Machete è il nome che viene subito in mente pensando alle crew più forti d’Italia. Un roster che dal 2012 ha sempre e solo proposto prodotti di qualità, sfornato talenti e dimostrato di essere attento e selettivo. Basti pensare a mostri sacri come Salmo e Jack The Smoker, o a Nitro, entrato nell’etichetta agli esordi e ora tra i rapper più validi e conosciuti della scena. Solo chi ha attitudine da vendere può introdursi nelle fila dell’impero, e l’ultimo macheteros non sta sicuramente deludendo le aspettative.

Dani Faiv è stato presentato al grande pubblico circa un anno fa da Jack The Smoker all’interno del format Real Talk, in cui ci ha regalato una performance da paura e ha dimostrato di avere personalità e potenziale. È poi entrato in Machete Empire Records ad aprile, pubblicando il mese successivo The Waiter, sotto la direzione artistica proprio di Smeezy e Dj Slait.

Un lavoro molto in linea con i toni e l’immaginario della crew, che ha subito consacrato il nuovo talento grazie alla ricca proposta sonora (alle produzioni troviamo Aleaka, Gryngo, Jack The Smoker, Kanesh, Lazza, Low Kidd, Pitto Stail & Simoo), a metriche curate e tecnicismi sulla quotidianità della sua vita da cameriere –the waiter, appunto- con la voglia di svoltare facendo rap.

Ad ottobre è uscito “Gameboy Color”, prodotto da tha Supreme usando i suoni del Nintendo. Un singolo dal testo leggero e divertente, con tanto di barre che riprendono la sigla di Pippi Calzelunghe e il suo pezzo “Senza sabbia dentro”, su una base che entra in testa al primo ascolto e su cui non è così facile rappare. Il tutto unito ad una metrica per niente banale e ai numerosi giochi di parole e punchline a cui Dani ci ha abituati, ma in una chiave inedita che dà prova della sua versatilità.

Nel coloratissimo videoclip, uscito insieme al singolo, Dani Faiv si è presentato con un ciuffo di treccine di qualsiasi tonalità tra palloncini, grafiche da Game Boy e inseguimenti su moto giocattolo con Slait. La migliore definizione l’ha data lui stesso nell’intervista a Noisey: “è una roba colorata, bellissima, tutta presa bene, si può dire arcobalenica?”. Insomma, si è aperto a un nuovo stile segnando una bella inversione di tendenza rispetto ai toni di “The Waiter”.

E sta svoltando, dimostrando di essere un artista eclettico che sta completando la sua formazione. Dani infatti si ispira alle sonorità e allo stile che sta invadendo il mondo dagli USA, mixandoli con una cura nelle liriche e negli incastri, il tutto con un’originalità nel timbro vocale che lo rende unico e immediatamente riconoscibile.

Dani Faiv si sta evolvendo senza mettere da parte la sua personalità o rinunciare a differenziarsi: la sua è una trap in cui mancano i limiti d’argomento della trap.

In questo mare di emergenti è difficile capire su chi investire a lungo termine, ma Jack the Smoker ci ha visto lungo. Non abbiamo dubbi sul fatto che il nuovo acquisto Machete sarà all’altezza di portare avanti la stirpe, diventando anche lui un gigante nella scena italiana:

“Chi è Dani Faiv?/ Meno T-Pain, più El-P & Killer Mike/ Odio quell’abbreviativo, come io con l’ansia/ L’imperativo è fare rap come Dio comanda”.

by Serena Acampora