La prima volta che sentimmo VMonster fu a gennaio del 2018 quando uscì il video di “Ess me chiamm”. Il brano era ottimo: suonava molto bene, era originale e trasmetteva quella passione e quello story telling amoroso che solo chi vive Napoli può avere. Il ragazzo ha continuato a pubblicare video, raggiungendo numeri straordinari a ampliando progressivamente la sua fan base. Pezzi come “Odij e ammor” e “P semp” sono vere e proprie hit. A marzo di quest’anno ha pubblicato su Spotify un progetto che raccoglie le sue uscite e si prepara adesso a portare la sua musica oltre i confini campani. Abbiamo deciso di intervistarlo per entrare nella mente di uno dei nuovi artisti più interessanti in giro.

  • Ciao VMonster, quando e come hai iniziato a rappare?

Ciao, mi sono avvicinato alla musica all’età di 9 anni, con i primi ascolti e le prime lezioni di piano. All’età di 11 anni ho iniziato a scrivere i primi testi e all’età di 13 ho iniziato anche a produrmi.

  • Ci siamo accorti di te con “Ess Me Chiamm” per la tua incredibile musicalità. Quali sono le tue influenze?

Si, “Ess me chiamm” è diciamo uno stile strano proprio. Non ho tante influenze anche se ascolto vari generi musicali, dal classico alla musica urban. Cerco di ascoltarne quanto basta senza mai attaccarmi a qualcosa in particolare proprio per evitare influenze artistiche. Infatti non è proprio Samba-Trap, o forse lo è ma in modo particolare, diverso dal solito.

  • Come ha reagito Napoli alla tua musica? Ti aspettavi tutto questo calore?

All’inizio credo nessuno se lo aspetti, nel senso, nessuno sa che inizierà a piacere ciò che fa, però ci mette il massimo per far sì che diventi così. Amo troppo Napoli, sono legato ai posti che mi hanno cresciuto, quindi è bello essere amato da ciò che ami!

  • Hai pubblicato una serie di hit su YouTube dimostrando fin da subito di avere le idee chiare e un’identità precisa. Quanto è stato importante il tuo team durante l’ultimo anno?

Si, in questo periodo ho lavorato tanto, cercando di dare sempre me stesso, per essere vero e trasparente. Nell’ultimo singolo “La Casa De Papel” ho avuto la fortuna di iniziare una nuova esperienza con un team determinato. Ormai una famiglia.

  • A marzo hai raccolto tutte le tracce nel progetto “Odij e Ammor”. Cosa vuoi trasmettere con questo primo lavoro?

È stata una raccolta per fa si che anche il precedente VMonster sia presente su Spotify. A breve uscirà anche lì “La Casa De Papel”, quello che forse reputo il primo singolo da nuovo VMonster.

  • Qual è il brano a cui sei più legato e perchè?

Il brano a cui tengo di più e “P Semp”. È il pezzo più sentito che abbia mai prodotto e scritto. Ho regalato il pezzo a mio fratello, come fosse una dedica, un regalo. Nel video, infatti, anche se il pezzo è cantato da me ho messo lui come immagine di cantante nei playback.

  • Recentemente è uscita “La Casa De Papel“, come è nata la traccia?

La Casa De Papel” è nata un po’ per gioco. Il pezzo è stato un’idea originale, anche nel video ci siamo impegnati nell’essere unici ed impeccabili. La squadra ha lavorato duro per rendere tutto perfetto. Massimiliano Marcantonio, Massimo D’Ambra (mda studio), Phoenix music studio, Dna studio, Factory studio, me3o beats.

  • Come avete trovato il sound giusto per la tua musica?

Non c’è una risposta, il sound non si trova, combacia e credo di aver trovato dopo tanto tempo qualcuno che capisse il mio sound al di fuori di me stesso: me3o beats.

  • Che ne pensi della nuova scena Rap napoletana?

La nuova scena napoletana credo sia fortissima, siamo in tanti con tanto da dare e da raccontare. Parlano i numeri. Gli ascolti per la musica Trap napoletana crescono sempre più.

  • Hai nuova musica in cantiere? Dei brani per l’estate o magari delle collaborazioni?

A breve ci sarà una nuova uscita, ancora una volta diversa dal solito.

  • Quali sono i tuoi obbiettivi per il 2019? Sbarcare nel resto d’Italia?

Nel 2019 sarò’ più presente del 2018.

Puoi trovare alcuni estratto di “Odij e Ammor” nella nostra playlist SpotifyNUOVA WAVE”.

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