In una scena ben rodata come quella di oggi, fatta di meccanismi oleati, sapersi muovere è fondamentale. Il talento è il requisito principale, ma la presentazione del piatto spesso può fare la differenza, vista la quantità di nomi che il territorio propone. Un ragazzo che ultimamente sa il fatto suo è Mike Lennon, rapper-producer di origini vietnamite residente in Italia. Con i suoi ultimi tre brani il giovane classe ’95 ha puntato i riflettori sul suo nome, come in altri modi gli era già successo in passato. Scopriamolo meglio.

Pelché il 2019 salà l'anno buono per Mike LennonA qualcuno il suo nome sarà familiare, Mike fu infatti lanciato qualche anno fa da Maruego, che ci vide lungo e scommise nella sua doppia identità di rapper e producer. Già al tempo il ragazzo era molto chiacchierato nel settore, del resto le sue skills erano sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, mentre sul lato del beatmaking ebbe subito un riscontro importante, lo stesso non si può dire per quanto riguarda la carriera al mic. La scelta di rappare in inglese infatti non pagò e nonostante le capacità, i numeri non arrivarono.

È qui il sapersi muovere va in aiuto del talento. Mike infatti con le sue ultime tre uscite ha avuto un picco di notorietà come mai gli era successo in passato. La svolta la segna la nuova wave intrapresa, dove l’inglese e una buona dose di conscious si fanno da parte per lasciare il palco ad un nuovo modo di fare: è l’ironia a fare da padrona, con un italiano volutamente orientale in cui le R si trasformano in L. Una scelta che inevitabilmente paga, come dimostrano anche le sue Instragram Stories mega cliccate; questa piega rende infatti la sua musica molto più digeribile e arrivabile per il pubblico.

L’ironia tuttavia non pregiudica le sue doti artistiche, anzi la conseguente notorietà le esalta. Mike infatti in questo tris di brani mette in mostra tanto del suo potenziale, dimostrando di saper spaziare tra hit belle grezze come “KonicHiwa” e la nuovissima “Talocco”, passando per pezzi più catchy come “Shumai”. Il tutto, sempre giocando con flow molto creativi e rigorosamente su sua produzione, dove il classe ’95 esalta una volta di più la sua poliedricità.

Ecco perché il 2019 sarà molto probabilmente l’hanno giusto per Mike Lennon, che ha vestito il suo indubbio talento con una wave ironica dalle tinte orientali, una scelta che ha tutto il sapore di viralità. Come sempre, starà all’ascoltatore scegliere se fermarsi all’apparenza oppure andare più a fondo e scoprire doti per troppo tempo sottovalutate.

By Samuele Chiusano

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