Nick Sick ha pubblicato il video di “Benzodiazepine” sul nostro canale

Il rapper romano, fresco dell’album “Musica per stare male”, pubblica il video della prima traccia del disco.

Nick Sick è un rapper e produttore italiano, nato a Roma il 4 febbraio 1992. Ha esordito nel 2012 con “Tre Stronzi Mixtape”, pubblicato assieme a Mostro e Yoshimitsu con il quale formava gli Ill Movement.
Nel 2015 pubblica “La Bibbia Nera“, uno street album mai rilasciato in copia fisica e sui digital stores realizzato in collaborazione con Yoshimitsu. A novembre 2017 pubblica “Eroina” il primo di una lunga serie di singoli che stravolgeranno totalmente il suo stile musicale. Compare in “The illest vol.2” di Mostro nella canzone “Still Ill” prodotta dallo stesso Nick. Il 26 giugno 2019 pubblica “Musica per stare male”, album totalmente auto prodotto, mixato e masterizzato da Prod.by Enemies.

  • Ciao Nick Sick, come ti sei avvicinato a questo mondo e con quali artisti sei cresciuto?

Il primo approccio col Rap l’ho avuto alle elementari tramite un amico che stava già in fissa con Eminem (era uscito da poco 8 mile), ma direi che il punto di svolta è arrivato intorno ai 13 anni, nel periodo in cui Fibra e Marcio stavano uscendo sotto major.
Ricordo che iniziai a cercare e scaricare su eMule qualunque traccia o video che riguardasse e riportasse la dicitura “Rap italiano”; sempre in quel periodo poi conobbi Mostro che aveva già una vera cultura in materia, mi fece scoprire i Dogo, Inoki e Bassi Maestro e moltissimi altri. Il primo pezzo che mi fece sentire fu “Serpi” di Jake la Furia. Rimasi davvero impressionato sia dal beat che dalle liriche.

  • Come hai sviluppato il tuo stile? Di quali storie è frutto la tua musica?

Ho iniziato a fare musica nel 2012 con due amici, il gruppo si chiamava Ill Movement e l’unico disco uscito “Tre Stronzi Mixtape” viene ricordato ancora oggi con affetto da molte persone. A parte questo e a vari singoli usciti nel corso degli anni però mi sento di dire che ho iniziato a lavorare seriamente alla musica da novembre 2017, dal singolo “Eroina” in poi, cioè da quando ho cominciato a produrmi i beat da solo e a dare meno peso al giudizio che la gente avrebbe potuto avere di me. In quel periodo stavo lavorando ad un disco che non mi convinceva, le sonorità spaziavano dal Rap classico alla Trap ma con tematiche fin troppo superficiali ed impersonali, era come se mi sforzassi a fare quella roba. Ad un certo punto mi sono detto “questa roba non fa per me, non mi rappresenta”, ho buttato tutto e ho ricominciato, ho iniziato finalmente a fare quello che mi andava, cantando di più e rappando di meno, ma con un approccio più vero e diretto. Le influenze americane poi hanno avuto un bel peso per me, mi hanno fatto capire che non bisogna seguire necessariamente dei binari e che non per forza tutto quello che si fa si deve etichettare con un genere o un sotto genere.

  • Come è nata “Benzodiazepine”? Che significato ha questo pezzo per te?

Benzodiazepine” è uno di quei pezzi che è venuto di getto, si è scritto quasi da solo. Il periodo 2016/2017 è stato molto cupo per me, mi sentivo bloccato sotto molti aspetti della mia vita e anche nella musica. Soffrivo di attacchi di panico e di altri fastidi dovuti allo stress, da lì ho iniziato a seguire varie terapie per cercare di risolvere il problema, nonostante fosse dentro di me e non all’esterno. “Benzodiazepine” racconta di questo, racconta di come questi farmaci possano sembrare dare sollievo e una mano quando in realtà bisognerebbe scavare molto più a fondo dentro noi stessi, come poi faccio nelle strofe. Lo reputo un urlo di liberazione, l’intro perfetta per un disco che ha come scopo il “lasciar andare” un periodo buio tenendo però aperta la porta al futuro e alla luce.

  • Raccontaci la creazione del nuovo album “Musica per stare male”.

Musica per stare male” arriva subito dopo un anno di singoli usciti sui digital e YouTube in modo quasi del tutto indipendente. È frutto di un anno splittato in due parti: la prima caratterizzata da singoli mixati e fatti uscire subito per necessità personale di voler fare ed esprimermi, la seconda parte invece è stata un progetto a lungo termine, più pensato e lento. Ho prodotto almeno 10 beat a settimana da inizio 2018 ad oggi e quello che sentite nell’album è la selezione dei pezzi per me più importanti e sentiti.

  • Perchè riuscirai ad emergere nella scena?

La vera domanda è: perché no? Tutti possono riuscirci finché mettono amore e loro stessi nella musica.

  • Come ti sei organizzato lavorativamente, qual è il team?

Ho cominciato ad auto produrmi quando ho capito che solo io potevo sapere come fare un beat che potesse soddisfarmi al 100%, nonostante le mie limitazioni musicali. Allo stesso tempo sono aperto a collaborare con produttori che spaccano, due menti sono meglio di una e spesso un orecchio esterno e una personalità musicale ben definita può dare un bel valore aggiunto ad un artista.
Prod.by Enemies sono i ragazzi da cui registro, che mixano e masterizzano i miei pezzi e sono anche due tra i miei migliori amici. Per i video mi affido sempre ad amici molto forti, penso che prima del lavoro debba esserci necessariamente un rapporto umano e rispetto. Questo modo di lavorare mi ha permesso di reinventarmi e di fare quello che volevo e sopratutto come volevo. Mi è capitato di declinare anche delle offerte lavorative, non per presunzione ma semplicemente perché volevo sentirmi libero di gestire la mia musica come meglio credevo, ma non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro, no?

  • Con chi senti di avere una connessione artistica? Dicci alcuni artisti emergenti con cui potresti collaborare.

È difficile da dire, ormai quasi ogni giorno escono fuori nuovi talenti.
Posso dire che apprezzo molto la scena Soundcloud italiana, ci sono dei ragazzi di Roma che spaccano tantissimo e che sono anche molto giovani.
Un altro artista che mi piace molto è Naska, trovo che abbia un sound tutto suo ma che allo stesso tempo potrebbe sposarsi perfettamente con quello che faccio io, apprezzo molto la roba che fa.

  • Una tua canzone che ritieni sottovalutata e perchè.

Sad Boy”, ma più che sottovalutata direi gestita male. Avrei voluto farci il video ufficiale, e nonostante sia uscita a dicembre 2017 sono quasi sicuro che prima o poi lo farò, aspettatevi di tutto.

  • Una cosa che in molti non sanno di te.

Non ho mai studiato musica, non so le note e le produzioni le faccio ad orecchio.

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