Era il 2017 quando Giaime uscì con il primo pezzo prodotto da Andry The Hitmaker, che da quel momento divenne il compagno della sua rinascita artistica. Con Gimmi Andryx 2017 prova 1 il rapper milanese battezzò una serie (come da lui stesso definita) di altri due brani, proseguita poi l’anno successivo e attualmente in attesa di una terza stagione. Divise sempre in due parti, opposte per attitudine e sonorità, le “prove” di Giaime sono diventate il simbolo della sua nuova avventura. Gimmi non si è più fermato e, trovando in Andry l’alchimia artistica di cui aveva bisogno, ha continuato a pubblicare un singolo dopo l’altro riposizionandosi in cima all’attenzione del settore e dei fan del genere. Quest’anno sembra aver messo la sesta e le collaborazioni presenti nei suoi ultimi tre singoli confermano questa teoria, in attesa di un nuovo album ufficiale. In occasione della sua ultima uscita “Mi ami o no” abbiamo deciso di contattarlo per chiedergli come sta andando, come nascono le canzoni con Andry, i suoi piani per il futuro e molto altro.

Photo by @tedeschiadriana
  • È sotto gli occhi di tutti la tua crescita negli ultimi due anni. In cosa pensi di esserti evoluto in questo periodo di tempo?


Sicuramente più prosegui a fare qualsiasi lavoro, soprattutto lavori in cui l’esercizio porta al miglioramento, più la tua professionalità aumenta di conseguenza, nella tua conoscenza del genere e di come si fanno le cose. Questo ovviamente avviene anche grazie al lavoro con altre persone che magari hanno più da offrirti rispetto al tuo bagaglio culturale o professionale. È cambiato sicuramente il modo in cui scrivo, in cui ascolto i beat, oppure come valuto un pezzo e sicuramente continuerà a cambiare ancora per molto tempo, forse non si fermerà mai questa cosa.

  • In cosa ti ha aiutato Andry a migliorarti nello specifico?

Sicuramente il fatto di cercare di esprimere lo stesso concetto di una frase però detta con meno parole, in modo tale che le melodie sul beat possano essere piacevoli da ascoltare. Andry sicuramente mi ha dato più questo indirizzo rispetto a come andavo sui beat prima o ci scrivevo anche soltanto. Sicuramente questa è una delle prime cose.

  • Parlami del processo in cui hai l’ispirazione e la trasporti in melodie e parole. Come si sviluppa e quali sono i momenti chiave che lo scaturiscono?

Non c’è un momento preciso che vado a cercare, ovviamente nel mio tempo libero mi dedico a scrivere quando non devo andare in studio o fare altre cose sempre legate alla musica. Diciamo non c’è il momento in cui dici “vabbè adesso aspetto che arrivi l’ispirazione, così posso scrivere e dedicarmi a questa cosa“. Ogni qualvolta c’è la possibilità di farlo scrivo, che ci sia una grande ispirazione o meno. Non dico a comando, però è facile trovare l’ispirazione quando uno si concentra nello scrivere, ci vuole soltanto un po’ di tempo. Magari ti occorrono quei 45-50 minuti di tempo e dopo di che entri nel beat, entri nel sound della canzone che stai scrivendo, lì poi l’ispirazione fa il resto, ma non mi sento di dirti che ho un rito o che la ricerco in un certo modo. Posso scrivere il testo a casa o magari in studio, dove a volte abbozziamo delle melodie senza testo e poi ci scriviamo sopra se queste ultime ci convincono. Ci sono svariati modi che abbiamo per iniziare e chiudere una canzone, non c’è assolutamente una legge vera e propria, basta che la canzone venga bene, alla fine della fiera questo è il concetto.

  • La tua vita sentimentale privata viene filtrata prima di arrivare alla tua musica o sei molto schietto con te stesso quando ne parli?

A volte ci sono riferimenti molto espliciti, senza fare nomi ovviamente, altre volte sono dei riferimenti filtrati soltanto perché devono stare bene nella canzone. La scelta delle parole viene adattata all’atmosfera che crea il beat ma non direi che sono molto filtrati, ciò che mi succede lo riporto molto fedelmente. Ovviamente mi riferisco anche a storie passate, non parlo unicamente di qualcosa di presente, nella stessa canzone in cui parlo d’amore posso parlare anche di più relazioni in momenti diversi. Però è abbastanza fedele il racconto, tu da fuori puoi interpretarla come vuoi però è molto chiaro.

  • Che rapporto hai con le donne?

