Quando si parla di Roma, stiamo parlando della città artisticamente più viva della penisola. Dalla capitale, infatti, arrivano costantemente nuove proposte e realtà frutto di mille influenze. La scena cittadina è in questi anni più che mai il fulcro della sperimentazione e del rinnovamento stilistico-tematico del movimento urban italiano, probabilmente più della stessa Milano. In questa orgia di idee si posizionano i Tauro Boys, vera boyband 3.0 che dopo due acclamati mixtape hanno esordito questa estate col primo album: “Alpha Centauri”. I tre rapper sono riusciti in poco più di due anni a costruirsi un’intero universo attorno, dall’immaginario futuristico smorzato da una nostalgia dei primi anni 2000 al freschissimo vocabolario, fino ad arrivare a un sound unico. Abbiamo deciso di intervistarli.

  • Ciao ragazzi, recentemente è uscito il vostro nuovo progetto “Alpha Centauri”. Come sono i feedback del pubblico e dei vostri colleghi?

Prince: Credo sia piaciuto! O almeno cosi ci scrivono i nostri supporter.

Maximilian: Devo dire piuttosto positivi, forse c’è una parte di pubblico che vede in noi un cambio di rotta ma siamo sempre gli stessi. Solo più consapevoli di noi.

  • Che cosa rappresenta questo progetto nel vostro percorso di crescita?

Pava: Questo progetto rappresenta una tappa importante del nostro percorso. Ovviamente siamo cresciuti e cambiati dal Tape 1 e 2. Questo si può dire che sia un progetto più maturo. 

Prince: Alpha Centauri è uscito 9 mesi dopo il Tauro Tape 2 ed è stato concepito sulla scia di quel tape. È presentato come primo disco ufficiale, di fatto è il terzo progetto che droppiamo in due anni.

Maximilian: Con Alpha Centauri abbiamo iniziato a prendere la cosa un po’ più “professionalmente”. È un disco realizzato in studio, in cui siamo scesi più volte a compromessi per far coesistere le nostre tre personalità su tutte le tracce e per rendere il tutto fluido. Nei progetti precedenti sperimentare era la priorità. Non che qua il nostro lato sperimentale venga meno, ma rispetto al passato abbiamo ripreso e rivisto più volte i progetti, abbiamo cercato di sfruttare al meglio le possibilità del momento per poter far fare un salto di qualità alla nostra musica.

  • Come è nato l’album e quanto tempo ci avete lavorato?

Prince: Presi dal fomento del tour di 18 date abbiamo deciso di tornare in studio, questa volta quello Thaurus. Registrate tot tracce abbiamo capito che ne sarebbe uscito un disco e cosi è stato! Ci abbiamo lavorato 6/7 mesi circa.

Maximilian: È nato in un periodo che va da subito dopo il Tape 2 a fine aprile/inizio di maggio 2019. Mentre lavoravano alle prime tracce non sapevamo che ci avrebbero poi portato ad Alpha Centauri, eravamo più mossi dalla voglia di fare e presi bene dai successi del tour. Dopo un tot di date raccolte abbiamo iniziato a vedere che si stava delineando una direzione sempre più precisa e andando a lavorare in studio abbiamo marcato ancor di più questa direzione, fino a stabilire che sarebbe diventata appunto Alpha Centauri.

  • Cosa rende questo progetto diverso dalla serie dei Tauro Tape?

Pava: Questo progetto è sicuramente diverso dagli altri. Abbiamo deciso di metterci tutti e tre in ogni traccia al contrario dei primi progetti. Abbiamo voluto provare a fonderci tutti e tre per dare una voce unica al gruppo.

Prince: Ogni nostro progetto ha la sua sonorità. Come il Tt2 si differenziava da quello prima, Alpha Centauri riprende alcune tematiche del Tt2 ma ne stravolge il suono! Ci sono sicuramente dei punti di contatto tra i due progetti, ció che veramente è cambiato è stato l’approccio in studio.

Maximilian: A quello che ho già detto aggiungerei anche la prerogativa di essere sempre tutti e tre presenti. Abbiamo voluto dare una voce unica al progetto Tauro Boys, pur mantenendo distinte le nostre personalità.

  • Dai primi singoli ad oggi, quanto è cambiata la vostra vita e il vostro modo di concepire la musica?

Pava: La nostra vita è cambiata poco, adesso ci fermano per strada per chiederci foto o per parlare ma a parte questo è tutto normale. Fare musica è sempre il primo pensiero, i modi possono cambiare ma alla fine l’importante è non smettere mai di produrre musica nuova.

Prince: Oggi prendiamo ciò che facciamo molto più seriamente, ma siamo sempre noi. In tutto e per tutto. Certo oggi siamo più famosi di ieri, ma tendiamo a scordarcelo.

