Vyacheslav Yermak, in arte Slava, è una delle nuove promesse del Rap italiano. Il classe ‘94 di origini ucraine è diventato nel giro di un paio di anni la punta di diamante di Brescia. I brani pubblicati fino ad oggi mostrano un artista duttile, capace di essere ironico (“Zingarata” e “La Mia Tipa”), introspettivo (“Sangue Misto” e “Quartieri del sonno”) ma anche club (“Baleari” e “Casinò”). Dal 2018 collabora in pianta stabile col produttore Drillionaire e insieme stanno trovando la migliore quadratura artistica. Da “Alti e Bassi Mixtape vol. 3” (2016) ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti e adesso Slava si ritrova con le aspettative di una larga fan base, della critica e del settore. Abbiamo deciso di intervistarlo in occasione dell’uscita del nuovo singolo “Briciole”.

  • Ciao Slava, come procedono i lavori per il disco?

I lavori procedono bene, siamo calmi, sereni, non abbiamo fretta e non dobbiamo rispettare particolari tempistiche. Quindi faremo di tutto affinché il disco venga un bomba, così stanno le cose (ride ndr).

  • Che tipo di progetto sarà? Cosa devono aspettarsi i fan?

Per quanto mi riguarda vorrei che fosse una cosa molto personale, che rispecchi la mia personalità senza pensare a cosa potrebbe funzionare e cosa no, a livello di mercato si intende. Per ora non possiamo dire ancora nulla in quanto tutto può cambiare ancora, quindi non so neanche cosa potrebbero aspettarsi in fan in quanto anch’io non so cosa aspettarmi.

  • Ci saranno delle collaborazioni dentro? Se si, cosa possiamo sapere a riguardo?

Per le collaborazioni non si sa neanche quello, non sto puntando a fare collaborazioni, non mi è mai interessato fare una collaborazione con qualcuno per forza. Questa nasce da un rapporto di amicizia se c’è quello okay, sennò potrebbe darsi di si come di no. Non ho mai fatto collaborazioni “tattiche” per guadagnare pubblico o cose del genere, non mi piace e non mi interessa, non mi piace neanche collaborare a dire la verità, quindi può darsi che ci saranno come può darsi di no, ancora non si sa, per ora non ci sono, poi si vedrà.

  • Come hai conosciuto Drillionaire? Come si sviluppa il vostro lavoro insieme?

Io e Drillionaire ci siamo conosciuti attraverso una persona che ci ha presentati e da lì è partito tutto. Ci siamo trovati in studio, abbiamo visto che le cose funzionavano, c’era affinità e di conseguenza abbiamo continuato. Sono praticamente ormai due anni che lavoriamo insieme e devo dire che mi trovo veramente bene e la stessa cosa penso valga anche per lui. Il nostro lavoro insieme si sviluppa così: “Ciao Drillo, posso venire in studio da te, facciamo qualcosa”“Okei, vieni”. Arriviamo in studio, ci mettiamo lì, lavoriamo e usciamo quasi sempre con un nuovo beat o con un nuovo progetto, non c’è mai una volta che facciamo “cilecca“, quindi c’è davvero tanta affinità ed è una figata.

  • Da cosa nasce un pezzo come “Briciole” e perchè la scelta di farne il primo estratto ufficiale?

Briciole” non è nient’altro che uno dei miei soliti sfoghi, a me piace parlare di me stesso, della mia vita, di sfogarmi del passato. Di conseguenza “Briciole” non è nient’altro che un altro di quei pezzi. Il fatto che sia stato il primo estratto dell’album è dovuto al fatto che vorrei che il mio album fosse molto personale, come dicevo prima. Di conseguenza farlo uscire come primo estratto era un modo per far capire alla gente “Guardate che stiamo facendo un album senza guardare che cazzo va di moda adesso, cosa non va di moda, chissenefrega, stiamo facendo un album che è nostro e basta”.

  • Come vivi il fatto di rappresentare una comunità e una cultura all’interno di un paese come l’Italia? È più la voglia di raccontarsi o di essere capiti?

É una bella sensazione, quando i connazionali ti fermano e ti dicono “grande, rappresenti l’Est-Europa“, è veramente una figata, ovviamente ti fa sentire molto orgoglioso. É la voglia di raccontarsi che mi spinge, non mi interessa essere capito, non me ne è mai fregato niente del giudizio degli altri, quindi è più una voglia di sfogarsi e di raccontarsi.

  • Quanto è stato importante il rapporto con tua madre per la stesura del nuovo disco?

Non saprei, il rapporto con mia madre non ha nulla a che fare con la musica, anche perchè io la tengo praticamente estranea, come tutti i miei parenti, amici. La musica è una cosa mia personale, non mi piace che si ficchi il naso nella mia roba. Ovviamente mia madre fa parte della mia vita, di conseguenza fa parte delle mie canzoni, ha la sua importanza, ma soltanto da quel punto di vista.

  • Quanti estratti ci saranno ancora prima dell’uscita?

Non lo so, non sappiamo ancora nulla, il disco è ancora in fase di lavorazione e dobbiamo ancora capire tutto quanto. Quindi non sappiamo veramente nulla e non possiamo esservi di aiuto (ride ndr).

  • Che ne pensi della scena Rap italiana? Quali sono secondo te i lati positivi e quelli negativi?

La cosa che non mi piace della scena Rap italiana, ed è anche il motivo per cui non ascolto tanto Rap italiano, è il fatto che sembra che i rapper siano tutti dei ragazzini, sembrano tutti dei bambini. Se tu guardi la scena francese, quella tedesca, dell’Est-Europa, quelli che rappano sembrano tutti super cazzuti, dei machoni grossissimi, invece in Italia la maggior parte dei rapper sembrano tutti dei ragazzini. Anche se magari hanno 30 anni, si atteggiano in quel modo perchè vogliono piacere ai ragazzini e quindi devono travestirsi da questi per piacere e la cosa è un po’ ridicola secondo me, ispira poca serietà. Lati positivi che è una scena che ancora si deve sviluppare, a differenza magari degli altri paesi dove la cultura dell’Hip Hop/Trap è molto radicata, mentre qua ancora la gente non sa che cos’è questa roba, quindi i giochi sono ancora aperti e può succedere di tutto, questo è il bello.

  • Quali sono i tuoi obbiettivi per quest’anno? Sia a livello umano che artistico.

Gli obiettivi di quest’anno sono due: fare un bel disco e trasformare questa cosa della musica nel mio unico lavoro, ci stiamo lavorando e probabilmente entrambe le cose accadranno.

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