Sono passati poco pù di due mesi dall’uscita di “Io in Terra”, l’attesissimo esordio discografico di Rkomi. Nel frattempo è arrivata la certificazione di disco d’oro, con le date degli instore letteralmente assaltate dai fans e il Tour avviato. Durante questo lasso di tempo abbiamo avuto modo di assimilare questo progetto, di renderlo nostro e di provare ad interpretarlo. Dalle cuffiette sul bus per scuola, nelle casse dell’auto per andare a lavoro, passando per le panchine dei parchetti e gli impianti delle discoteche: “Io in Terra” è stato pompato lungo tutto lo stivale.

Abbiamo voluto dare un nostro parere su questo album, non tanto una recensione, piuttosto la si potrebbe definire una nostra riflessione. Abbiamo cercato di valutare gli aspetti, secondo noi, più sensazionali di “Io in Terra”, le sue sfaccettature, ma soprattutto le varie scelte che hanno reso questo progetto così come ci è arrivato. Ecco, la parola scelta ricorrerà più volte in questo editoriale, perché questo disco è ricco di scelte coraggiose e sorprendenti.
Rkomi ed il suo album "Io in Terra", una serie di scelte non convenzionali che hanno portato al disco d'oro
È chiaro che fare un album, a maggior ragione se è il tuo esordio discografico, richieda delle scelte. A partire dal concept che vuoi dargli, passando per il suono che presenterai, senza dimenticare i feat o anche banalmente (ma non per questo facile) la copertina. Come molti altri aspetti che citeremo più avanti. Ognuna di queste scelte traccia una sorta di sentiero, per capirci è come se inserire quel pezzo nel disco o meno, optare per quel suono piuttosto che un altro, sia una sorta di bivio. Si può andare a destra, a sinistra, avanti, dipende dall’artista, ma alla fine dei conti, col disco nei negozi e la gente in fila al tuo instore, la strada dell’album è tracciata.

Rkomi, con la realizzazione di “Io in Terra”, ha disegnato un percorso ben preciso, un percorso che porta tra i blocchi di Milano, una linea che conduce al centro del suo quartiere. Questa è la prima scelta importantissima: “Io in Terra” non è un disco fatto di hit da radio, non è un disco estivo, tutt’altro. “Io in Terra” è un progetto introspettivo, un album intimo incentrato sul quartiere, un viaggio nella mente di Rkomi tra i suoi flussi di parole e le immagini che evocano. Lo stesso artista di Calvairate lo ha precisato, questo non è nato come il disco dell’esplosione mediatica, ma per essere un diario di bordo, (una parte) di storia del rapper. Sicuramente mette in luce chi è Rkomi. Sarebbe stato semplice farsi notare con un singolone estivo, conquistare grandi fette di pubblico e cavalcare l’onda con un progetto fatto di hit. Ma poi cosa sarebbe rimasto?

Il rapper classe ’94 invece ha cacciato come estratti due brani molto particolari, due pezzi complicati da assimilare come “Solo” e “Apnea”. Eppure entrambi hanno avuto un ottimo riscontro, tant’è che sono stati certificati tutti e due singoli d’oro, a testimoniare quanto il pubblico avesse bisogno di questo da Rkomi. E non solo, perché questi due brani gli hanno anche permesso di ampliare il proprio pubblico, di farsi conoscere più di quanto “Dasein Sollen EP” già gli avesse permesso. Questa però, come dicevamo, è solo una delle tante sfaccettature e peculiarità di “Io in Terra”.

Su tutte ci piace sottolineare in primis la capacità di scrittura di Rkomi. Abbiamo detto come questo sia un disco personale e molto incentrato sulla quotidianità del quartiere, ma parlarne non basta a catapultare l’ascoltatore in questa dimensione. Ci vogliono invece le parole giuste, ci vuole un’espressione genuina per evocare le giuste immagini, con i giusti colori. In questo Rkomi ha davvero una marcia in più. La sua tecnica di scrittura si esprime per flussi di coscienza, come insiemi di parole che girano nella sua testa e che la sua penna cattura sul foglio. Non è detto che queste, messe una accanto all’altra, abbiano un’interpretazione precisa, piuttosto rimandano a immagini, odori, sensazioni che creano il contesto di questo album. Ogni brano, ad ogni ascolto, può nascondere mille segreti e spunti, anche sulla lunga distanza. Una cosa è certa, il dipinto di Rkomi è vivido davanti ai nostri occhi, con tanto di fauna e flora.

le notti me le passo alla finestra, il blocco alla mia destra, la stessa storia

Questa frase tratta da “Milano bachata”, traccia in collaborazione con Marracash, è molto esplicativa di questo concetto. Ognuno sarà quindi rimandato ai propri pensieri, però tutti saranno inseriti in questo immaginario di quartiere descritto da Rkomi: “Io in Terra” sembra davvero di ascoltarlo affacciati a quella finestra. Questa forma cantautoriale in Rkomi è netta e ben delineata, tanto da essere uno dei suoi tratti distintivi.

