’era “Studio Ostile” stava prendendo la giusta piega. La maturità musicale e la confidenza con i piccoli palchi ed i fan cresceva esponenzialmente, così come la voglia di scrivere, tanto che i nuovi progetti presero forma. Izi fece uscire “Kidnapped” sotto l’a.k.a di Eazy; un disco con sonorità che oscillavano tra la rappata old school ed un uso a volte spasmodico dell’autotune (che veniva apprezzato già ai tempi). Era la primavera del 2014 ed il “bimbo magico”, come gli piace definirsi, incantava i suoi fan con “Chic”, canzone rimasta nel cuore dell’artista tanto da crearci attorno una trilogia di pezzi culminata con la traccia che tutti conosciamo.
Arrivò il turno di Sangue, che non si ripulì dalla durezza del vecchio lavoro col compare Izi, ed uscì con un nuovo tape: “Mani Sporche”. Le mani sporche di chi lavorava per pagarsi le ore in studio, le mani sporche di chi si ritrova nei vicoli genovesi a fare tag sui treni, le mani sporche di Sangue, che tinge il foglio di pezzi profondi come “Invincibili”. Una delle tracce più sentite per Guesan che insieme al Rave si esprimono in un concentrato di pensieri malinconici ed immagini di rivalsa.

A Genova e dintorni se non ti chiamavi “Jhon” con la tua compagnia, voleva dire che non conoscevi Vaz Tè e Duate e che non avevi ancora sentito “Medaglia D’Oro”. In più di una intervista, gli altri membri del collettivo hanno ripetuto quanto il disco fosse ad uno step successivo: le produzioni di Zero Vicious, l’arte di Ale (Vaz ) e Mario (Duate) ed i mille mood di quell’album riassunti in 8 tracce. Seppur queste 8 tracce siano di facile analisi, tutto si riassume in una frase di “Intro (John Wayne)”, dove Vaz Tè con una cattiveria ed una sicurezza quasi disarmanti rappa: “onora e difendi il villaggio”. Un villaggio che poteva essere quello di Genova, ma anche un riferimento alla zona, agli amici ed alla piccola grande arte che stavano portando per lo stivale.

Wild Bandana raccolse con pazienza i frutti di quel periodo, i ragazzi avevano i primi grandi concerti all’interno della Liguria e qualche comparsata sui palchi milanesi dove si iniziano ad avere le prime collaborazioni ed a far nascere amicizie. Sfera Ebbasta, che adesso sta collezionando featuring con artisti di tutto il mondo e che doveva uscire con “XDVR” – album che scrisse i nuovi canoni del rap italiano attorno al 2015 – cercò la collaborazione con Izi e Tedua. Venne pubblicato quindi il video di “Mercedes Nero”, dove i tre artisti mettevano la faccia e la voce in una delle tracce simbolo di quell’album e di quel periodo.
La nuova scuola era sempre più presente ed attiva e si metteva in contatto anche con colonne portanti del rap italico: Luchè organizzò il “Cumpagne Mie Contest”, dove i giovani potevano remixare “Cumpagne Mie” o “Nisciun” e dare sfoggio delle loro doti. Secondo Luchè e secondo il pubblico il migliore fu Izi che ebbe quindi un buon palco grazie al quale farsi conoscere. All’interno del contest apparve persino il nome di Laioung, al tempo ancora sconosciuto ai più, che rimbalzando dagli USA all’Europa componeva pezzi in più lingue.

LA MATURITÀ

I progressi erano ormai concreti, non solo all’interno ma persino oltre i confini della Liguria: Sfera Ebbasta scrisse a Tedua per complimentarsi del percorso fatto finora. La connessione, già creata in precedenza, dette vita alla famosissima “Lingerie” ed altri contatti con la nuova scena milanese, in special modo con la Z4Gang. Una famiglia più che un gruppo, che contiene moltissimi artisti e personaggi che hanno vissuto nella Zona Quattro di Milano est; tra questi troviamo Tobe, Tinez, Falco, Rkomi (per chi non lo sapesse anche Bresh e Izi hanno popolato il quartiere) e tutta la cerchia di amici e colleghi che ne consegue.

Tedua cominciò a dedicarsi alla sua amata trilogia “Orange County”, conclusa a Gennaio di quest’anno, iniziando con un mixtape pre-album che venne caricato in traccia unica su YouTube. Un azzardo quello del rapper, perchè le tracce uniche venivano apprezzate molto di rado dagli ascoltatori dello stivale, che hanno sempre preferito trovarsi davanti a qualche videoclip o traccia singola.
In quel periodo un fulmine a ciel sereno colpì la vita del collettivo ligure, specialmente quella di Izi: il ragazzo doveva girare un film, che parlasse di una storia Hip Hop, dove lui era il protagonista. Venne pubblicato così “Fenice”, primo album ufficiale di Izi, uscito per Sony scritto per accompagnare il film “Zeta”: un vero e proprio storytelling quello che si percepisce scorrendo le tracce, tra gli attimi felici e le sconfitte di Izi, che ci porta nella sua vita ed in quella di Alex (il protagonista del film).
Dopo l’uscita del film, Tedua era già alla seconda tappa della trilogia “Orange County”, con l’omonimo tape che lo rese una delle figure più discusse del rap, per merito di quella particolare ritmica che dava alle sue barre. Il ragazzo riesce a modellare il flow come un visionario artigiano e chi si è affezionato al viaggio di Tedua lo ha fatto anche per questa sua caratteristica. Intanto il resto di Wild Bandana collezionava featuring in Liguria e collaborava con i due compagni appena citati, posizionando così il nome del gruppo tra le crew più forti del momento.

IL PRESENTE E IL FUTURO

Wild Bandana ha fatto molta strada, dalle piccole serate all’Aqa (locale genovese) a far vedere i propri video ad artisti internazionali come Lil Durk. Dal self-made alla qualità più pregiata, dal suono al video, l’evoluzione è stata frutto dell’originalità e delle sfide vinte. “Pizzicato” e “Orange County California” hanno scalato classifiche che pensarle nel 2013 potevano essere il sogno utopico di un gruppo di ragazzini. Basta ricordare, con un sorriso, i ritardi di Tedua con la pubblicazioni dei video e di “Aspettando Orange County”, oppure a “La mia Banda” di Izi e Guesan della quale vennero dette due date di uscita diverse. Adesso la professionalità regna sovrana sui social e nella testa degli artisti, che ricordano spesso con piacere i loro vecchi profili Facebook. Con immagini del profilo che non cambiavano e post fatti “al volo” per aggiornare i fan che erano pronti al decollo, i rapper hanno fatto le loro esperienze anche sui social.
Questa seconda metà del 2017 ci può riservare nuovi lavori: Vaz Té con “VT2M”, Guesan, che dopo “Blue” (creato assieme a Zero Vicious), sta per tornare con “Nuwanda” ed Ill Rave con “Sogni di Strada” in collaborazione con Nader Shah.
Questa è quindi la storia di un gruppo di promesse, che diventate certezza assoluta non hanno più nessun ostacolo davanti alla loro strada. I cinque ragazzi partiti dalle panchine di un parco, al centro di una zona popolare, si ritrovano – come in uno dei miglior finali di film – a gridare “Wild Bandana”.

by Manuel Rabuzzi