Re Senza Corona” era un album diventato iconico ancor più prima di uscire grazie ad una affiatata fan base che lo attendeva dal 2017. Il sequel di “Sesto Senso” è stato aspettato, bramato e poi ascoltato da un pubblico sempre più vasto che promette di portare il rapper romano verso una lunga ascesa. L’album di Gianni Bismark è tutto ciò che un romano vero possa sognare e tutto quello che un non-romano deve ascoltarsi per assaporare la vita di un gladiatore della città eterna. Ecco 3 cose ci hanno conquistato dell’atteso nuovo album di Gianni Bismark.

  • Ti seguiamo da un po’ ormai e abbiamo notato la tua evoluzione, il tuo Rap sempre più tagliente con il tempo. Quanto pensi di essere cambiato musicalmente da “Sesto Senso” a “Re Senza Corona”? Quali sono stati i tuoi upgrade artistici?

Le produzioni di G Ferrari mi hanno spinto a fare cose molto differenti da quello che facevo prima, è cambiato tutto un botto. Abbiamo messo i ritornelli quasi in ogni canzone in “Sesto Senso” quasi non c’erano. E’ un’evoluzione di quello che ho sempre fatto.

  • Una delle caratteristiche principali dell’album è lo storytelling genuino e tipicamente romano. Quanto sono state importanti le tue vere esperienze per la creazione di questo disco e quanto lo saranno per i prossimi?

Beh tutto, comunque io parlo molto di quello che ho fatto cercando di arrivare a tutti.

  • Quindi le tue esperienze personali sono una cosa imprescindibile in quella che è la tua produzione musicale giusto?

Si, sicuramente.

  • In futuro farai anche brani un po’ più superficiali e radiofonici o la componente passionale e di esperienze sarà sempre legata alla tua musica?

Sai io sono uno che vive alla giornata, quello che succede domani non si sa. Quello che c’è da fa se fa.

  • Cosa pensi riguardo a chi si costruisce una carriera facendo musica che alla fine non racconta niente di sé ma piuttosto intrattiene l’ascoltatore.

È comunque musica, se lo fai nel modo giusto e a modo tuo. Penso che la musica se è fatta bene ed è figa esce fuori.

  • Quindi ognuno può utilizzare e sviluppare la sua musica come meglio crede basta che sia in modo sincero e figo. L’importante è l’originalità.

Certo, ognuno a modo suo e che sia originale.

  • “Re Senza Corona” viene annunciato nel 2017 e ad un certo punto nel 2018 affermi che riscriverai il disco che avevi finito. Perchè questa scelta di cambiare completamente direzione e come sarebbe stata la prima versione del disco?

Scrivevo molto, ne saranno usciti tre di album. Il primo diciamo era tutto quanto con Nino Brown.

  • Era quindi una cosa più simile a “Sesto Senso” se vogliamo.

Si esatto, magari l’evoluzione si percepiva già, poi nel tempo abbiamo continuato a cambiare le cose. Già con il tipo di musica che fa G Ferrari mi sono aperto molto di più anche alla ritmica.

  • Possiamo dire che in quel periodo sei cresciuto di mese in mese a livello di artista, quasi non ti stavi dietro da quante cose stavi producendo. Alla fine i pezzi usciti in “Re Senza Corona” sono la versione finale del percorso di crescita di questi ultimi due anni.

Si, esattamente.

  • Secondo te è stata più laboriosa e difficile la realizzazione della prima versione o la seconda? Qual è stato lo scaglione che ti sei vissuto più intensamente?

Ma guarda io l’ho vissuto tutto come un unico viaggio. Volevo far uscire roba, ma non riuscivo a capire quale sarebbe stato il momento giusto, sono successe varie cose, tra cui la firma con la Dark (777 Ent) e poi con Universal, e quindi abbiamo aspettato.

  • Questo ha cambiato un po’ le carte in tavola durante il percorso.