Maximilian: Diciamo che da questi primi successi inizio a capire qual è il potenziale e la portata di tutto ciò, certo le nostre vite stanno cambiando ma non ci siamo mai montati la testa. Restiamo focalizzati sull’obiettivo. Di pari passo va la visione che si ha della musica: meglio vanno le cose e più inizi a vederla come il tuo lavoro, senza mai perdere però quella curiosità e voglia di fare o sperimentare che ti porta a provarci.

  • Nel disco troviamo solo due feat. Sappiamo che conoscete Side da molto tempo, ma la collaborazione con Knowpmw invece come è nata e perchè proprio lui?

Pava: Esatto, con Side c’è un’amicizia che va avanti dalla scuola, ci sembrava doveroso fare una traccia insieme. Con Marcus ci siamo conosciuti a Milano con Peppe, ci siamo conosciuti a casa di mio cugino e abbiamo subito fatto una traccia insieme.

Prince: Eravamo a casa del cugino di Pava, aspettando Peppe Amore per una beat session. Si è presentato con Markus, che conoscevamo da poco. Dopo 40 minuti il pezzo era quasi pronto.

Maximilian: Un pomeriggio a casa di Nick Name, al Plinio a Milano, casa base della Tauro, dove molte idee sono state concepite e abbozzate a partire dal Tape 1, e che ora ahimè non è più a nostra disposizione causa trasferimento di Nick Name (RIP Plinio). Ci siamo beccati là con Peppe per fare tracce, lui si era portato KnowPmW, ci siamo presi bene e abbiamo abbozzato una prima versione di “R4W”.

  • Ci saranno nuove collaborazioni durante l’anno? Con che tipo di artisti trovate sintonia?

Pava: Per ora non abbiamo nulla di certo. Sicuramente ci sono artisti con cui vorremmo collaborare.

Prince: Non ne sono sicuro, tutto può essere. Sicuramente preferiamo collaborare con qualcuno che conosciamo, con cui andiamo d’accordo e con cui condividiamo una visione.

Maximilian: Sicuramente queste due prime collabo ci hanno fatto venire ancora più voglia di fare roba con altri artisti. Abbiamo delle idee ma non voglio dire ancora niente.

  • Come stanno andando i live? Qual è stata la data più folle finora?

Pava: I live sono sempre belli! 

Prince: La migliore? Scelta difficile, forse Cittadella. È stato super figo quanto inaspettato, erano impazziti. A Genova invece abbiamo fatto “Bella Bro” durante il set di Side sul palco principale. Era la prima volta che la facevamo insieme e il pubblico ha reagito benissimo.

Maximilian: Live benone. Pubblico sempre gasato e preso bene. Anche dove meno te lo aspetti, tipo a Cittadella, che prima di allora non sapevo nemmeno dove fosse. Le date più calde sono nelle città più grandi. Roma prima di tutte, dove vorrei tornare al più presto. Però appunto ogni data è una sorpresa: i Giovani Tori e le Tauro Ladies sono imprevedibili.

  • Cosa ne pensate della nuova scena romana? Parlandone nel nostro staff abbiamo concordato sul fatto che siete tra i capostipiti dell’ultima wave, vi ritrovate in questa definizione?

Pava: Beh sì, noi abbiamo portato uno stile nuovo. Siamo stati lo spartiacque dopo la Dark, sicuramente. Abbiamo ispirato molta gente della scena romana e non solo.

Prince: Diciamo di sì, magari siamo stati i primi a andare su alcune sonorità, e a trattare certe tematiche. Veniamo prima di alcuni giovanissimi, ma ti assicuro che abbiamo influenzato grandi e piccoli senza distinzione. Detto questo, la scena romana spacca.

Maximilian: Roma sta diventando un nucleo caldo da cui escono molte cose fighe. Per il discorso capostipiti è chiaro che se porti un qualcosa di nuovo e quel qualcosa va bene, inizierai a vedere sempre più persone muoversi verso la tua strada. Quindi sì, dai, mi ci ritrovo.

  • Come si sta evolvendo l’urban italiano secondo voi? È possibile che nel prossimo futuro rappresenti la vera avanguardia europea?

Prince: Sarebbe bello, ma ci vorrebbe del tempo. Il primo ostacolo è la lingua. In inglese ti capirebbero tutti, guarda i Sad Boys: dalla Svezia sono diventati worldwide. Per diventare avanguardia europea il suono dovrà essere irresistibile anche per uno che non ci capisce… forse siamo ancora lontani ma chi può dirlo.

Maximilian: L’urban italiano è sempre meno urbano e in un certo senso più pop, quindi per come stanno andando le cose ora non mi sorprenderebbe affatto. Anzi bisogna prepararsi.

  • Oltre al Tauro Tape 3 che in molti già attendono, è possibile che nel 2020 sentiremo i vostri progetti solisti?

Pava: Tutto è possibile.

Prince: Succederà, ma non sappiamo dirti quando. Sicuramente avrete qualche assaggio.

Maximilian: Silenzio stampa.

Realizzata da Matheus Gualchieri.

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