È difficile attribuire all’anno passato un artista in particolare. Sono successe così tante cose che riassumerle tutte in un solo nome sarebbe un’impresa impossibile. Tuttavia, è sotto gli occhi di tutti come il 2018 sia stato anche l’anno di Luchè, protagonista di questi dodici mesi grazie a svariate collaborazioni di spicco e soprattutto con l’uscita dell’album “Potere”. L’artista napoletano ha finalmente ottenuto ciò che gli spettava da anni, scollandosi di dosso l’etichetta di rapper sottovalutato ed infrangendo col suo ultimo disco tutti i propri record personali.

Luchè sta sfondando l'Italia con i liveIn un solo anno sono arrivate quelle famigerate certificazioni che da tempo meritavano di essergli consegnate, attestando anche sotto questo punto di vista la sua caratura artistica. Ma che Luchè meritasse questo potere, come lo chiama lui nell’album, era chiaro da tempo. Sarebbe bastato dare un occhio ai suoi live, alle sue performance dal vivo, dove da anni un pubblico esorbitante di persone si riunisce per cantare a squarciagola i suoi pezzi. In questo senso, il live tour di “Potere” è la conferma di come Luchè sia uno dei più forti performer italiani ed uno dei più seguiti sotto il palco.

Del resto per un artista, quello dei live, è il momento più atteso. Gli stessi album vengono spesso concepiti pensando con lungimiranza a come suoneranno sul palco, perché è il contatto col pubblico, l’empatia che si crea, a dare energia e immortalità ad un progetto. E in questo Luchè ha fatto centro ancora una volta.

 

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Potere Tour è quasi sold out in ogni data. Questa era Bari.

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La prova è arrivata pochi giorni fa, quando al Pala Partenope di Napoli, in casa, si sono riunite 6578 persone per cantare assieme a lui. Numeri impressionanti che confermano la sua stazza da vero e proprio big della scena. Ma la tappa napoletana è solo l’esaltazione del percorso che Luchè sta creando in Italia con i suoi concerti. Prima del Pala Partenope era toccato alle varie Bologna, Firenze (e non solo) subire l’impatto live di re di Napoli.

Accompagnato da una serie di coinvolgenti visuals alle spalle, l’artista campano regge il palco come pochi sanno fare, tenendo sul pezzo il pubblico dall’inizio alla fine. Sopra lo stage esce fuori quella potenza artistica ed espressiva che ascoltando la sua musica è palpabile, ma che live diventa devastante. Se dalla prima all’ultima fila tutti sanno i pezzi a memoria un motivo ci sarà.

Col suo Potere Tour, Luchè sta ricordando a tutti quanto sia ancora fondamentale saper suonare ai concerti, così da coinvolgere ancora di più il pubblico dentro la propria visione, il proprio progetto, più di quanto un paio di cuffie possano fare. Mancano ancora le attese date di Milano e Roma all’appello, vedere per credere.

By Samuele Chiusano

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