Sai alla fine no, perché comunque non è che uno arriva da Universal e dice “Oh domani voglio fa uscì il disco”, non è così. Magari per creare tutta la spinta giusta per il disco, abbiamo dovuto aspettare quel tot di tempo minimo, per poi farlo uscire.

  • Hai scelto quindi G Ferrari per la produzione di questo disco, dopo un iniziale lavoro di Nino Brown. Com’è nata la scelta di G Ferrari e come si è sviluppato poi il sound dell’album, cos’è che cercavi in lui che magari non eri riuscito ad ottenere a livello di sound in “Sesto Senso” o comunque in quelli che sono stati i primi pezzi?

Ognuno ha la roba sua, con G Ferrari è nata perché abbiamo provato a fare una canzone insieme ed è venuta una hit e poi abbiamo iniziato a vederci quasi tutti i giorni. Ogni volta tiravamo fuori una hit, si è creata una coppia perfetta.

  • Per quanto riguarda i feat nel disco, come li hai scelti? Ad esempio noi non ci aspettavamo la combo con Ntò che invece si è rivelata essere una delle nostre tracce preferite, come è nata l’idea di inserire una leggenda napoletana come Ntò all’interno del tuo progetto?

Beh sai io sono cresciuto con la roba loro, i Co’Sang al tempo me li sono squagliati proprio, quindi l’ho dovuto mettere perché comunque la loro musica mi ha formato. Franchino (Franco126) perché è un fratello e ci vediamo anche fuori dal contesto Rap e artistico, Ketama126 e Pretty Solero uguale. La prima cosa che ho messo nei feat è stata la fratellanza, guardando prima il lato umano e poi quello artistico.

  • Con Ntò vi siete incontrati? Com’è andata la cosa?

In realtà abbiamo fatto io a Roma e lui a Napoli, ci siamo mandati le voci ed è nata come se ci conoscessimo da anni, anche con lui c’è stata una sintonia unica.

  • Un’altra tua grande qualità che è uscita nel disco secondo noi è il ritornello. Sei diventato una macchina sforna ritornelli incredibile. Da cosa pensi che derivi questa tua attitudine, l’hai scoperta dopo, l’hai costruita, l’hai sempre avuta nelle tue corde? La scuola del cantautorato romano ti ha ispirato in qualche modo?

Sicuramente si, mi ha ispirato molto la musica tradizionale romana, gli stornelli. Non li avevo mai fatti i ritornelli in realtà, io di solito mi sento il beat inizio a fischiare e quando sento la sintonia giusta ci siamo, è nata proprio così. Non sapevo di saperli fare e mi son detto “vabbè proviamo a fare questo ritornello” ed è uscito.

  • Quindi te usi il tuo iconico fischio per trovare le melodie sul beat?

Sto minimo un quarto d’ora a fischiare (ride ndr). E’ una grande dritta!

  • Come sei entrato in 777 Entertainment, quando ti hanno detto che avresti fatto parte di quel progetto? Com’è andata la dinamica nello specifico?

Noi ci conoscevamo dall’inizio, soprattutto con Tony e comunque già c’erano state molte collaborazioni tra di noi quando ancora non avevo firmato. Poi è arrivata la firma definitiva e quindi ora anche per iscritto siamo una famiglia.

  • In che momento hai capito che avresti firmato per Universal e come hai vissuto quel giorno?

Quando me l’hanno detto! Hanno chiamato e abbiamo fissato quest’appuntamento, ero super contento.

  • C’erano anche altre etichette che stavano facendo proposte o la prima a muoversi è stata Universal?

Si, c’erano anche altre etichette, però ho scelto Universal.

 

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  • Ritornando al discorso 777, come funziona? Ti vedi spesso con loro? O fate tutto molto a distanza?

Ultimamente no, perché loro comunque vivono a Milano, quindi ci vediamo solo quando sono a Milano. Comunque ci scriviamo, tutt’apposto, c’è fratellanza tra di noi.