Già la scelta delle tematiche e il modo in cui sono espresse, tracciano grande parte della strada che conduce ad “Io in Terra”. Tra poco parleremo della scelta di sound, delle produzioni e di come queste abbiano per lo più strumenti suonati. C’è però uno strumento in più in questo album ed è senza dubbio la voce di Rkomi. Non si parla tanto di intonazione ma di come tramite il flow e la sua passione graffiante e nuda riesca ad usare la sua voce come fosse un incalzante strumento. Prendiamo ad esempio la seconda strofa ed il ritornello di “Apnea”. Riascoltandoli, si nota come gli accenti e l’enfasi che l’artista pone su ogni sua parola, ne amplifichino il senso, il sapore. Il modo in cui il rapper usa la sua voce in questo brano incarna al meglio la disperazione di una crisi amorosa, dei mille dubbi e della paura che questa può comportare, rafforzando il concetto che voleva esprimere. O ancora in “Maddalena Corvalgia”, quando rappa:

lei con quelle collant, non mi presento neanche

Anche qui, con quella piccola sbuffata finale, Rkomi amplifica il significato della frase. Il risultato è che le sue parole acquistano ancora più enfasi di quanta già ne abbiano ed arrivano nelle cuffie dell’ascoltatore più vere. Anche questa è una delle caratteristiche fondamentali di “Io in Terra”.

Come dicevamo poco fa, la selezione delle strumentali ha giocato un ruolo importante per la riuscita del concept. Tempo indietro, in un’intervista su Sto Magazine, Gemitaiz elogiò Rkomi per le sue scelte musicali non convenzionali. “Io in Terra” ne è pieno di queste scelte, arricchito anche da tanti esperimenti come “Brr Brr” o per esempio “Fare un figlio”. A curare il sound di questo album ci ha pensato un roster d’eccellenza: NebbiaMarco ZangirolamiCarl BraveShabloParixAlberto Paone, The Night SkinnyZefFritz Da Cat e Marz.

Tante menti diverse, ognuna con una propria concezione del beatmaking a cui vanno poi aggiunte anche le idee dello stesso Rkomi. Da notare l’evidente uso di strumenti veri, non si può non citare ad esempio la chitarra di Parix. Senza dimenticare anche l’esperienza di producer come The Night Skinny e Fritz Da Cat, due che in quanto a particolarità ed originalità del suono viaggiano proprio su un pianeta diverso. Il risultato di tutto questo è un sound unico, ricercato e appunto non convenzionale. Si passa da pezzi con sonorità cupe, ad altri invece più energici, ma lungo tutta la durata del disco rimane intatta un’identità musicale rara e ben delineata.

L’ultimo aspetto che vogliamo mettere in luce, nonché l’ultimo tratto di questa strada che più volte stiamo citando, sono i feat. Anche qui le scelte sono state molto particolari. In molti si sarebbero infatti aspettati le collaborazioni con i compagni di rivalsa, i vari Tedua, Sfera, Izi per citarne alcuni. Persone con cui il rapper ha già collaborato e collaborerà ancora, invece Rkomi ha optato per due soli feat, ma dal peso specifico enorme: Noyz Narcos e Marracash (che recentemente ha aperto le porte di Roccia Music a Mirko), due leggende italiane.
Rkomi in compagnia di Ciccio e Noyz Narcos
Arrivati a questo punto, a termine di tutte queste riflessioni, vi sarete resi conto di quanto l’equilibrio di “Io in Terra” giochi su una serie di scelte fondamentali. L’idea di un album di quartiere, umile ed intimo dimostra come non si sia mirato al tormentone, al successo, bensì come questo sia la conseguenza di un prodotto toccante. Lungo la strada di “Io in Terra”, lungo questo percorso che Rkomi ha tracciato con la propria penna, è facile ritrovarsi in tanti paesaggi, cullati dai suoni del blocco e dai suoi colori.

“Io in Terra” è una dimostrazione artistica di spessore, una dimostrazione della caratura di Rkomi. Il ragazzo di Calvairate c’è, si percepisce ad ogni suo pezzo, la sua identità arriva. Il tour di “Io in Terra” è iniziato, arriverà in lungo e largo in tutta Italia e  ad oggi però, un album così, davvero mancava.

by Samuele Chiusano