Il rapper milanese si è sempre contraddistinto negli anni per idee e sperimentazione, il suo primo street album “Dal Baffo(2014) vedeva già al suo interno nomi come Ghali, Ernia, Vacca, Jack The Smoker, G. Bit e Nayt per dirne alcuni. Il suo atteso ritorno con “Camaleonte” nel 2017 ha portato hit come “+ Guala + Guai” con gli Oro Grezzo e “Son Goku“. Quest’anno ha pubblicato il nuovo album “GOAT” stavolta come Paska. Il progetto si conferma ricco di sfumature e spunti, così abbiamo chiesto al rapper di raccontarci “GOAT” traccia per traccia.

Robin Hood” era un pezzo già edito prima dell’uscita del disco, perchè uscì sul canale Esse Magazine come freestyle con il video. É un pezzo che io reputo “bars“, barre su barre, mega attitude e sopratutto mi piaceva molto il mood del ritornello “rubo ai ricchi per dare ai poveri canzoni d’oro“, secondo me poteva essere un buon pezzo per aprire le danze del disco.

Il secondo brano della tracklist è “Disco d’oro“, questo sarà visto come un pezzo dove Paska va alla ricerca di una certificazione, di un riconoscimento, da parte di terzi. In realtà questo pezzo nasconde una verità molto più grossa, questa cosa ovviamente chi mi conosce la sa bene, ovvero la diatriba che c’è tra me e me. Tra la mia musica, il mio lato artistico e la mia professione, quindi il mio lavoro. Infatti io oltre che essere rapper e artista, sono anche un tecnico del suono, ho uno studio di registrazione insieme a Febo, il produttore degli Oro Grezzo. Offriamo un servizio di registrazione, missaggio e mastering, quindi questo è effettivamente il mio lavoro che c’entra sempre con la musica ma non c’entra con la mia musica. Quindi questo brano nasconde la diatriba interiore che c’è tra la mia musica (quindi il mio lato artistico) e la mia professione. C’è questa dualsimo perchè fondamentalmente Paska pensa che la propria musica sia un qualcosa di veramente speciale ma che tutt’ora la gente non riesce a recepire per motivi abbastanza vari o comunque nascosti. Penso anche che arrivata ad una certa età una persona si debba svegliare e togliere il prosciutto dagli occhi. Paska ha visto che la propria musica ha sempre portato più spese che ricavi, al contrario del proprio lavoro. Di conseguenza da quando ho aperto gli occhi ho realizzato in maniera razionale che questa fosse la scelta giusta, che comunque una persona debba andare avanti e crescere non solo nei propri sogni ma anche nella vita, realizzandosi, comprandosi una casa o una macchina, pagando le bollette e pagando la spesa, mantenendosi. Quindi aprendo gli occhi questa persona probabilmente dovrà mettere da parte i propri sogni, ma purtroppo Paska non ce l’ha ancora fatta a metterli da parte, perchè Paska pensa che i propri sogni siano veramente grandi e veramente importanti per lui. Quindi “Disco d’oro” è un po’ questa diatriba che c’è tra me e me, spero di essermi spiegato al meglio, ti giuro sono stato a mega cuore aperto, per me è un pezzo molto importante.

Il terzo brano del disco è “In pericolofeaturing Giaime, ed è un pezzo che abbiamo voluto fare rischiando, perchè comunque stavamo portando una tematica che può essere pesante. Sembra che si parli ad un eventuale tipa ma in realtà stiamo parlando a noi stessi, a quelle situazioni di paranoia e ansia. Però penso che sia un lavoro ben riuscito e molto leggero, nonostante la tematica possa non esserlo. A livello di scrittura e di interpretazione, ma sopratutto di sound, siamo riusciti ad alleggerire tantissimo questa cosa e quindi posso esserne solamente che soddisfatto, penso che sia il giusto connubio tra concetto e stile. Credo di aver dimostrato tramite questo pezzo che si possano fare entrambe le cose. Parliamoci chiaro, non è detto che far girare un pezzo e quindi di conseguenza renderlo mainstream, radiofonico, debba per forza far mettere da parte il messaggio. Vorrei spezzare una lancia in favore di Giaime, lo conosco da un decennio, mi ha sempre portato rispetto, mi ha sempre voluto un gran bene ma soprattutto me l’ha sempre dimostrato, e non sto parlando dal lato musicale (anche ovviamente) ma sopratutto dal lato umano. É difficile trovare persone del genere e io sono contento di aver trovato una persona come lui perchè effettivamente fa capire quanto nel mercato musicale i rapporti umani possano anche non saltare, ed anzi essere molto importanti, la chiave di tutto.

