Il rapper comincia la sua carriera nel 2017 con il pezzo “Goodfellas”, confezionato durante gli arresti domiciliari. Subito per molti diventa la Next Big Thing dello street rap italiano. Al primo lavoro seguono altri singoli come “Beef” in collaborazione con il veronese Jamil. Ed è in questo momento che il suo nome diventa sempre di più altisonante nella scena che conta. Seguiranno diversi pezzi, tra cui una collaborazione con il rapper-deejay Ludwig intitolata “Chic”. Fino ad arrivare al “First day out” giunto dopo anni di domiciliari. E nel 2019 arriva l’annuncio, Oni One è il terzo rapper della scuderia 777ent. Adesso dopo un periodo di stop è tornato con il suo primo album ufficiale “Grizzly”. Perciò abbiamo deciso di contattarlo per fargli delle domande sul progetto.

Copertina di grizzly

  • Ciao Oni, innanzitutto come stai e come ti senti ora che è uscito il disco?

Mi sento felice e concentrato, sono veramente contento che l’album stia andando bene. Da qui in poi speriamo sempre meglio.

  • Questo album arriva dopo un periodo di basso profilo. Questo tempo di assenza come lo hai sfruttato?

Ho scritto e lavorato tantissimo, io sono sempre al lavoro avrei 5 dischi pronti. Ma penso che per far uscire qualcosa ci serva la roba giusta al momento giusto. Quindi capita che magari in 10 minuti ho un pezzo pronto e dico ci sta, ma spesso ci passo del tempo a lavorarci di più. Del resto io leggo tanto e guardo film. Quindi questo periodo sicuramente è servito per lavorare tanto su di me, ma dal punto di vista lavorativo non mi sono fermato un attimo anche per capire meglio cosa volevo fare.

  • Perché il titolo “Grizzly”?

Grizzly” perché è un animale nel quale mi identifico tanto. É un animale forte, e mi piace che l’orso sia individuale come animale. In questo io mi rispecchio tanto perché sento di essere forte da solo. Io mi faccio forte non con il branco ma la forza la cerco dentro di me. Quindi vedo l’orso come il mio animale guida. E questo progetto per me è stata una forza ecco perché “Grizzly”.

  • E la copertina dell’album come è nata?

Nella cover c’è un riferimento alla foto iconica di Biggie. Si vede dalla corona e dallo sfondo rosso. Biggie per me è stato ed è uno delle mie massime fonti di ispirazione. Quindi trovavo doveroso da parte mia fargli questo tributo. Ovvio non siamo paragonabili però io l’ho visto come un omaggio. Mentre la posizione non doveva essere quella, volevo riprendere un’altra foto. Dopo alla fine è uscita questa posizione diciamo di speranza, in questa posa io quasi prego ed è un riferimento al fatto che come uomo sono sotto il volere di Dio.

  • Sei tornato con sonorità nuove nell’album, ti senti ancora quello di arresti domiciliari o ti senti più evoluto e cresciuto?

Sicuramente mi sento evoluto. Anche livello di sonorità ho sperimentato tanto, sono stato anche più fresco. Però l’Oni di arresti domiciliare rimarrà sempre, come si può capire anche da “Goodfellas 2” dove ho deciso di riprendere la prima traccia che ho fatto uscire, per fare la seconda parte insieme al primo progetto. Praticamente ho preso la prima traccia e l’ho unita al primo progetto, per mostrare anche un upgrade. Quindi l’Oni di arresti domiciliari ci sta in questo disco, ma ho inserito anche un Oni nuovo più fresco e introspettivo. Però il rap di strada è roba mia e lo sarà sempre. E penso di essere uno dei pochi che si può permettere di farlo.

  • Parlando di featuring ti abbiamo visto molto vicino alla DPG anche per la firma con 777ent, come è nata questa collaborazione?

