Ci sono artisti che ti colpiscono fin da subito, in cui vedi immediatamente un’incredibile potenziale. Per noi, tra questi artisti, c’è sempre stato Remi. Un rapper capace di creare un sound (con l’aiuto del produttore Haru), un concept e un immaginario unico nel suo genere in Italia e decisamente avanguardista per gli standard della penisola. Il video di “Bentley” (2017) prometteva un futuro radioso per il giovane artista di Lambrate che nel corso degli anni ha pubblicato una serie di hit cristalline: da “Non mi va” a “BMW”. Ad aprile è uscito il suo album d’esordio “Test Drive”, completamente prodotto da Haru e senza feat. Lo abbiamo contatto per farci spiegare ogni traccia del disco, dalla sua nascita al suo messaggio.

“Il mio scopo era quello di realizzare una specie di banger, un pezzo che possa essere più forte degli altri, più ascoltabile degli altri. Poi in realtà si sono rivelati altri i pezzi che sono effettivamente piaciuti di più alla gente, ma quello che volevo fare io era un banger. La mia idea era quella di fare un ritornello forte che ascoltandolo la prima volta colpisse subito e rimanesse in testa alla prima, così che quando partiva il secondo ritornello già sapevi che cosa dire. Diciamo che si spiega un po’ da solo il pezzo perchè comunque io parlo a una figura che è in questo caso femminile (ma ha un senso anche generale), mi sono ispirato molto ai “loyal” che sono utilizzati in America, loro lo usano spesso, quindi ho realizzato il brano partendo da questa parola chiave “Leale“. Ho costruito un ritornello che evocasse immagini e quindi un viaggio, io mi sono fatto il mio e ho scritto “Leale“, il beat è di Haru e penso che sia una bomba. Diciamo il pezzo è meno soft rispetto ad altri contenuti nel disco, è un pezzo che a me piace molto e ha delle caratteristiche proprie, cioè come tutti gli altri pezzi non è riconducibile assolutamente a nessun altro rapper italiano o americano. Ha delle influenze ma non è stato scritto o registrato con quel tipo di flow, o con quel tipo di metrica, per assomigliare a un altro pezzo per essere ispirati ad un altro pezzo, io mi sono ispirato sentendo il beat a una parola che comunque avrei utilizzato prima o poi per chiamare un pezzo.

Amici” penso che sia uno dei pezzi migliori, nel senso che volevamo fare quella roba, ispirata un po’ più a un sound Lil Baby Gunna e diciamo che comunque è venuto molto bene. A me personalmente piace molto, il beat è molto figo, il pezzo è molto personale ed ha un ritornello molto orecchiabile. Io comunque partendo dicendo “Non ho le palme nella mia vita, distanti i sunset…” ti ho dato un’immagine. E poi c’è tutto un mio viaggio nel quale racconto le varie robe, ovviamente è difficile , soprattutto per il tipo di musica che voglio fare io, non parlare o non fare riferimenti a una persona femminile che ti sta a fianco. Ha un sound molto fresco, è molto leggero, io penso di aver azzeccato anche un flow unico sia nel ritornello che nelle strofe. E’ un viaggio, un pezzo molto personale, anche il ritornello in cui dico “Amici non si può se tu sei così bella” e poi “spero che il palazzo non ci senta“, è una cosa abbastanza intuitiva, però è una cosa che io ho vissuto. Questo penso che sia veramente uno dei pezzi più riusciti per quanto riguarda il team, per quanto riguarda me e Haru.

Perchè” ovviamente penso che sia la hit dell’album, un pezzo che era uscito precedentemente a gennaio con il video ufficiale e si merita molto di più dei numeri che ha fatto. Come sound è proprio innovativo, se fosse uscito in America la gente la ballerebbe nei club, la ascolterebbe nei club perchè il beat è straordinario, ha un’atmosfera incredibile. Il pezzo pur essendo un po’ “smielato” vuole trasmettere il senso di sbatti per una persona nelle sue mille sfumature, sei in sbatti per i soldi oppure perchè non vuoi avermi ma è più forte di te e non riesci a dirmi no? Io dietro a questo messaggio ho cercato di scrivere il pezzo. Se fossi più conosciuto penso che questo brano sarebbe il più amato da chi mi segue, perchè comunque come struttura e come uscita, dopo tanto tempo che non uscivo, è veramente spiazzante, dici “che cosa avrà combinato adesso” e poi ti senti un roba del genere e dici “cazzo“. Non per vantarmi, assolutamente, non voglio assolutamente elogiarmi, però son sicuro che se io avessi un po’ più di pubblico anche gente che è nel mondo della musica e sa cosa vuol dire fare musica realmente, percepirebbe che è un livello molto alto. Io ho 22 anni, Haru ne ha 20 si vede che c’è del potenziale. Inoltre si vede che Gioffre’ sente i pezzi e li vive, poi li trasforma in video unici. Questo, ripeto, per me è un brano che in America, Toronto, qualsiasi club, verrebbe pompato. Hanno pompato “Don’t” di Bryson Tiller che ha bpm bassissimi ed è lento, con lui che comunque non è che faccia chissà che cosa ed è addirittura arrivato in Italia. E’ veramente un singolo che io penso non tutti riescano a percepire, però è figo e io sono veramente soddisfatto.

