Bresh è un nome che nel rap game circola ormai da qualche anno ma che non era ancora riuscito ad emergere definitivamente. Questo almeno fino al 14 febbraio scorso quando ha rilasciato il suo primo album ufficiale intitolato “CHE IO MI AIUTI“.

Cover CHE IO MI AIUTI

L’artista ligure fa parte di tutta quella ondata di rapper che nel 2016 sono saliti alla luce della ribalta innovando il panorama musicale italiano con nuove sonorità e tematiche.

Da sempre legato alla sua Genova, Bresh collabora fin dagli inizi con artisti quali Tedua, Izi, Vaz té, Ill Rave ed altri esponenti della scena genovese. Proprio grazie al brano “Ande” in collaborazione con Tedua pubblicato a novembre del 2016, Bresh riesce ad attirare l’attenzione su di sé grazie alla sua profonda ed empatica scrittura che gli permette di distinguersi nella scena.
Nel corso degli anni successivi fa uscire ulteriori brani, tra i quali “Gazza ladra“, “Gaston” e “Il bar dei miei” che gli permettono di mantenere una buona visibilità nonostante la discontinuità di uscite.

Proprio questa discontinuità potrebbe essere definitivamente interrotta con il rilascio del suo primo album ufficiale prodotto da Sony Music ed intitolato “CHE IO MI AIUTI“. Il progetto è composto da 10 brani, 4 dei quali sono featuring.

A luglio 2019 esce la prima canzone che anticipa l’album, si tratta di “No problem” e ancora una volta Bresh dimostra a tutti come la sua scrittura sia di altissimo livello. Il lessico ricercato e il flow complesso di “No problem” si ritrova anche nel corso di tutto l’album, sia nei brani da solista come “Rabbia Distillata” e “Che io mi aiuti“, sia nei vari featuring con Rkomi, Tedua, Izi e Vaz Té.

Nonostante questi siano nomi più noti e affermati nel rap game, Bresh si dimostra comunque all’altezza dei colleghi riuscendo a mantenere il suo stile artistico e mettendolo in risalto proprio grazie alle collaborazioni.

Partendo da “Oblò” con Rkomi, passando per “Para‘” insieme a Tedua, “Girano” in featuring con Izi e arrivando infine a “Team” con Vaz Té, le sonorità e gli argomenti sono un vero e proprio viaggio che raccontano il passato di questi artisti che fin dagli inizi si sono supportati l’un l’altro.

In “CHE IO MI AIUTI” c’è poco di quello che siamo abituati a sentire oggi: gli 808 lasciano spazio a sonorità più dolci, le paure e le debolezze di Bresh si sostituiscono ai classici temi di strada, così come la scrittura complessa ma efficace dei brani schiaccia completamente la superficialità di questi tempi.

Insomma Bresh con “CHE IO MI AIUTI” sembra aver puntato su un unico fattore, l’essere se stesso. Bresh ha semplicemente mostrato Bresh, con i suoi pregi ed i suoi difetti, senza pretendere di essere qualcun altro.

Anche il fatto di aver chiamato nel disco quattro artisti con i quali ha lavorato fin dall’inizio della carriera testimonia come la semplicità di Bresh sia stata messa in primo piano, dimostrando a tutti che un gruppo di amici può davvero farcela.

CHE IO MI AIUTI” ci riporta nostalgicamente a quel 2016 dove tutto questo è iniziato senza troppe pretese e anche per questo motivo merita un ascolto. Bresh merita sicuramente più visibilità, perché mostrandosi per quello che è con “CHE IO MI AIUTI” ha aiutato anche tutti noi.

Leggi anche “Security, quando il futuro guarda al passato”.

Scritto da Mihai Jignea.

Segui HipHopTender su InstagramFacebookYoutubeSpotify SoundCloud