Sono dentro 777ent da un po’ ormai e posso dire che è come la mia famiglia. Con Pyrex poi abbiamo fatto questo pezzo che è una cannonata, abbiamo distrutto il beat di Sick Luke e Gotti. Poi con Luke ci siamo proprio trovati a livello umano, siamo amici. E da lì è iniziata la collaborazione artistica, stessa cosa con Pyrex che è un fratello e lo reputo uno degli artisti italiani più forti in assoluto.

  • Invece gli altri featuring come sono nati?

Con gli FSK ci conosciamo da tempo, io ero più basso a livello di hype e loro avevano appena fatto uscire “La prova del cuoco”, quindi parliamo proprio di inizio. Ci siamo iniziati a seguire, loro pompavano la mia roba ed io pompavo la loro, dovevamo conoscerci per forza. Ci siamo incontrati e da lì è nato un legame fortissimo. Ci sentiamo tutti i giorni, ci scambiamo pareri eccetera, dopo comunque loro ora sono la wave. Parlando di Boro penso sia uno degli artisti più freschi in Italia, con un genere che ha portato esclusivamente lui, con sound latini. Dopo io sono da sempre fan del raggaeton della roba latina, parlo anche lo spagnolo avendo vissuto a l’Havana. Quindi ho pensato che Boro fosse giusto averlo nell’album, abbiamo chiuso il pezzo e ho detto questa roba è figa. In generale tutte le persone che ho nel disco sono amici miei, volevo solo gente real e così ho fatto.

  • Anche le produzioni sono nate a stretto contatto con te?

Abbiamo Daglock che è mio fratello di sangue quindi siamo tutti i giorni insieme, ci siamo messi lì e abbiamo fatto tutto da zero. Poi “Tutta la notte” nasce da un beat che mi ha passato Kamyar e dopo hanno finito la produzione a quattro mani lui e mio fratello. Invece con Luke nasce tutto in studio insieme, appena accende gli strumenti nasce una hit e così è stato. Lucky Lerio mi ha passato una cartella piena di beat spietati, con lui ci lavoro da “Baloo” quindi è una garanzia per me. Però posso dire che tutte le produzioni sono nate in maniera spontanea, da chi mi ha passato i beat fino alle persone con le quai sono andato in studio.

Foto di Oni One e Daglock

  • Sei soddisfatto di come è uscito l’album o avresti cambiato qualcosa?

Questa è una domanda un po’ particolare, in generale sono soddisfatto di come è uscito sicuramente. Anche della tracklist sono soddisfatto anche perché l’ho scelta io, è cambiato giusto qualcosa perché “Goodfellas 2” doveva stare prima e “Nemico” terza, poi all’ultimo c’è stato un cambio e quindi è uscita così. Però in linea di massima sono soddisfatto di come è uscito.

  • Hai degli obbiettivi prefissati che vuoi raggiungere con quest’album?

Questo album spero che continui ad andare bene come adesso. Ma il mio obbiettivo non è legato solo ed esclusivamente a questo album, il mio obbiettivo è arrivare primo in Italia con la mia musica per poi essere il primo nel mondo, speriamo. Però io gioco per essere il primo, non mi accontento di essere terzo o quarto io voglio essere il primo. Ci vuole tempo, dedizione e costanza ma se quello è il mio obbiettivo ce la farò.

  • Dal punto di vista lavorativo come hai passato questo lockdown dovuto al Covid, sei riuscito a scrivere e creare?

Io personalmente non ho avuti blocchi, anche perché nella mia vita sono stato abituato a rimanere rinchiuso in casa. Io ho iniziato la mia carriera ai domiciliari come Keef, cosa che in Italia non è mai successa a nessuno. Questo mi ha aiutato a non fermarmi davanti a questa situazione difficile.

  • Ora che è uscito l’album sei già al lavoro su roba nuova o dovremo aspettare ancora un pò?

Io sono sempre al lavoro tutti i giorni. Però voglio dare a questo album l’importanza che merita, adesso c’è l’album e bisogna continuare a spaccarlo e poi si vedrà. Non ho piani particolari per ora se non portare UP l’album.

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