Genova è diventata negli anni una piazza molto importante per il Rap italiano. Tornata alla ribalta nel 2015, con l’esplosione nazionale di Izi e Tedua, adesso la città rappresenta una cantera di nuovi talenti, con tanti giovanissimi rapper che si stanno facendo le ossa in previsione di un secondo assalto alla scena italiana. Ma cosa c’è dietro tutto questo? Cosa suona in quelle strade e da dove viene tutta questa passione? Spesso, quando si parla di Genova nel Rap esce fuori il nome di un uomo diventato per molti un’icona in Liguria. Stiamo parlando di Nader Shah, vero capostipite dell’Hip Hop genovese e del suo immaginario. Quest’anno ha pubblicato 7 progetti per un numero impressionante di tracce ispirate e vivide. Abbiamo deciso di parlarne con lui.

  • Ciao Nader! Hai fatto uscire molti progetti quest’anno, qual’è stato il più bello da realizzare e perchè?

Sicuramente il progetto più bello da realizzare è stato “Solamente Nadì“, è stato il disco più impulsivo realizzato in una settimana grazie a Dakota. Forse lo apprezzo molto per la copertina di Federico Romero Bayter con la collaborazione di Dog The Creator due visionari che mi stimolano molto.

  • Come avete creato “Sexstrappato” con Sonny Willa?

Sexstrappato” sicuramente è stato il disco più divertente, con Sonny ci frequentavamo quotidianamente quindi le tracce sono venute da sè. L’argomento era molto forte ma abbiamo voluto rappresentarlo in questo modo e credo che lui abbia fatto un ottimo lavoro! Adesso credo stia preparando il disco, lo aspetto. Vai Sonny!

  • Quali sono i rapper emergenti di Genova che ti colpiscono e perchè?

Tra gli emergenti vedo bene tre ragazzi: Il Chicco, Fatalek e Jambinho secondo me vista la loro giovanissima età avranno il tempo per affermarsi come meritano. Hanno la voce naturale al microfono che sembra già effettata, sono il futuro.

  • Cosa simboleggia nella tua carriera il capitolo conclusivo di “AL3”?

Atto Finale” chiudo come nelle carte. Non ho bussato perché non ho avuto fortuna, non ho giocato perché ho aspettato la mano buona. Ora chiudo, ho vinto.

  • “Brosky” è uno degli esperimenti più interessanti del 2018, come è nata quella traccia?

Brosky” era un progetto che vedeva la collaborazione di Met Money poi però non abbiamo avuto il tempo materiale di realizzarla. Trovandomi in studio da Bayter ebbi l’idea che dovevo farla per l’arte, i miei veri broSky.

  • Come ti senti in questo periodo iper produttivo, quanto avevi bisogno di trasmettere?

É un bellissimo periodo per la musica ho voglia di fare ancora molto, ci sono tantissime storie che vanno ancora raccontate.

  • A che punto della sua evoluzione musicale è la scena di Genova?

Anche Genova deve fare tantissimo per trovare una nuova impronta stilistica. Se vogliamo lasciare il segno adesso dobbiamo lavorare duro perché il passato ha lasciato dei capolavori che sarà difficile superare in qualità.

  • Cosa pensi di quello che sta succedendo in Francia con i gillets gialli?

I francesi credo che dal 14 luglio 1789 abbiano dimostrato a tutto il mondo che quando vogliono una cosa la ottengono e per me fanno bene. Spero comunque che gli scontri finiscano!

  • Cosa pensi del linciaggio mediatico che il Rap italiano sta subendo in questi giorni?

Penso che sia sbagliato prendersela con la musica ma è parte dell’arte anche questo: suscitare emozioni! Anzi credo che un’artista aumenti di prestigio solo se ha ricevuto forti critiche e censure. Quindi basta che ne parlino.

  • Quanto è importante l’analisi della società nei tuoi progetti? Cosa vuoi che arrivi al tuo pubblico?

Credo che dipenda dalla canzone ma in molte è fondamentale perché solo dopo un’attenta analisi del mondo che ci circonda possiamo arrivare a comprendere la verità dei fenomeni che lo regolano. Il quotidiano mi ispira molto. Le persone vengono prima di tutto nelle mie storie perché mi piace raccontare situazioni che sono già capitate e qualcuno magari sentendole ci si rivede. Le emozioni sono la cosa più importante da trasmettere quando si fa arte.

  • Quanto hai influenzato la scena genovese?

Spero non troppo perché finora ho giocato, adesso iniziamo seriamente. Mi servirà ancora qualche anno per affinare il mio stile.

  • “Sogni Di Strada” è già uno street classic, eravate partiti con questa intenzione?

Sogni Di Strada” è il mio progetto più riuscito e devo dire grazie a Tedua, Vaz, Disme, Bresh, Dakota, Garelli, Shune perché è soltanto grazie a loro se è venuto così tanto bene. Sono stati magici.

  • Una serie come quella di AL3 verrà replicata nel 2019? Hai già altro materiale inedito in cantiere?

No, purtroppo “AL3” finisce qua ma è appena uscito “Atto Finale” che vi consiglio di ascoltare sui digital. Prossimo anno usciranno due CD in collabo e uno mio già pronto.

Ringraziamo Nader per la disponibilità e vi invitiamo ad ascoltare “AL3” se non lo avete ancora fatto. 

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