Il 22 maggio la scena trap italiana è stata arricchita dal nuovo e primo album del rapper milanese Philip, intitolato “Dalla zona”. Un album che subito dopo l’uscita ha ricevuto notevoli apprezzamenti e un feedback positivo da parte di pubblico e addetti ai lavori. L’album è stato preceduto dai singoli “Bravi Ragazzi”, “Tuta nera” e “Tutto apposto”, nel quale è accompagnato dal rapper salernitano Capo Plaza.

L’album, uscito sotto l’etichetta Atlantic, vanta nomi importanti sia nei featuring che nelle produzioni. Artisti come Emis Killa, il giovanissimo e fresco di firma Villa Banks, Shiva e il sopracitato Capo Plaza. Mentre le produzioni portano le firme di AVA, Adam11, Don Joe e Quentin Malandrino, quest’ultimi due hanno curato la maggior parte delle produzioni e tutto il processo di mix e mastering. Tutti nomi importanti nella scena rap italiana di oggi e di ieri.

Foto di Philip

L’album riprende molto le sonorità della trap francese, come Philip ci aveva abituato anche nei pezzi precedenti. Come suggerisce il titolo, nel progetto si tratta per lo più l’argomento della strada ma in modo fresco e internazionale. “Dalla Zona” è un progetto dall’immaginario molto compatto ma piuttosto vario nelle sfumature. Troviamo hit da club che accompagneranno i prossimi mesi come “Marbella” o la collaborazione con ShivaEquipe”. Ma anche brani più introspettivi e che affrontano il rapporto col sesso femminile come “Bambina” e “Ex” insieme al nuovo acquisto Virgin Records Villa Banks. Questi episodi hanno come sfondo una lunga lista di brani fortemente street che vedono i loro picchi in “Mula Gang” e “6 di mattina”.

Come anticipato un altro punto di forza dell’album sono sicuramente i featuring, importanti e azzeccati. Dal ritornello di Shiva fino alla forza di Capo Plaza, dall’originalità del giovane Villa Banks alla zarraggine unica di Emis Killa. Per non parlare delle produzioni tutte perfette e curate nei minimi dettagli.

Tirando le somme Philip ha tirato fuori un album d’esordio convinto, pensato per spingere e delineare ancora meglio la sua figura all’interno di un rap game in cui spesso non si è ne carne ne pesce. Si sente la fame dell’artista e la voglia di prendersi Milano e non solo.

Foto della Dogo Gang

I più attenti e i nostalgici ascoltando il disco avranno riesumato le sensazione e il sapore di quella Dogo Gang che fece innamorare migliaia di giovani milanesi. Quella strada, quelle storie ci sono ancora e vivono in artisti giovani come Philip, Young Rame, Neima Ezza e non solo. Un esordio convincente che lascia anche spiragli di miglioramento. Ora non ci resta che aspettare e vedere se sarà capace di mantenere il livello anche nei prossimi lavori, magari portando altra innovazione e non fermandosi a quanto di buono fatto con “Dalla Zona”.

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Scritto da Tommaso Marangoni.

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