Abbi cura di te” è un pezzo di cui io vado veramente fiero, perchè fondamentalmente tratta dell’insegnamento più importante che ho ricevuto negli ultimi anni di crescita, ovvero che vicino a una grande emozione c’è sempre bisogno di una grande testa, sempre. Perchè le emozioni sono un bellissimo giro sulle montagne russe, ma usare il cervello è una bella passeggiata in riva al mare, spero di essermi spiegato. Te lo sta dicendo una persona che è mega emotiva, mega sensibile e che avrebbe messo le emozioni sempre al primo posto. Ho capito che bisogna sempre metterle al primo posto ma usando la testa, perchè sennò non si potrà mai trovare un equilibrio. Io penso che queste mie parole valgano più di un disco nuovo, più di aver perso 25 chili, essere arrivato ad un pensiero del genere è effettivamente il vero traguardo che una persona deve predisporsi, sono semplicemente contento di questo mio pensiero.

K” è un pezzo intimo, parla dell’ultima relazione che ho avuto con questa ragazza di nome Katia. Più che soffermarmi sul perchè del pezzo, in realtà io mi sono domandato “non è la prima volta che faccio questo tipo di pezzi, è già successo con “Melody“, con “3:33 (QUESTE NIKE)“, perchè continuo a fare questi brani?” e penso di essermi dato una risposta. Perchè sento che in me c’è una coscienza tanto grande, che di conseguenza quando provo un determinato tipo di emozione, per un qualcosa o per una persona, si concretizza. Penso di essere molto bravo anche ad imprimerla su una canzone tramite la musica, quindi ho pensato: perchè non lasciare questo tipo di emozioni talmente forti e talmente grandi sopra ad un qualcosa che può essere ricordato nel tempo e che alla fine della fiera può aiutare delle persone che stanno provando la stessa emozione, situazione o sensazione che io ho provato. Penso che sia una delle cose più fighe della musica, imprimere quello che tu stai provando in quel momento per aiutare qualcun altro, penso che sia una cosa veramente fighissima.

Il sesto pezzo del disco è “Ciò che non si dice“, sono contento di aver collaborato con una persona d’oltreoceano quale Johnny May Cash, che è una ragazzo di Chicago fratello di Young Chop che ha prodotto svariate hit di Chief Keef, in crew insieme nella GBE tra cui c’erano anche Lil Reese, Lil Durk. Il beat è prodotto come tutti gli altri da Febo, ma questo è co-prodotto con Drillionaire a.k.a Drillegittimo. Un pezzo mega fresco d’oltreoceano, sono super contento e soddisfatto perchè comunque i pezzi attitude nonostante tutto a me piacciono, essendo cresciuto con la musica black, ovviamente, l’attitudine va sopra a tutto.

Babbo Natale non esiste” è un titolo abbastanza particolare e mi riporta indietro a quando effettivamente ho vissuto il dramma (ride ndr) come tutti gli altri bambini “guarda che Babbo Natale non esiste, sono i tuoi genitori che ti comprano i regali, sono loro Babbo Natale“. Lì è come se tu facessi un passo in più verso la realtà dei fatti e a me personalmente mi aveva cambiato un po’ la visione delle vacanze natalizie. Io poi ho sempre vissuto queste vacanze con una situazione familiare mega meridionale, del sud, quindi tante persone attorno a questo grande tavolo, tanto cibo, tanti regali che un po’ mi aveva spento questa roba del Natale. Per questo ho voluto fare due strofe a parer mio pregne di coscienza, soprattutto la prima la sento bella pensante, inteso che la sento consapevole al cento per cento ed è una cosa che personalmente a me piace. Io ho bisogno di persone a fianco a me che siano dirette nel dirmi effettivamente qual’è la realtà dei fatti, badando non troppo a ciò che effettivamente potrei provare, ma perchè io ne ho bisogno. Mi sono sentito di fare questo pezzo diretto perchè in realtà è un po’ come se lo volessi sentire io, come se servisse a me.