Credo che abbiano un ruolo molto importante per me e non in maniera becera. Evidentemente mi fai questa domanda perché si capisce.

  • Oltre alle donne e alla famiglia quali sono i fattori che più smuovono la tua voglia di fare musica?

Io vorrei essere in studio tutti i giorni e non c’è un vero motivo specifico, anche se mi sveglio preso male voglio andare in studio così sto meglio, se invece mi sveglio preso bene voglio andare in studio per sfruttare il fatto che sono energico. La musica uno la fa perché ne sente la necessità e poi chiaramente tutto il resto viene di conseguenza, ma anche solo i soldi sono una motivazione interessante (ride ndr). Non è che inizi a fare musica pensando “così ci divento ricco o ci campo con uno stipendio da persona normale” uno inizia una cosa del genere e non ci pensa, poi magari vedi che quello che fai con gioia e tranquillità ti fa bene, ti piace, ti da soddisfazioni e ti porta anche quello che serve banalmente per comprarti un caffè e bertelo. É tutto un circolo vizioso, non ti direi che faccio questa cosa per i soldi, faccio questa cosa perché non riuscirei a fare altro in questo momento, i soldi sono un’altra cosa che può ricordarmi di essere professionale. Se io andassi in studio tutti i giorni scriverei tutti i giorni su un beat e abbozzeremmo un pezzo. Anche se quel giorno non ci sto dentro, ho la febbre, è molto difficile che se mi trovo nella situazione in cui posso scrivere e registrare io non voglia farlo, non è mai successo, è come se l’input fosse sempre presente.

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  • Stai lavorando anche con altri produttori o per adesso sarà un’esclusiva di Andry?

Un’esclusiva non sarà mai, nel senso che ho la libertà di lavorare con altri, come lui ha la libertà di produrre altri. Un connubio tra produttore e artista non deve limitare ne uno ne l’altro nel collaborare con altre persone. Io in questo momento però non ho ancora trovato producer che mi fanno sentire musicalmente come riesce Andry. Ho già lavorato con altri, con un paio ho un certo feeling, con tanti altri ho provato a lavorare, fai, disfi però poi quando trovi qualcosa di molto buono per te è difficile che si crei lo stesso feeling con qualcun altro, perché alla fine siamo umani, la musica la facciamo noi, quindi se non ti trovi uguale con un’altra persona non ti troverai allo stesso modo con la sua musica sicuramente.

  • Con quali produttori internazionali ti piacerebbe collaborare?

Sicuramente mi incuriosirebbe lavorare con Scott Storch che è il primo che mi viene in mente, non sono così esperto di producer sono molto più competente nell’ambito rapper, però lui è il primo che spicca nella mia testa perché è l’unico che per me ha fatto delle cose che vanno oltre gli artisti con cui ha collaborato, anche Dre e tanti altri hanno fatto la stessa cosa, però mi viene in mente prima lui. Ti direi anche Tainy che lavora con Bad Bunny è molto interessante. In ogni caso chiunque volesse collaborare non dirò di no (ride ndr).

  • Che tipo di sound state cercando ultimamente? Come descriveresti la tua produzione attuale?

Credo che per la prima volta dopo tanti anni riusciamo a dare un timbro alle cose, sia io vocalmente con le mie melodie e con la mia voce che Andry quando lavora con me. Non saprei dirti un genere a riguardo, noi abbiamo influenze da troppi punti di vista, se faccio un pezzo con una ritmica Raggaeton è chiaramente Raggaeton, se faccio un pezzo con un breakbeat è un pezzo esclusivamente Rap. Soprattutto a Andry piace identificare questo sound come sexy e io mi ci ritrovo, questo è l’obiettivo, fare qualcosa di soft ma che mantenga l’arroganza dell’Hip Hop, che non suoni crudo ma invece soffice, in maniera totalmente positiva, cioè che musicalmente riesca ad essere differente e a farti emozionare con le note che tocchiamo, sia con la voce che non il beat. Non ti dico che siamo degli innovatori, ad oggi non lo penso, però effettivamente riconosco che siamo abbastanza particolari e riusciamo a distaccarci però mantenendo uno standard di bravura pari ad altri colleghi ma con un approccio leggermente diverso. Non ti so dire se poi questa cosa che stiamo cercando di creare avrà un seguito o qualcuno la copierà e quindi si creerà un movimento dietro come è successo con la trap, però secondo me non c’è qualcuno che fa esattamente quello che facciamo noi, senza dirti che è meglio o peggio, o nuovo o vecchio, però non sento lo stesso identico sound.

  • La serie di singoli “Gimmi Andryx” avrà i suoi episodi anche nel 2019?