  • Ho visto che parteciperai anche ad alcune date del loro tour.

Si si, già abbiamo fatto Milano, adesso tocca a Firenze.

  • Vieni da Roma, indubbiamente una delle città più vivaci al momento nel Rap game. “Re Senza Corona” è un modo per distanziarsi dalla folta concorrenza che si è creata in città o è più una sfida per arrivare a quel titolo?

Tutte e due. Prima per distinguermi, ci sono tre/quattro cose che comunque sono sempre simili, mentre la roba che faccio io è un po’ più particolare, un po’ più mia. Poi per cercare di prenderci questa corona.

  • Esatto, c’è anche questa sfida per l’erede al trono di Roma possiamo dire.

Esatto, si.

  • “Università” è una pagina reale della tua vita sentimentale?

Certo, è tutto reale, io parlo sempre di cose mie. Anche cantato in un altro modo o fatto in un altro modo, ma sempre di cose mie parlo.

  • Quindi questa è stata una tua relazione, un episodio importante della tua vita.

Si, avoglia.

  • E se ti chiedo il pezzo più personale per te?

Re Senza Corona” ti dico, tutta la vita, l’ultima canzone del CD.

  • In che momento l’hai scritta e che cosa volevi trasmettere?

Quello che dico nel pezzo, di non scordarsi di chi ti è stato dietro per tutto il tempo, di crederci nelle cose. Se ci credi ci arrivi. Comunque cose mie.

  • Potrebbe esserci una deluxe edition del progetto?

Perché no.

  • E se ci fosse una deluxe edition, pensi che faresti altre collaborazioni con artisti del tuo genere, o andrest iproprio ad esplorare altri territori?

È tutto surprise. Sono aperto a tutto, tempo al tempo.

  • Uscirà quindi altra musica inedita quest’anno?

Dopo l’uscita del disco non ci fermiamo più, “Re Senza Corona” è stato solo l’inizio, lo scalino che andava fatto.

  • Quindi a livello di produzione sei più un artista che uscirà con un progetto ogni tot e si concentrerà su quello, o sei più quello che pubblicherà cose senza sosta?

Adesso vediamo, come è meglio fare lo faremo.

  • Stai preparando qualcosa per i live? Quanto è importante quel momento per te?

Tanto sicuramente, secondo me è proprio la parte finale del progetto. E’ l’apice dell’essere artisti, guardare in faccia i fan.

  • Ti stai allenando per i live, a livello di fiato, di presenza?

Si stiamo facendo un po’ di prove.

  • Ti ricordi la data più emozionante per te?

Quella più emozionante è stata la prima in assoluto. Poi quando ho presentato il disco pezzo per pezzo.

  • Ti ricordi il locale? 

La prima la feci al Limit.

  • In molti pensano che quella “corona” fino ad ora sia appartenuta a Noyz. Pensi di poter essere il suo successore? 

Ma magari! Fare quello che ha fatto lui, Noyz ha fatto la storia. Non c’è nessuno a Roma che non è cresciuto con la sua roba, compreso me. Siamo cresciuti tutti con il Truceklan.

  • Quanto sarebbe epica una collaborazione tra quello che forse è l’attuale re di Roma, Noyz, e l’erede al trono Bismark. Si è già parlato di questo? Ti sei già incrociato con lui?

Speriamo, si spera. Verrebbe una hit. Non ci siamo mai visti ancora.

  • Quindi vedremo, magari in futuro.

Esatto.

  • A livello di tuoi ascolti in generale cosa ti stai ascoltando, cosa ti piace

Ultimamente mi sto ascoltando Blueface. Spacca tutto.

  • La scena italiana secondo te può diventare nei prossimi anni, dopo quella americana, tra le più competitive del mondo?

Embè perché no, i numeri ci sono no? Perché no dai.

 

Ringraziamo Gianni Bismark per la disponibilità. Ascolta il suo nuovo album “Re Senza Corona” in streaming!

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