Il rapper veronese classe ’91, in questi anni è riuscito a ricavarsi la sua parte nella scena che conta. Fin dall’inizio della sua carriera ha sempre raggiunto numeri grandi per lo street rap. Ma a questo punto della sua carriera, dopo l’uscita del suo primo disco da indipendente “Most Hated”, ha deciso che era arrivato il momento di mostrare un altro lato di se. Quello più sensibile e introspettivo nel quale ognuno di noi può rispecchiarsi. Pertanto abbiamo deciso di chiamarlo per fargli qualche domanda riguardo all’ultimo lavoro.

  • Ciao, come ti senti ora che è uscito il brano?

Ciao, si mi sento per lo più soddisfatto e anche più tranquillo di essermi tolto un peso parlando di un po’ di cose che mi erano successe negli ultimi tre anni. Mi ha aiutato anche un po’ a superarle, ovvio la morte di una nonna non la si supera facilmente. Ma sicuramente aver condiviso questa cosa con tutti mi ha permesso anche di andare avanti. Sono contento anche di avere mostrato un lato di me che non avevo mostrato prima, e del riscontro che ho avuto dalle persone che mi ascoltano. Fin da subito mi hanno mandato messaggi dove dicono che si rispecchiano nelle mie parole, e sono rimasti contenti che un rapper ne parlasse.

  • Nel pezzo hai trattato tematiche molto personali, da dove è nata l’esigenza di tirare fuori tutto?

Nasce dalla voglia di mostrare un lato di me diverso. Anche perché all’inizio ero etichettato come “Il King del bong”, dopo per i dissing. Io ho un attitudine presuntuosa, quindi tutti pensano che la mia vita sia tutta felice e perfetta, e siccome questo disco è il più personale che io abbia mai fatto. Questo pezzo era, a mio parere, il giusto biglietto da visita per quello che ci sarà in futuro. Ovviamente il disco non parlerà solo della mia famiglia, anche nel pezzo parte la zappata dove dico che sono indipendente eccetera. Questo mi sembravo il testo perfetto per iniziare un nuovo capitolo della mia carriera.

Foto di Jamil

  • La tua famiglia ha sentito il pezzo?

Mia mamma si è commossa appena ha sentito il pezzo. E quello che dice sempre è che nonostante io abbia fatto delle cazzate nella vita che a lei non hanno fatto piacere, quello che racconto nei pezzi è vero e quindi non mi si può dire niente. Anche per mia mamma sono REAL al 100%.

  • E loro cosa pensano di quello che fai?

Beh i miei genitori comunque sono contrari alla droga e a tutto questo mondo qua anche le semplici canne, quindi non hanno mai visto di buon occhio il fatto che fumassi però mi hanno sempre accettato perché i genitori ti vogliono bene nonostante i difetti. Apprezzano di più questo lato in cui racconto di più e sono più personale. Sono orgogliosi che comunque campo della mia passione, mi sono realizzato e non possono essere più felici.

  • Cosa diresti oggi al Jamil di 10 anni fa?

Gli direi vai tranquillo, vedi che ce l’abbiamo fatta. È andata come doveva andare, non potevi immaginare di arrivare a questo punto ma sei la dimostrazione che con il lavoro e il sudore ci si riesce.

  • E invece come ti vedi tra 10 anni?

Mi vedo in qualche posto di mare in relax, avendo messo via i soldi fatti con la musica. Essendo uno che non ostenta e non compra cazzate, spero di mettere via abbastanza soldi per stare tranquillo tutta la vita. Penso che farò ancora della musica, ci sarà un Jamil più vecchio e ancora più rompicazzo, come un anziano al bar che rompe i coglioni ai giovani che passano e fanno casino. Ecco così mi vedo.

  • Durante l’emergenza COVID-19, come hai passato il tempo in lockdown lavorando o il non uscire non è riuscito a farti scrivere?

Avevo buona parte del disco pronta, mi mancava qualche brano per concludere l’album. Così ho sfruttato il lockdown per scrivere i brani che mi mancavano e sistemare alcuni a livello di arrangiamento. Non appena si è cominciato ad uscire sono stato pronto a registrare i brani che mancavano.

  • Seguiranno altri lavori a questo pezzo?

Entro la fine dell’anno esce l’album. Se ci saranno altre uscite tra questo singolo e il disco, non posso dirlo deve essere una sorpresa.

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Un’intervista di Tommaso Marangoni

Ph copertina: @andreasqueophotography

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