Donnarumma” può sembrare un pezzo fatto perchè volevo sfruttare l’ondata Donnarumma del caso, in realtà ti assicuro che non è stato così, io questo pezzo l’ho voluto fare per tre motivazioni. La prima è perchè sono un grande amante del calcio giocato e sono un milanista, prima di essere milanista io dico sempre “a me piace tanto il calcio”, io mi guardo tutte le partite che posso vedere, lo amo, e poi mi piace anche il Milan e tifarlo, perchè penso che sia una grande società. Come seconda cosa io nella mia breve carriera calcistica, ho fatto 5 anni di calcio e sono stato un portiere, quindi so benissimo tutti gli sbatti che ci sono dietro ad essere un portiere, tutti gli allenamenti, che sembrano più facili da fare, ma il realtà sono molto più difficili di quelli dei giocatori, te lo assicuro. Il portiere mi è sempre piaciuto come ruolo perchè è un ruolo di grandissima responsabilità, nel senso che negli altri ruoli hai margine di errore perchè c’è sempre qualcuno che può rimediare, nel caso del portiere se tu sbagli non può rimediare nessuno, solo il fato può aiutarti niente di più, e mi è sempre piaciuta questa cosa di grande responsabilità. Come terza cosa io come altri tifosi del Milan ci siamo rimasti un po’ male nella vicenda dell’estate del rinnovo contrattuale di Donnarumma che lo legò al Milan per 6 milioni di euro annui più la compravendita del fratello al Milan e lo stipendio di un milione di euro all’anno facendo il terzo portiere, tutto ciò ha dell’incredibile, penso sia il portiere più pagato facendo il terzo, quindi vedi tu, è stata un po’ una roba da presa per il culo. Comunque la tifoseria c’era rimasta male perchè nella stagione che anticipava questo rinnovo lui si era dimostrato comunque volenteroso di diventare un’eventuale bandiera, citando degli episodi, il 3 a 2 perso contro l’Inter nel derby con la tripletta di Icardi dell’ultimo goal segnato all’89’ su rigore, lui a fine partita andò sotto la curva a baciare la maglia, sono gesti che comunque la tifoseria può anche fraintendere, perchè tutti abbiamo avuto lo stesso pensiero: questo ragazzo giovane veniva dalla primavera, essere così forte e così voluto da tutti, stare al Milan, baciare la maglia, venerare così il Milan, insomma la tifoseria c’è rimasta male. Quindi io il pezzo l’ho fatto per questi tre motivi, ci tengo a far passare questa cosa, io non l’ho fatto per sfruttare l’ondata di hype anche perchè se volevo sfruttarla, la facevo uscire subito dopo l’estate del rinnovo contrattuale, ma l’ho fatta uscire quasi due anni dopo. In conclusione dico che io il ragazzo già lo conoscevo, lo avevo visto crescere nella primavera, lo avevo visto quando Inzaghi lo aveva portato in panchina in serie A senza farlo esordire, l’ho visto l’anno dopo quando ha esordito con Mihajlović, che lo mandò in campo e il Milan vinse 2 a 1 con il Sassuolo. Insomma voglio farti capire che sono un appassionato di calcio e che io non sfrutterei mai una cosa così importante, l’amore tra i tifosi, il giocatore e il gioco del calcio, io lo rispetto come la musica. Per farti capire, quando giocavo a calcio se a mio padre portavo il pagellino che era una merda lui mi toglieva le partire della domenica, mi faceva allenare ma togliendomi le partite. Non sfrutterei mai il calcio per secondi fini, mai fatto e mai lo farò.

Su “Parco Giochi” in realtà non ho molto da dire, l’unico aneddoto  è che ci mettemmo a ridere quando Dot disse “cazzo sto beat mi ricorda Superquark, è molto acquoso” (ride ndr) e allora partì una risata, effettivamente è vero sembrano delle bolle di acqua. Questo beat fu uno dei primi prodotti da Febo era il numero 33 e lo produsse tipo tre, quattro anni fa ed era una roba abbastanza vecchia. Per farti capire che le robe fresche, se hai una visione distante delle cose quando le fai, comunque non invecchiano mai, giusto per spezzare una lancia a favore di Febo, dato che ne sto parlando poco. Io feci la mia strofa però sentii questo pezzo un po’ distante perchè non era troppo nelle mie corde, risentii la bozza e pensai “cazzo però Dot in questo pezzo potrebbe essere buono, potrebbe farlo valere bene” anche perchè era molto nelle sue corde, quindi glielo chiesi ed effettivamente ebbi ragione.