Sei Zeri” invece è un viaggio che mi sono fatto io tranquillamente. Volevamo fare un pezzo un po’ più raggaeggiante, latino, mettendo comunque la nostra impronta scura, quel suono dark come in “BMW” per non renderla troppo happy, per non diventare troppo Pop. Quindi il ritornello penso sia abbastanza orecchiabile, ci sono dei bei tecnicismi, sopratutto nella prima strofa, poi anche nella seconda. Non ho voluto fare chissà che cosa, però ho voluto dire “anch’io so rappare, so farlo, ho fatto freestyle quindi sono capace”. Ho voluto dire “non sono solo andare, viaggiare, amare” so fare anche altro e l’ho dimostrato in un pezzo. Anche il ritornello è abbastanza sperimentale e articolato, “c’ho sei zeri nel mio bag, vorrei spenderli in un weekend, resta in intimo da ieri e confondi i miei pensieri”. Non è un banger, ma l’ho voluto comunque tenere perchè era una traccia a cui sono particolarmente legato essendo una delle poche in cui faccio più il rapper, sono un po’ più tecnico. E’ una coproduzione, Haru ha scelto una melodia dell’altro nostro producer che è un giovane veramente forte, con cui abbiamo già collaborato anni fa per poi la scorsa estate far uscire “Bimba“, prodotta da lui che ancora oggi mi ascolto.

In “Cabriolet” penso di aver fatto Remi, ho fatto proprio me stesso in tutto e per tutto. Ovviamente senza nascondermi dietro al dire “non è vero“, cioè comunque è una roba che ricorda un po’ i PNL soprattutto il ritornello ed è stato così. Io non volevo assomigliare o comunque fare un pezzo che assomigliasse a loro, però mi è uscito ed era figo, molto figo. Le macchine sono la mia passione, parlare di macchine per me è fondamentale perchè fa parte di me, chi mi conosce sa che se ti si rompe la macchina non ti so dire “guarda devi cambiare quello” perchè non sono un meccanico ma sono un degustatore, uno che è affascinato nel guardare le macchine belle. Su questa roba qui sono abbastanza esoso, cioè io una delle cose che mi sono ripromesso di fare è che quando avrò abbastanza soldi li spenderò probabilmente per un auto molto molto figa. E’ una storia che ascoltandola, soprattutto il ritornello, ti sembra un attimo tipo Bonnie & Clyde negli anni moderni: rapina, prendi i soldi, vieni con me, sul Cabriolet andiamo, poi comunque con quel beat si è creato un mood molto sunset, molto floreale, molto rosa e arancione. Mi è piaciuto anche l’impatto che ha avuto sulle persone. Perchè non me lo aspettavo, era un pezzo su cui non avevo aspettative altissime e invece è piaciuto.

Sogni D’Oro” è un pezzo che parla di sogni, molto oscuro, notturno, però è molto forte. Mi sono ispirato guardando il video di James BlakeTravis ScottMile High” che è semplice ma particolare e mi ha fatto venire in mente questa roba. Io sono molto nel mio viaggio, spesso introspettivo, non dormo molto e si può dire che sogni ad occhi aperti. Il ritornello penso che sia abbastanza interessante perchè comunque ti da i giusti significati, e poi c’è una frase per me molto importante “quelli della mia età sognano ancora l’America, io scrivo che ancora non so se c’è un posto che mi merita” è una cosa molto attuale e personale, io penso di valere molto più di quel che ho oggi. “Sogni D’Oro” è molto figo ed ha un bel beat, sempre prodotto da Haru.

