Cease Laflare è uno degli street rapper più credibili dell’underground italiano. Proveniente dal quartiere Bonola nella zona 8, Cease si sta distinguendo per la sua prolifica produzione di musica e per l’attitudine real. Solo quest’anno ha già pubblicato due progetti: “Criminal” e “Underrated”, oltre ad essere uscito sul nostro canale col video di “Truffe. In occasione della pubblicazione del suo ultimo progetto lo abbiamo contattato per farci raccontare la genesi delle tracce che lo hanno composto.

Il pezzo è stato registrato l’anno scorso in piena estate. Il buon Synthetic mi inviò sto beat gigante, a primo ascolto il beat era saltellante e non chiedetemi perché ma mi dava l’idea della scimmia da cocaina. Inizialmente il pezzo aveva 2 strofe, ho tagliato quella che mi piaceva meno ed è uscita così, perfetta.

Questo banger è la prima traccia che ho registrato al Soundgate (il mio attuale studio di registrazione) l’abbiamo scritta a casa del Nano e doveva finire in un tape che stavo facendo con il lui dal nome “Nano Laflare”. Volevamo fare un anthem del nostro collettivo e alla fine lo abbiamo fatto ed è gigante, super traccia, una delle mie preferite.

Il brano è quasi un freestyle, lo avevo scritto in 10 minuti in studio, beat enorme del compare Akachi, che mi inviò questo beat un paio di anni fa, rispolverato di recente, una cartella!

Giornata piovosa, domenica, dopo Serata, Hangover (ride ndr). Mi sveglio e faccio colazione, accendo il pc, faccio il beat in 20 minuti, scrivo ritornelli e strofe in maniera molto naturale. In un’oretta ho prodotto e scritto questo brano a cui tengo particolarmente perché ho fatto tutto io. Il beat cucito su misura e strofe grosse, good job devo dire.

Pomeriggio in studio, totale cazzeggio fra produzioni e scrittura, chiamo Fucci come al solito e gli dico di passare in studio. Nell’attesa produco il beat, immaginario cupo come sempre, notando che i bpm del beat erano simili a “Parchetto Narcos pt.1“, sempre prodotta da me e Synthetic, scriviamo le strofe sempre in poco tempo. Poi per cazzeggiare ho ripreso il ritornello della parte 1 modificandolo un po’ ed è così che nacque “Parchetto Narcos 2“.

Anche questa bomba l’abbiamo scritta dal Nano e registrata al Soundgate qualche mese fa. Anche questa doveva finire in un progetto col Nano, KARTELLO 2, ma alla fine abbiamo capito che questo mood non era adatto per il seguito del KARTELLO quindi abbiamo deciso di inserirlo in questo disco. Veniamo da un ambiente un po’ particolare, anni diversi da quelli dei nuovi trappers, facciamo Trap ma alla nostra maniera, veniamo da situazioni pesanti for real, qui ci siamo sfogati.

Questo beat credo sia una delle cose più fighe su cui abbia mai scritto. In questo pezzo sono Gucci Mane nel 2007, per avere questo beat ho fatto dei grandissimi sbattimenti. Avere un beat di questo calibro e tutt’altro che facile, direi quasi impossibile ma ce l’ho fatta, 2500€ di produzione. Una volta non si chiamavano Traphouse ma semplicemente case, dove si spacciava e si fumava coca all day everyday, ho voluto chiamarlo così proprio in memoria di quei tempi.

Per la prima volta ho fatto da ghostwriter. Ci siamo ritrovati in studio io, Remmy, Keysi e Fear, tempo di produrre il beat in 20 minuti, tempo di scrivere le strofe e il ritornello, registrare mixare e masterizzare ed ecco il risultato. Prima volta che scrivo una strofa per un altro artista e prima volta che collaboro con una ragazza, direi figata!

Beat incredibile, ho voluto provare a fare strofe solo insert, ci ho messo mezza giornata per scrivere questo brano, ma il risultato sembra ottimo.

Inizialmente in questo brano c’era anche la collaborazione di Fonseca 20900, ma ho deciso di tagliare la sua strofa e di tenere solo quella di Marco, perché il pezzo era decisamente troppo lungo. Pomeriggio estivo in studio con Fonseca e Marco, scritta è registrata in un paio d’ore, Cose Pericolose.

Ho sempre avuto una passione per il basket, ho giocato anche 4 anni nella squadra del quartiere. Ho voluto dedicare un tributo a Pete Maravich detto Pistol Pete, leggendario cestista degli Utah Jazz. In sè il pezzo è auto celebrativo, barre come canestri da 3 e un mini ritornello. Il pezzo l’ho scritto 3 anni fa e ho deciso di registrarlo e di metterlo nel disco come outro.

Ascolta “Underrated” di Cease Laflare su Spotify.

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