Spesso il pubblico tende a catalogare i numerosi artisti della scena Rap, dividendo generalmente chi rappa da chi produce la strumentale, creando due scatoloni ben definiti. Sempre più frequentemente, però, vediamo artisti che sperimentano e provano a cimentarsi nel mercato discografico sia come rappers che come produttori.

E quindi sono tanti i casi in cui il rapper diventa producer o in cui accade l’inverso, a volte con risultati eccellenti ma altre volte con prove discutibili che possono spiazzare gli ascoltatori. Questo aspetto di ambivalenza caratterizza artisti come: Tha Supreme, Sick Luke, Lazza, Low Kidd e Ketama126.

Partendo dal più giovane, ovvero l’enfant prodige della scena italiana Tha Supreme, possiamo affermare che non solo sia un produttore visionario dalle melodie ipnotiche ma che abbia anche una scrittura interessante e ottimi flow. Il ragazzo classe 2001 è già entrato come producer nei livelli alti della scena, ma anche l’ultimo feat. con Nayt “Oh 9od” ha mostrato le indiscusse abilità da rapper del ragazzo. Anche uno dei suoi primi brani, “6itch” mette in luce la sua polivalenza artistica con un testo dal buon contenuto e con un ritornello spaziale. E’ senza dubbio una delle grandi promesse del Rap italiano e sarà interessante seguire lo sviluppo della sua carriera.

Sick Luke si è cimentato con continuità nell’ultimo anno nel ruolo di cantante, anche se i più nostalgici si ricorderanno il suo contributo in “Non mi interessa” con Wayne nel tape “Succo di Zenzero”. Luke è senza dubbio uno dei migliori producer in Italia, ha trascinato la DPG ed anche la BPR Squad al successo, è stato un grande innovatore del genere con i suoi beat “alieni”. Come rapper non sta evidentemente ottenendo lo stesso successo, le sue canzoni sono caratterizzate da testi semplici e da melodie intriganti. Tuttavia è noto come la sua predisposizione al microfono sia solo un’ulteriore espressione del suo essere artista a 360 gradi.

Lazza è un altro esempio di artista totale che nella carriera ha sia rappato che prodotto basi, grazie anche al background musicale del conservatorio e l’abilità nel suonare il piano. Queste conoscenze iniziali hanno permesso al rapper della 333 mob di sfondare come freestyler, rapper e producer. Difatti Lazza ha curato molte produzioni nel suo ultimo disco “Zzala” e sono memorabili i suoi contributi in “Disgusting” di Ernia e Guè Pequeno e in “Lunedì” di Salmo dove ha messo lo zampino sulla strumentale. E’ molto interessante la sua produzione del brano “Gabbiano/Moonrock” di Dani Faiv nel quale prova una un approccio più happy (adatto a Dani), dimostrandoci grande versatilità. Adesso non ci resta che attendere il nuovo album, nel frattempo possiamo goderci anche il suo beat per “Groupie” di Beba.

Restando nel collettivo 333 Mob non si può non parlare di LowKidd, il producer di Machete dopo anni di ascesa nel settore come produttore, ha voluto mettersi alla prova l’anno scorso con il suo primo album “3 Indigo” che non ha affatto deluso le aspettative. Il progetto vede Low Kidd sia nelle vesti di rapper che producer mostrando un lavoro di ottima qualità, dalle tinte cupe e sonorità ricercate ma “grezze”. Magari i numeri non hanno premiato la sua scelta a dovere ma quella di Low Kidd è stata un’ottima prova. Sicuramente tra le sorprese dell’anno passato, ne vogliamo ancora.

Il collettivo 126 ha all’interno un esempio lampante di rapper/producer che nell’ultimo anno è riuscito a scalare il ranking della scena italiana: Ketama. Il ragazzo romano prende il nome di Tama quando è a capo delle macchine ed insieme al suo alter ego riesce a sfornare sempre hit clamorose. Da “Oh Madonna” arrivando al più recente “Rehab”, l’artista è riuscito a farsi notare in tutto lo stivale, conquistando la stima dei vertici più alti del settore. Una hit su tutte, da prendere come esempio, è “Dolcevita” traccia manifesto di “Oh Madonna”.

In attesa di nuove pubblicazioni degli artisti sopracitati e magari di nuove leve in questo senso, qual è ad ora il vostro rapper/producer preferito?

By Flavio Bartolotti

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