Per quanto riguarda “Test Drive” è il nome del disco, abbiamo scelto questo per il discorso che ti facevo prima, il fatto di essere molto amante delle auto e dell’estetica di queste. “Testing è anche un disco di A$AP Rocky che mi sono ascoltato per due mesi di fila. Il test drive è provare un auto nuova, appena fabbricata e progettata, o che deve ancora uscire. Per me questo disco è una prova perchè come ben si sente ho provato delle sonorità e delle cose diverse, se tu ascolti bene è un pacco unico, 10 tracce che a mio parere scorrono abbastanza bene e tutte comunque hanno un filo logico, anche guardando i titoli ti da un senso di continuità. “Test Drive” è un viaggio che parte e va a finire in quello schianto simbolico per dire “ti schianterai ma vai tranquillo è solo un test drive”, è un messaggio forte che poi ho capito. Non parlo di fiori o di api, racconto una storia in cui due persone si stanno schiantando ed il concetto dello schianto è molto forte. Palesemente ci sono riferimenti a piloti che purtroppo realmente sono morti tipo Ayrton Senna, una leggenda che ho scelto di citare perchè è un mito e perchè lui è morto facendo quello che voleva fare, poi dico “bandiera a scacchi”, faccio tutti questi riferimenti e mi sembra forte il messaggio, è una cosa nuova con un sound nuovo. Proprio il singolo “Test Drive” l’ho preso di petto, non ho scherzato ho voluto scrivere bene ed ho voluto fare il rapper perchè lo sono e ho voluto far vedere che non è solo melodia e cantare, era anche descrivere un qualcosa rappando. Soprattutto in questo singolo ci sono riuscito molto bene ed è una cosa che non è facile da sentire. Il modo in cui concepiamo la musica io ed Haru è differente da quello del 90% dei ragazzi oggi in Italia, senza dire giusto o sbagliato, però effettivamente è così. Tanta gente si ascolta PartyNextDoor, Tory Lanez, però poi sono gli stessi che magari vanno a pomparsi un pezzo di Lil Pump, di Drake, Migos e lo spingono ancora di più. Però sono veramente pochi quelli che capiscono che in realtà se vai a vedere nei club la gente ascolta, magari non un pezzo come “Test Drive“, ma quelle sonorità lì. Perchè vanno alle serate senza vestirsi come dei truzzi o dei tamarri ma eleganti e poi succede il panico quando partono questi pezzi.

Sette Notti” è un pezzo scritto e registrato nel 2017 ed è parecchio mio, ha delle sonorità di Toronto, ha un ritornello un po’ più veloce, il pezzo parla assolutamente di me, parla della mia esperienza. Nel ritornello “Sette giorni qua e là” parlo delle mie giornate dove comunque io stavo veramente poco a casa e facevo 7 giorni su 7 da una parte e dall’altra, tornavo a casa e dormivo due ore. Anche nella seconda strofa dico “Lo sai che mi conoscono da bimbo prodigio” perchè quando ancora le visualizzazioni era veramente difficile farle io nel 2015/16 ne facevo parecchie rispetto alla media e la gente mi pompava, non come ora che è diventato una moda, prima dovevi farti accettare e io dicevo: io sono questo, vivo in questo modo ed è questo il mio modo di pensare. A 17 anni ero stato comunque contattato da dei producer molto famosi ai tempi in Italia, ora un po’ di meno, e avevo fatto parecchie cose con loro di cui poi è uscito solo un pezzo. A quell’età ero già chiamato dai talent, ero già pronto per fare uno sbalzo, però ci ho pensato e ho detto “non è il caso” e poi mi sono fermato per intraprendere un mio percorso, ovvero questo, quello del TeamSoul. Tutto questo per spiegarti “Sette Notti” in tutto quello che è. All’interno ci sono delle citazioni che a me piacciono particolarmente, pensando che è un pezzo del 2017 probabilmente se fosse uscito in quell’anno sarebbe stato ancora più notabile, mentre così è messo in un disco che ha un suo valore.

“Vai Tra” è quella un po’ più Trapsoul, un po’ più relax, più tranquilla, è il pezzo da chill dove fumi una canna te l’ascolti e ti rilassa. E’ un viaggio unico, un bel trip, il beat è molto bello e puoi immaginarci quello che vuoi. Il pezzo non ha un significato vero e proprio, tu la ascolti e dici “cazzo io qui mi ci vedo”, ti auguro solo un buon viaggio.

Palazzi” è l’ultimo pezzo ed è la roba più strana che io abbia mai fatto, un tappeto musicale incredibile. Io “Palazzi” l’ho scritta due giorni dopo che il mio gatto domestico purtroppo è venuto a mancare, io ci tenevo particolarmente a lui, anche perchè è stato il mio primo animale, tra l’altro ho anche la sua faccia tatuata. E’ stato molto straziante per me scriverlo, è uno dei pezzi a cui vorrei veramente fare un film, non un video. Purtroppo però capisco che è molto particolare, è un pezzo che io mi terrò per tutta la vita nel cuore, una delle cose che farò ascoltare un giorno a mio figlio. Questi sono i sentimenti, non ascoltar le parole, ascolta il modo in cui te lo sto dicendo. Per me “Palazzi” è la chiusura di un album che potrebbe essere davvero un film, io avrei in mente già tutto, anche la location dove poterlo realizzare. E’ veramente molto molto bello questo pezzo, per me è particolare, a me piacciono queste cose e son convinto che se l’avesse fatto un qualsiasi altro artista italiano, americano, francese, tedesco, io comunque l’avrei rispettato. L’autotune è sempre figo ma c’è anche il modo giusto di usarlo e io penso di averlo trovato con questo pezzo. Ho ringraziato subito He perchè avevo un beat suo da una settimana, c’è stato quel momento molto brutto per me e mi sono detto “vado in studio e vedo che cosa combino“. Così ho fatto “Palazzi” ed è una bomba secondo me.

Ascolta il nuovo album di RemiTest Drive” su tutte le piattaforme streaming, trovi alcuni estratti anche nella nostra playlist SpotifyNUOVA WAVE”.

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