La devi prendere esattamente come una serie televisiva che ha delle stagioni e come tutti sanno non è che ogni anno esce un’altra stagione di Gomorra. Ovviamente per fare una o più canzoni ci vuole molto meno che per fare una serie, quindi non si sa mai se uscirà in questo 2019 oppure si procrastinerà nel 2020, 2021. Sicuramente c’è ancora qualcosa da dire a riguardo, quindi Gimmi Andryx sicuramente avrà un seguito però non ti so dire a che anno apparterrà. Quando abbiamo un prodotto buono in mano che può rappresentare bene Gimmi Andryx allora lo possiamo fare uscire, possono passare anche dieci anni, esagero ma è per farti capire. Ovviamente sarà sempre accompagnato dai video di quel genere, un po’ storia, un po’ gangster, un po’ citazione, un po’ di recitazione.

  • Che differenze ci sono tra l’uscire con un singolo al mese come state facendo e lavorare direttamente su un album?

La differenza è prettamente quella di dare una coerenza ancor più forte di quella che stiamo cercando di dare fino ad oggi con i singoli. Perché un album deve essere come un libro per quanto mi riguarda, e quindi deve essere molto più impegnativo, più studiato e deve essere anche molto più legato, richiede più tempo ed un impegno diverso. Un singolo che spacca che fa tante views lo puoi fare anche in un giorno, un album che rimane diventa un qualcosa di importante che fai in tanto tempo.

  • Qual è il tuo obbiettivo a lungo termine a livello di carriera? Essere ricordato, riempire un palazzetto, collaborare con artisti internazionali.

Sicuramente impegnarsi al massimo è la cosa che più può realizzare qualsiasi obiettivo, senza quello ovviamente non staremmo parlando di niente. Ci tengo a dirlo soltanto perché uno magari si fa dei viaggi a iniziare a fare Rap in Italia oggi, essendo molto più facile, e invece per fortuna le canzoni hanno ancora il loro peso, quello è il motore vero e proprio. Sicuramente tutte le cose che hai nominato, dal lavorare con artisti internazionali a riempire un palazzetto, sono cose che fanno parte degli obiettivi credo di qualunque artista che non voglia rimanere sconosciuto. Per me collaborare con artisti internazionali ed espandere il proprio nome è molto importante, è una delle priorità, però è ancora più importante diventare come un Vasco Rossi, una personalità del genere, fare San Siro tutte le volte che vuoi e non avere nessun tipo di problema nel farlo, diventare un’entità in primis per il mio paese.

  • Sembra essere partita la tua stagione dei featuring. Come si sono concretizzate le collaborazioni con Vegas, Lazza e Plaza? Come avete scelto le guest per i rispettivi singoli?

Sono tutte e tre nate da rapporti di amicizia antecedenti alla collaborazione, soprattutto con Vegas e Lazza ma anche con Plaza ci conosciamo veramente da molti anni. Tutti e tre abbiamo iniziato a rappare molto tempo fa, circa 8 anni fa, qualcuno anche 10 pur essendo molto giovani, e quindi tra una cosa e l’altra ti conosci. Io e Lazza siamo sempre stati vicini di casa quindi abbiamo condiviso tutto dall’inizio. Anche Vegas lo conoscevo molto bene, Plaza l’ho conosciuto pochi anni dopo, era ancora più piccolo di quanto sia giovane adesso e già allora era una cosa impressionante. Soltanto perché c’era un rispetto e una presa bene ho iniziato a interpellare loro per renderli partecipi della mia crescita artistica e poi trovandomi bene a livello personale anche a livello musicale non ci sono stati problemi.

  • Pensi di poter recitare in dei film nei prossimi anni? Ti piacerebbe unire la recitazione alla carriera musicale? In che tipo di film ti piacerebbe lavorare?

Sicuramente se dovessero arrivare delle proposte che ritengo interessanti non avrei nessun problema ad accettare. Ovviamente poi dipende dal momento della carriera, perché potrebbe essere che in quel momento non posso oppure non sarebbe giusto mischiare troppo le due cose ma non è di certo una cosa che escludo nel mio futuro. Sicuramente il Rap sarà sempre la prima strada e io sarò sempre un rapper e non un attore a tempo pieno, ad oggi almeno, poi magari tra vent’anni le cose cambiano. Per il momento non vado a cercare, se dovesse arrivare la possibilità la accoglierei a braccia aperte ma non è una mia priorità.

Ph copertina: @tedeschiadriana.

Realizzata da Matheus Gualchieri.

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