Il decimo pezzo del disco è “Quanto è inutilefeaturing Infa. Io voglio dire solamente questa cosa, penso che Infa sia stato uno dei rapper più bravi di tutta la scena italiana, uno dei più originali, uno dei più tecnici, purtroppo ha sempre avuto poca costanza ed è un vero peccato perchè io credo molto nelle potenzialità di Infa. Poi lui lo conosco da tantissimo, è un 90′ ed ha sempre abitato a Peschiera con noi, quindi era quella persona un po’ più grande che vedevamo fare freestyle, lo conosco da più di 10 anni. Sono contento di aver fatto questo pezzo con lui perchè avevamo già fatto dei featuring ma mai usciti e l’ho voluto fare proprio perchè A gli voglio bene e B credo tanto nelle sue potenzialità, quindi sono veramente contento di questo pezzo.

Stupida pu77ana” è un pezzo che ho voluto fare apposta, è un brano che sicuramente fraintendi e parti già con un pregiudizio nei suoi confronti. Sono sicuro al cento per cento che ogni persona che è andata ad ascoltarlo è partito dicendo “okey, questo è un pezzo ignorante“, che poi in realtà non hanno tutti i torti fino all’ultimo bridge dove io parlo e l’ultimo ritornello. In pratica scatta questo meccanismo, tu i primi due ritornelli li senti con una percezione diversa, pensi che “Stupida pu77ana” sia riferita ad un eventuale ragazza, in realtà poi senti il bridge parlato e l’ultimo ritornello e cambi proprio la visione del pezzo, perchè poi mi riferisco all’ansia. Ho voluto provare questa cosa psicologica e la reputo abbastanza figa, tra l’altro è uno dei pezzi che sta andando e che è andato di più nel disco, sono rimasto abbastanza sorpreso da questa cosa perchè non pensavo. Stupida bitch l’ansia.

Sarò sincero, “Sulle nuvole” è un pezzo che io stavo scartando perchè non riuscivo ad apprezzarlo a pieno, poi in realtà ci feci il video (ride ndr). A una certa ho detto “voglio dare ascolto agli altri” che comunque tutti mi avevano detto “ma che cazzo fai bro, ma stai scherzando, questa traccia la stai togliendo dal disco, ma sei fuori, questa è una bomba“, alla fine mi sono fatto coinvolgere dal parere di chi mi stava accanto. Comunque io ho sempre avuto questo vizio, il decidere esclusivamente da solo, la mia musica la ascoltavo solo io, dovevo decidere solo io. É una cosa che può essere giusta ma che comunque ti può portare a dei limiti, perchè far ascoltare le cose a terze persone ti aiuta a vedere altri aspetti che possono esserti utili. Quindi mi sono voluto fidare e ci decisi di il video, da che la volevo togliere dal disco. La motivazione penso che sia il fatto di essere cresciuto con la musica black come gli NWA, Public Enemy, Mobb DeepSean Price, Evidence, tutta gente che rappava a cazzo duro. Nonostante io sia consapevole di essere bravo nell’impostazione vocale, di saper utilizzare l’autotune in maniera efficace e quindi di rendere nelle cose cantate, arrivando da questa mentalità black non mi fanno troppo impazzire, anche se ripeto, so di saperle fare.

Non c’è molto da dire su questo pezzo, sarò sincero (ride ndr). É un pezzo molto di attitudine, però te lo sto dicendo con il sorriso sulla faccia, sarà che sono fatto, sarà che questo pezzo veramente mi diverte, sarà tutte e due. Il pezzo deve far prendere bene, è veramente un sorriso in faccia di chi lo ascolta, si deve divertire, e penso che comunque siamo riusciti in questo intento.

L’ultimo pezzo è “Rondinifeaturing l’onnipotente Almighty Calu. Che dire su questo pezzo, io penso che parli da solo, ci abbiamo messo veramente tanto cuore nel farlo e per farlo. Sono contento di averlo realizzato insieme a Luca perchè lui è una persona che si vuole far vedere rigida, dura, savage, che lo è per carità te lo assicuro, però dentro ha un cuore grossissimo. Lui dice sempre “se potessi farei finire la fame nel mondo perchè è una cosa che non riesco proprio a tollerare“, è proprio una grande persona secondo me, gli voglio benissimo e quindi sono contento di aver fatto questo pezzo con lui.

Ascolta “GOAT“, il nuovo album di Paska, su tutte le piattaforme streaming.

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