Se oggi Roma sforna un talento dopo l’altro è anche per merito di DogsLife. Il producer capitolino svolge il ruolo di padre artistico per molti giovani di zona, che hanno visto in lui e nel No Face Studio un’opportunità diversa dalle altre. Da sempre a stretto contatto con Achille Lauro, DogsLife ha cominciato a scovare un rapper dopo l’altro, affiancandoli nella crescita ed affinandone le qualità. Il risultato è una new wave inedita per la Capitale, giovane e diversa dal resto. Abbiamo allora chiesto a DogsLife come è nato tutto questo, come lavora con questi ragazzi e cosa gli riserverà il futuro: ecco 10 domande con DogsLife.

  • Ciao ragazzi! Roma e Milano sono pazze di voi, attorno a NoFace e la sua filosofia si sta creando un culto. Ma cosa significa essere realmente un Ragazzo Madre?

Penso che ora più che mai si possa svelare il significato di Ragazzi Madre. Io e Lauro siamo cresciuti insieme e come con tutti i miei fratelli “dove mangiava uno mangiavano tutti”. Da poco siamo diventati genitori di alcuni ragazzi di 15 anni della zona dove siamo cresciuti che fino a poco tempo fa ci conoscevano per la musica o i racconti di zona. Non vi nego che sono emozionato quanto loro, hanno energia e voglia di fare che motiva i nostri lavori e rende le giornate di lavoro un vero e proprio piacere.

  • Dogs la tua figura si sta evolvendo sempre di più da semplice producer a vero e proprio “lancia talenti”. Quanti ragazzi stai seguendo e come li hai scovati?

Sto seguendo varie persone, ho tempo per tutti quelli che se lo meritano, ma alcuni lo meritano di più. Sto seguendo Yanky e Kiddy da meno di 1 anno e stanno facendo passi da gigante. Mi sono stati presentati dal mio primo figlio Code che oramai è diventato il più grande tra i fratelli di zona. Og EastBull mio figlio rumeno di 80kg è sicuramente speciale e non è un caso infatti che abbiamo un rapporto unico. Code sicuramente è il figliol prodigo, quello riuscito meglio, sarà dovuto anche alla sua intelligenza e bravura. Pa.Pa e Manali li sto seguendo da poco e devo dire che da quando lavoriamo insieme hanno già cambiato molto il loro stile. Non voglio peccare di umiltà nel dirvi che ho un dono, quello di vedere nelle persone il successo anche se loro non ci credono o lo vedono. Io si.

  • Il No Face Studio è diventato una realtà solida e ambita, qual’è stato il percorso per renderlo un punto di riferimento a Roma?

Da subito ho voluto uno studio diverso dagli altri, sono cresciuto in una Roma dove gli artisti più grandi chiudevano le porte ai più piccoli. Io ho fatto l’esatto opposto, è stata questa la chiave vincente. Eliminare dagli studi quel senso di freddo e ansia, che non si avvicinano minimamente alla visione che ho io della musica. In inglese suonare si dice “Play”, “giocare” ricordiamolo sempre.

  • E’ un momento d’oro per l’Hip Hop italiano, piace a tutti e gli artisti sono sempre di più. In questo picco di hype, come vedete la scena italiana? Cosa gli manca ancora?

Penso che la scena Italiana oramai sia completamente influenzata anche dalla nostra famiglia NoFace. Ho sempre saputo come sarebbero andate le cose… posso dirti che quello che manca sta per arrivare con il mio team.

  • Come si sviluppa la vostra giornata di lavoro tipo?

La nostra giornata si sviluppa principalmente in studio dove ho un team di persone che lavorano per me. Tutti sanno fare il lavoro di tutti, ma ognuno è specializzato in qualcosa. Io do la possibilità a tutti quelli che mi dimostrano voglia di fare e buone idee. Infatti la parola “No” e stata debellata in studio. Ognuno ha il suo ruolo e non ci sono disguidi o problemi, proprio come nelle migliori famiglie.

  • Roma è sicuramente una delle capitali del Rap italiano e oggi molti degli emergenti più quotati della scena provengono dalla capitale. Dogs, cosa deve avere un ragazzo per catturare la tua attenzione? E oltre ai tuoi artisti ci sono altri rapper emergenti romani che ti piacciono o stai tenendo d’occhio?

Deve essere diverso. E no, per adesso oltre alle persone che sto seguendo non vedo nessun artista interessante, altrimenti già avrei fatto in modo di lavorarci.

  • Abbiamo conosciuto OG Eastbull a Roma nel 2016 e si percepiva già il suo enorme potenziale. Oggi che “Ballo del Blocco” sta volando su Spotify, come descriveresti la crescita e l’evoluzione di OG nell’ultimo anno?

Come avete detto anche voi, mio figlio Rumeno ha un enorme potenziale, oltre il petto. Sono contento di essere stato il primo a fargli avere una “visione diversa” avendo concepito insieme “Fai er Bravo” con Alessandro Borgia (AlePuntoeBasta) e DjPitch8. La sua crescita è dovuta al suo messaggio: l’amore.

  • Yanky e Kiddy invece sono i tuoi ragazzi prodigio. “New Wave” e “Casa Blanca” sono rispettivamente i pezzi che hanno acceso le luci su di loro. Yanky a Natale ha poi rincarato la dose con la freschissima “Christmas 00139”. Dove possono arrivare i due ragazzi nel 2018? Che percorso li attende?

Loro sono i miei figli più piccoli, eppure mi apportano più soddisfazione di tutti!
Non vi nego che non sono solo io ad aiutarli a crescere, ma anche loro aiutano me ad amare ogni giorno di più il mio lavoro. Sono pieni di energia rispetto a quelli della mia età, questo mi da motivazione e piacere nel lavorare con loro. Stiamo suonando tantissimo raggiungendo dei risultati elevati in pochissimo tempo ed è solo merito del nostro amore in comune, la musica. Sono sicuramente un cavallo vincente e io penso di essere un buon fantino.

  • Oltre ai rapper un altro artista che sta crescendo molto è Master Code, un po’ il tuo erede designato sulle produzioni. Come sta evolvendo e cosa uscirà di suo quest’anno?

Come vi ho detto, lui è una delle più grandi soddisfazioni che ho avuto nella musica, dovrebbe far capire a tutti che bisogna ragionare con il cuore e non con i numeri. È facile prendere un artista quando è già lanciato, ben diverso è credere che una persona abbia qualcosa dentro che altre non avranno mai: il cuore.

  • Il Midnight Carnival è stato uno degli eventi più riusciti nell’ultimo anno. Come avete vissuto questa esperienza e quale è stato il momento più bello?

È stata una emozione grandissima vedere mio fratello Lauro davanti a 4000 persone, sapere che è nato tutto in una cameretta in due a credere in qualcosa che non era neanche visibile da lontano. Amerò sempre Lauro come se fosse un fratello e ringrazierò sempre Dio di avermelo fatto conoscere nel modo più ambiguo: mi stava rubando il motorino. Eppure dopo esserci chiariti abbiamo iniziato un percorso insieme e adesso è il nostro lavoro.

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